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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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Fatti&Misfatti / Gli artigli di Attilio (messaggio per chi vuol capire)

Mercoledì 31 Gennaio 2018

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di Oscar Eleni

Dall’oasi di Latina dove Massimiliano Benacquista mi porta in un basket che sa di lavanda. Magari trovassimo in questo sport gente del genere. Basta dare uno sguardo laggiù, nella meravigliosa A2 che sarà la nostra salvezza caro Basciano, nessuna pretesa pur spendendo oltre un milione di euro, tante squadre giovanili, la luce di Franco Gramenzi col quale ci siamo misurati in un basket universitario minore. Un sogno, una realtà. Una bella realtà. Ci abbiamo pensato mentre gli artigli di Attilio Caja (foto) e della sua Varese che si batte per uscire dalla terza fascia del campionato.

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Piste&Pedane / Le fresche novita' della stagione al coperto

Martedì 30 Gennaio 2018

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di Daniele Perboni

Se l’alieno Mork, un extraterrestre umanoide arrivato sulla terra a bordo di una astronave a forma di uovo negli anni Ottanta, ricapitasse da queste parti, diciamo sullo stivale tanto per restringere un po’ il campo, e provasse a rivolgere le sguardo al movimento atletico tricolore resterebbe di sasso. Già, perché stando a quanto viene prodotto su piste e pedane sotto tetto (vulgo, indoor) pare proprio che l’atletica di casa nostra sia in buona salute. Anzi, in splendida vitalità. Soprattutto a livello giovanile. In effetti è tutto un fiorire di nuove migliori prestazioni nazionali di categoria. Un germogliare di talenti che lascia ben sperare per il futuro, a breve e lunga scadenza. Chiaramente ne siamo tutti più che lieti. E coltiviamo la speranza che questi germogli di campioni possano alla fine sbocciare anche in ambito internazionale, facendoci uscire dalla mediocrità che da tanti, troppi, anni soffoca le ambizioni di appassionati, tecnici, dirigenti e in primis atleti.

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Fatti&Misfatti / A rapporto dal saggio Paron Rocco

Lunedì 29 Gennaio 2018

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di Oscar Eleni

Alla ricerca del molosso Ettore dentro la meraviglia di Hauslixl, casa settecentesca che respira l’aria di Trieste, regno di pace sopra il mare dove andò a riposare anche James Joyce che, dovrete ammetterlo, è molto più complicato di chi salta punti, virgole e, magari, lavora per la Lega dove chiedono dati sconosciuti a noi vecchie cariatidi di questo mestiere. Non ci era mai capitato in 50 anni di giornalismo, 10 olimpiadi, mondiali ed europei di quasi tutti gli sport, di dover segnalare il numero di registrazione del Giornale per cui lavoriamo o collaboriamo. Il basket, un altro sport cantano i legaioli. Hanno ragione. Ma torniamo ad Ettore cane bilingue che non poteva liberarsi dalla scomoda presenza dei viaggiatori viaggianti bolognesi nel nome dell’idea, di un rinnovamento che non comincerà mai perché sapete come hanno reagito molti presidentucoli, tanti dirigentucoli, moltissimi allenatorucoli alla bella idea di convocare ogni mese i “lunghi” delle serie minori per farli lavorare con Gregor Fucka?

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I sentieri di Cimbricus / Roger alla sinfonia n. 20

Lunedì 29 Gennaio 2018

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di Giorgio Cimbrico

A furia di praticare voyeurismo sportivo (guardonismo?), molte cose e molti personaggi hanno finito per diventare noiosi, stucchevoli. Roger Federer, no. È come se venissero a noia Mozart e Piero della Francesca e non è possibile. Mozart era galante, drammatico, solenne, divertente, superficiale, profondissimo, giocava con le note e con quegli intervalli, i toni, i mezzi toni che stanno tra l’una e l’altra e che noi, ignoranti e perdutamente innanorati melomani, possiamo soltanto avvertire, non cogliere a pieno nello scintillio dell’invenzione. Con il suo gesto liquido, con quel gioco di rimbalzi, di anticipi, di naturali eleganze, di divini intuiti, Federer è lo stesso: sa scrivere un divertimento (quello è stato il primo set della finale con Marin Cilic), ma sa comporre un perfetto tema sinfonico quando i tempi si dilatano e a un allegro mosso può seguire un adagio, un grave, prima dell’invenzione di un vivace ben sostenuto, del finale. La differenza è soltanto e miseramente pecuniaria: Federer è ricchissimo (ultima arrivata nella scuderia degli sponsor, la Barilla che l’ha trasformato in cuoco), Mozart navigava nei debiti.

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Saro' greve / Da "Mondino" alla Vezzali, passando da Seul

Lunedì 29 Gennaio 2018

kim dan12  La misteriosa nord-coreana Sin Kim Dan.

di Vanni Loriga

Avevo annunciato, nello scorso numero della mia rubrica ebdomadaria del lunedì, che avrei raccontato altre storie sportive coreane. In attesa dei Giochi Invernali in Corea del Sud (a Pyeongchang dal 9 al 25 febbraio) mantengo la minaccia iniziando con un paio di ricordi ambientati nella Chosòn Minchu-chuiu Inmin Kongwa-guk (nota come Corea del Nord). Parto ovviamente dall’atletica leggera per risalire al 21 ottobre 1964 quando, sulla pista di Pyongyang, la ventiquattrenne Sin Kim Dan (nota anche con il nome di Shin Geum Dan) stabilì il primato mondiale dei 400 metri con il tempo di 51”2.

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