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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
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Italian Graffiti / L'architrave sbilenco della cosiddetta riforma

Giovedì 21 Novembre 2019


gold coast


Una lettera al Corriere riapre la questione della mai avvenuta riforma (?) dello sport ad un anno dalla sua emanazione legislativa. Leggi e ti pare che ci sia qualcosa di nuovo: ma è proprio così? 


Gianfranco Colasante


"Il sistema sportivo penalizzato dalla riforma", questo è il titolo con il quale il Corriere della Sera pubblica stamani un sintetico cahier-de-doléances a firma Marcello Marchioni sul tema della riforma dello sport (!) in vigore da quasi un anno. Considerato il corposo curriculum sportivo-accademico di Marchioni, da mezzo secolo al centro del sistema CONI, il suo è un intervento che non si può che approvare e, perchè no, condividere nei toni e nella sostanza. Almeno in parte. Ma va anche detto che la sua lettera rimane la sola seconda voce critica levatasi in un intero anno sull'argomento, dopo l'intervento all'AGI di Francesco Ricci Bitti, integralmente riportato sul nostro giornale. Un po' poco da parte dell'apparato che questa riforma ha subito e sta subendo. E soprattutto subirà. Comunque un segno di discontinuità che va apprezzato.


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I sentieri di Cimbricus / A zonzo tra gli impianti di Londra

Mercoledì 20 Novembre 2019

 

bus 2 


Una istruttiva passeggiata attraverso una inedita mappa dei luoghi di sport della Capitale inglese. Confronti con le nostre grandi città? Lasciate perdere, affidatevi alla cronaca e fatevene una ragione.

Giorgio Cimbrico

Quando sento parlare del nuovo stadio di Milano, quando vedo fioccare avvisi di garanzia per quello (giallorosso) di Roma, quando ricordo la difficoltà di trovare un posto dove liberarsi dei liquidi organici a Marassi, quando riprovo la paura di beccarmi il tetano nella tribuna stampa del mastodontico stadio di Bari costato al tempo di Italia ‘90 una cifra pari almeno una serie di cassoni del Mose, quando penso allo celebrato Stadium bianconero sorto sulle moderne macerie del Delle Alpi, quando valuto l’abbandono a cui è stato lasciato il Flaminio nel pieno cuore di Roma, sette minuti a piedi da piazza del Popolo, allora so che è giunto il momento di inoltrarmi in un lavoretto sul quale da tempo meditavo: un censimento dei luoghi di sport di Londra, con capienze calcolate, quando è possibile, all’unità senza indulgere in approssimazioni.

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Tokyo 2020 / Il punto sulle qualificazioni olimpiche

Mercoledì 20 Novembre 2019

 

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Sono al momento 161 i "pass" in qualche modo già staccati dalle federazioni e che riguardano 22 discipline. In attesa di definire il destino delle squadre residue, con la pallanuoto donne all'80% e il basket uomini al 20%.   

 

Gianfranco Colasante

 

Tra 246 giorni - il 24 luglio 2020 - prenderanno il via i XXXII Giochi Olimpici. Con la recente trasferta a Tokyo dei responsabili tecnici delle federazioni, può ritenersi avviato il percorso di avvicinamento che si concluderà in piena estate con la definizione della squadra azzurra. Le previsioni parlano di una consistenza attorno ai 320/330 elementi, più o meno nella media delle più recenti edizioni (a Rio sono stati 309). Ad oggi i "pass" conquistati dalle federazioni ne coprono più o meno la metà: esattamente 161 "carte", cinque delle quali a titolo nominativo (tre nel nuoto open, uno ciascuno del pentathlon e nell'arrampicata, una delle discutibili novità del programma), gli altri da definire in base a scelte tecniche.

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I sentieri di Cimbricus / L'uomo che cambio' le regole del gioco

Martedì 19 Novembre 2019

 

dillard 

 

A ricordo di Harrison Dillard, per la sua magrezza detto "Bones", quattro medaglie olimpiche. E che perse i 100 dei Trials per vincere i 110 dei Giochi di Helsinki. Un degli ultimi della saga più amata.

 

Giorgio Cimbrico

Per noi vecchi dell’atletica, una confraternita sempre più ristretta e non interessata alle faccende elettorali che stanno impazzando, la morte di Harrison Dillard (sulla stampa italiana, pochissimi o muti echi) ha avuto un commovente significato: se n’è andato, vecchio, vecchissimo, ormai non lontano dal secolo (96 anni compiuti, il più vecchio olimpionico americano), l’uomo che aveva sovvertito la legge crudele, a volte stupida, spesso assurda, dei Trials: aveva saputo aggirarla senza astuzie tartufesche perché se era il primo ostacolista del mondo, era anche uno dei migliori velocisti.

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Duribanchi / “Chi cammina a Venezia, diventa Venezia”

Martedì 19 Novembre 2019


piazza san marco 

Su Venezia l'importante sarà non “spegnere” i riflettori non appena la marea si sarà ritirata, il vento non soffierà più, le notizie finiranno nelle pagine interne dei giornali. Non solo Venezia: l'Italia non ha più bisogno di parole.

Andrea Bosco

Tra le centinaia di articolesse di questi giorni su Venezia e l'acqua alta ho apprezzato il tentativo estetico-filosofico di Alessandro D'Avenia che in qualche modo replica quello precedente (sempre sul Corriere della Sera) di Antonio Scurati. Ha scritto Scurati, lapidando cittadini ed istituzioni, che “l'acqua alta siamo noi”, di fatto rispolverando antichi concetti. D'Avenia è andato oltre scrivendo che “chi cammina a Venezia, diventa Venezia”. Questo nel libro dei sogni, purtroppo: pochi sono come D'Avenia. La maggior parte degli “infradito” che arriva a Venezia, semplicemente, la calpesta.

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