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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
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Saro' greve / Oscar come anagramma di Corsa

Martedì 5 Febbraio 2019

 

barletta 

Se è vero che chi ci lascia continua a vivere solo nella memoria di chi resta, nel ricordare l’umanità di Oscar Barletta, e quanto abbia regalato all’atletica, è un dovere per chi lo ha conosciuto e un esempio per chi non ha avuto questa fortuna.

Vanni LĂłriga

“Semplicemente ricordando Oscar!” è il messaggio che ci giunge dagli amici Calogero “Lillo” Cappalonga (infaticabile promotore) e Ilio Rambozzi (immancabile documentatore). E come si può ricordare Oscar Barletta? Molto semplicemente correndo, in tanti, la Sua maratona. Per farlo ci siamo dati appuntamento domenica mattina sul Suo percorso realizzato a Civitavecchia in località San Gordiano. Un circuito che sviluppa esattamente la quarantaduesima parte di 42165 metri, cioè della gara di maratona. Fu studiato proprio da Oscar ed è un percorso variato, con brevi rettilinei, curve, piccole salite e dolci discese. Avvolge i campi sportivi dedicati all’atletica ed al rugby in un complesso promosso (e gestito) da Luigi Gatti che del Maestro fu allievo, fra i migliori.

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Fatti&Misfatti / Servono un mago e un ciabattino

Martedì 5 Febbraio 2019

 

valerio bianchini
 

 

Per i suoi 75 anni Valerio Bianchini, l’unico allenatore, con Recalcati, che ha vinto tre scudetti in tre città diverse, ci fa sapere che siamo alla deriva e che il tiro da tre è populismo per chi in palestra lavora poco. Lui, come al solito, esagera e vorrebbe alzare il canestro oltre i 3,05 visto che non si possono ingrandire i campi.


Oscar Eleni

Davanti alla bottega di Donato Romano il ciabattino di Bormio che ci fece conoscere il balivo Pini quando il Valtellina circuit era amore. Servono scarponi nuovi per affrontare questa terra di maghi che non prevedono mai burrasche finanziarie anche se poi sono in pochi a pagare, un po’ quello che dice Matteo Mammi, l’uomo che governava i cieli di SKY, il compagno invidiato della Leotta, anche se denunciando la pirateria che rende schiave le tv private si dimentica di far sapere che agli abbonati del pacchetto intero non è stato condonato un euro anche se ci sono tre partite di calcio in meno, se il basket è solo farfugliamento NBA, per non parlare di tutto il resto abbandonato per stare dietro ai motori.

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Italian Graffiti / I rischi della Sindrome di Stoccolma

Lunedì 4 Febbraio 2019

 

lindberg

Gunilla Lindberg, anima della proposta svedese.

Con la costituzione del governo svedese la sfida Stoccolma-Milano per avere i Giochi Invernali 2026 entra nella fase decisiva, mentre è partita da tempo la caccia all’ultimo voto. Ma non saranno i dossier presentati e gli impegni di spesa annunciati a convincere i membri del CIO a votare per l’una o per l’altra delle concorrenti.

Gianfranco Colasante

Domani si aprono ad Åre, piccolo centro a 800 chilometri a nord di Stoccolma, i Mondiali di sci alpino. I prossimi, tra due anni, si terranno a Cortina. Non so quanti lo ricordano, ma l’edizione di quest’anno è stata assegnata al villaggio svedese (non più d’un migliaio di abitanti) dall’Esecutivo FIS il 5 giugno del 2014: allora Åre prevalse per un solo voto (9 a 8) proprio sulla favoritissima Cortina. La delegazione italiana, guidata da Giovanni Malagò col supporto di Alberto Tomba, ci rimase molto male e non seppe nascondere il dispetto. Si parlò di pressioni indebite, pesanti interventi diplomatici, trionfo del business. Veri o meno quei sospetti, oggi – pensando ai Giochi Invernali 2026 che vedono Milano-Cortina in opposizione a Stoccolma-Åre – si potrebbe leggere quel responso come una premessa, un prologo, un avvertimento. Una sentenza? Staremo a vedere in fiduciosa attesa che il CIO, nel prossimo giugno, operi la sua scelta, ma da tanti segnali pare proprio che la bilancia del consenso cominci a pendere verso la candidatura svedese.

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I sentieri di Cimbricus / Tortu ovvero credere nel futuro

Sabato 2 Febbraio 2019

 

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Dopo le volate brevi di Berlino, prossimo appuntamento alle staffette di Yokohama, primo contatto col Giappone olimpico. Poi il resto verrĂ  per questo giovane di gentile aspetto al centro di un progetto che va avanti per gradi.

Giorgio Cimbrico

Con la sua lira Orfeo ammansiva le fiere della foresta, con i suoi campanelli Papageno intratteneva cordiali rapporti con gli uccelli del bosco. Con la sua lievità, prima ancora che con la velocità che sa esprimere, Filippo Tortu riesce ad avvicinare un leggendario cantore di armonie e un personaggio nato dalla fortunata alleanza tra Schikaneder e Mozart, il binomio che produsse il primo musical della storia, il Flauto Magico. Non capitava dal tempo di Mennea (che ne andava molto orgoglioso) assistere a un’intromissione dell’atletica nei palinsesti, o a una loro mutazione.

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Osservatorio / Da padroni a garzoni? Inizia una nuova epoca

Venerdì 1° Febbraio 2019

 

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Illustrate ieri all'Acqua Acetosa le linee programmatiche della riforma del sistema sportivo italiano che ridisegna completamente il ruolo del CONI e delle Federazioni che ne sono stati, per oltre un Secolo, la centralitĂ  e il riferimento. 

 

Luciano Barra

Non sono andato a Roma per la conferenza governativa sulla riforma del CONI per molti motivi. Ho consultato gli aruspici (l’aruspicina era l’arte divinatoria – d’origine etrusca – che consisteva nell’esame delle viscere di animali sacrificati per trarne segni divini e norme di condotta. Cfr. Wikipedia) e visto che cadeva nel “giorno della merla” e, intemperie a parte, che sono regolarmente arrivate, non prometteva nulla di buono. E così è stato. Ma come, direte, ora prendi le difese di Malagò? No, ma del Presidente del CONI, si. Le poche immagini che ho visto della conferenza mi hanno indotto ad usare il vecchio aforisma: “da padroni a garzoni”.

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