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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
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I sentieri di Cimbricus / "Storia di un cavaliere tragico"

Martedì 26 Marzo 2019

 

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Un omaggio scaturito dal cuore per i cento anni dalla nascita di Fausto Coppi [1919-1960]. La sua morte casuale, stupida, banale, straziò quanto la tragedia che nemmeno undici anni prima aveva spazzato il Grande Torino.

 

Giorgio Cimbrico

Coppi, cappotto dagli ampi risvolti e martingala, aveva quel suo sorriso sincero quando con una carezza scompigliò i capelli del bambino che lo fissava dalle parti di via Luccoli. Glielo aveva indicato il padre, bartaliano: “Guarda, c’è Coppi”. Il padre gli aveva stretto la mano e, dopo, aveva confessato che, volate a parte per via dell’animo sgherro di Gino il pio, Fausto era meglio dappertutto, in salita, a cronometro, quando si trattava di fare passo rotondo, su pista anche, perché aveva gambe lunghe e aveva ampia quella che veniva definita la”cassetta”, il torace carenato, da airone, e la vasta capacità polmonare. Non era ancora il tempo di raffinati studi fisiologici, si andava a palmi, a occhio, per intuizioni (il cieco Cavanna, tastando, capì tutto), sostenute da successi e da cadute: era frequente vederlo ingessato, con gli occhi socchiusi dal dolore. Ossa sottili, da uccello nobile: gli avvoltoi sono più robusti.

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Fatti&Misfatti / Fuga dal pianeta delle scimmie

Lunedì 25 Marzo 2019

 

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"Avrebbero fatto bene a non fidarsi quelli che credevano davvero che ci fosse un progetto nazionale per ridare vita alla base del nostro basket. Era stata studiata la copiatura del campionato primavera nella serie A del calcio. Bocciata."

 

Oscar Eleni

In fuga dal pianeta delle scimmie dei lecchini per camminare nel bosco sul sentiero indiano degli Appalachi dove i Bernardo Gui della confraternita non dovrebbero arrivare. Ci saremmo portati dietro anche Sandro Gamba, diventato bersaglio perché non riesce a capire tutta la prosa nel nome della rosea, ma Spartacus preferisce stare nella sua trincea ed è il primo a capire perché Milano batte un po’ in testa: fatica, infortuni. Ma è anche il primo a chiedersi quale epidemia ha reso inguardabili gli italiani dell’Armani. Non sarà, per caso anche questa colpa di Sacchetti che, sbalordito, ha vissuto l’ultima giornata di campionato da quasi rassegnato dopo aver visto i suoi tirare con il 17% da tre, anche se Milano gli regalava, in pratica, i 30 punti sicuri di James e Nedovic.

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Italian Graffiti / Che fine ha fatto il Museo dello Sport?

Lunedì 25 Marzo 2019

 

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Una fake-new o piĂą semplicemente una piccola storia all'italiana? Non so dire, mi limito a darvi qualche elemento per consentirvi di farvi un'idea. Ma la domanda resta tutta: tra riforme e balzi in avanti, restiamo il solo Paese al mondo che - tra i suoi 3500 musei - non ne ha uno dedicato allo Sport Olimpico e alla sua Storia, malgrado sia stato finanziato da decenni. Certo, ci sono altre prioritĂ , ma ...

 

Gianfranco Colasante

 

Giorni fa, casualmente, mi è tornato tra le mani un fascicolo che avevo realizzato e pubblicato nel secolo scorso (novembre 1998) quale supplemento a Lo Sport Italiano, il mensile del CONI che allora dirigevo. Titolo: "I Musei dello Sport in Italia"; sottotitolo: "Viaggio culturale tra storia e ricordi dello sport italiano". Ce n'era a sufficienza per aprire, oltre i ricordi, una riflessione su quel tema, con la convinzione, peraltro, che le cose oggi - nell'era digitale che tutto rende più facile e immediato - stanno anche peggio di allora. E proverò a chiarirlo. Nella prefazione che introduceva quello studio, scrivevo un po' ingenuamente che l'analisi dell'esistente doveva essere solo un punto di partenza, con "la speranza di portare un contributo a ciò che abitualmente si indica come cultura sportiva".


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Saro' greve / Guido Costa: un mago o un Maestro?

Lunedì 25 Marzo 2019

 

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Tra ricordi familiari e rievocazioni storiche, un "focus" su uno dei maggiori tecnici che lo sport italiano abbia avuto: l'uomo che ha costruito i grandi successi dei pistard azzurri, tra Mondiali e Olimpiadi.  


Vanni LĂłriga

Se si parla dei Ganna e del ciclismo di casa nostra si entra nel terreno minato dei ricordi che superano ampiamente la durata di un secolo. Ci riferiamo a Luigi e Filippo Ganna ed incominciamo dal primo. Nel 1909 vince la prima edizione del Giro ciclistico d’Italia. A casa nostra, abbonati alla Domenica del Corriere (la TV di allora …), fa epoca la copertina di Beltrame dedicata all’arrivo vittorioso del predetto Luigi (pubblicata il 13 giugno). Mio nonno Giovanni Maria (classe 1848, maestro elementare e inflessibile giudice di pace) ne rimane affascinato ed ordina per corrispondenza una bici Atala, la stessa di Ganna. Si avventura sulle salite che conducono al nostro paese (Luras, quello dell’albero più vecchio d’Europa), fregandosene della baia che i monelli riservavano al baldo ultra-sessantenne.

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I sentieri di Cimbricus / Elezione, il tuo nome e' sport

Sabato 23 Marzo 2019

 

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Primavera 2019: le prossime elezioni non sono così lontane, bisogna partire per tempo, lanciando le reti, cercando le alleanze, anche le più ardite, Ma questa volta, con la Riforma-Svolta di Giorgetti, è più che mai da andare cauti, pesare e valutare per non finir fregati.

 

Giorgio Cimbrico

Nei paesi normali il presidente non conta un tubo, una cicca. Parlo di due sport che seguo da sempre: il rugby e l’atletica. In Inghilterra la RFU, Rugby Football Union, è un’azienda mostro da 420 milioni di sterline di bilancio consolidato, proprietaria di uno stadio da 82.000 spettatori, e il presidente serve per stringere le mani, presiedere ai banchetti, consegnare medaglie e trofei. Il potere è del chairman, o CEO, o amministatore delegato, uno che di mestiere quello fa. Infatti ce ne sono stati di quelli che venivano dal tennis, dalla Rugby League, dallo stato maggiore che organizzò le magnifiche Olimpiadi del 2012.

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