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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





Piste&Pedane / Jacobs-Tortu, una sfida solo rimandata

Sabato 7 Maggio 2022

 

tortu-jacobs 


L’atteso esordio di Marcell Jacobs sui 100 – che doveva segnare il suo rientro all’aperto dopo gli ori di Tokyo – è stato cancellato da un improvviso malanno. Rinviando anche la nona sfida tra i due ultimi detentori del primato nazionale.

Gianfranco Colasante

C’erano diversi motivi di interesse per i 100 dell'odierno "KK Classic" di Nairobi: condizioni ambientali quasi uniche, altitudine oltre i 1700 metri e vento non di rado spirante, e sostenuto, nella direzione giusta. Senza dimenticare che ai possibili valori cronometrici, andavano ad aggiungersi la rivincita di Tokyo 2021 – 1. Jacobs 9”80, 2. Kerley 9”84 – e, in casa nostra, un nuovo confronto tra il campione olimpico e Filippo Tortu. Tutto rimasto confinato alle intenzioni con Jacobs costretto a dare forfait e ricorrere alle cure dei sanitari per una infezione gastro-enterica.

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I sentieri di Cimbricus / La sostenibile leggerezza dell'altitudine

Venerdì 6 Maggio 2022

 

        da silva 


Come aperitivo per il “K.K. Classic” di Nairobi, una breve rievocazione delle meraviglie dell’altura. Tutto ebbe inizio ai Panamericani del 1955, quando un certo Adhemar Ferreira da Silva inventò un prodigio e riscrisse la storia. 

Giorgio Cimbrico 

Adhemar sentiva che c’era qualcosa di diverso ma non riusciva a capire sino in fondo. Il vento? Ma no, era poco, nullo. La sensazione era che tutto fosse più facile, più leggero: la rincorsa, il momento del primo stacco, il rimbalzo, il passo, l’ultima traiettoria verso la buca. Ecco cos’era: l’aria. Poca, facile da penetrare, diversa da quella umida, densa di San Paolo, di Rio. Un’esperienza nuova, esilarante, e una condizione che, quello sì, lo capì al volo, andava sfruttata, ma non era facile quando non sei abituato a stare così in alto e per lui andare in alto era quando andava a Campinas Grande. Rispetto a Ciudad de Mexico, una collina. 

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I sentieri di Cimbricus / Ancora tutti a caccia di Pietro

Mercoledì 4 Maggio 2022

 

     byron 


Non un editto, ma piccole notazioni per ricordare a chi di dovere che – in quel vasto e turbolento recinto che racchiude il nostro mondo – esistono ancora storie e vicende, se non proprio edificanti, almeno da ricordare.

Giorgio Cimbrico 

La cacciata dell’atletica tricolore dall’Olimpico, impegnato in concerti che –, non riguardando musica del Settecento, sfuggono ai miei interessi –, non mi induce a geremiadi né tantomeno a percorrere i facili sentieri dello sdegno o della polemica politica o della satira, che i latini stimavano un’appuntita lancia. Muggisce, affonda i colpi e lo staffile e strilla chi teme di non esser ascoltato o vuole stupire a tutti costi. 

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Duribanchi / Indovina un po' chi viene a cena?

Martedì 3 Maggio 2022

 

lavrov 


Dalla realtà parallela del ministro degli esteri russo Lavrov, alla singolare posizione di alcuni pacifisti nostrani: “non è la Russia che sta facendo soffrire l'Ucraina: è l'Ucraina che non arrendendosi fa soffrire l'Europa”.

Andrea Bosco

C'è qualcuno, in Italia, che inviterebbe a cena il ministro degli esteri della Russia, signor Sergey Lavrov? Temo che qualcuno ci sarebbe. Il collega Giuseppe Brindisi di Rete-4 che pure lo ha intervistato arrivando alla fine ad augurare a Lavrov “buon lavoro per la pace”, forse no: non lo inviterebbe. Correrebbe il rischio di vedersi sputtanato e di sentire (da Lavrov) che a casa di Brindisi si mangia in modo disgustoso. Oggettivamente quello di Brindisi è stato un “colpaccio” dal punto di vista giornalistico. Se puoi intervistare Jack Lo Squartatore lo fai, anche se Jack è un assassino seriale, rimasto senza nome e autore di una quindicina di omicidi.

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I sentieri di Cimbricus / A casa di Kip, il re pastore

Martedì 3 Maggio 2022


keino 


Kip Keino è sempre stato uno che saltabeccava sulle distanze, che aveva il magic touch della classe pura, che sapeva spargere come una polvere magica. E l’eleganza e, quando ce ne fu bisogno, la spietatezza.

Giorgio Cimbrico

Circondato da una tribù di figli, naturali e adottivi, e da un’infinita schiera di nipoti, Kip Keino siede da lunghi anni sul suo trono di re pastore producendo miele, burro, formaggio e ricevendo omaggi: due scuole e lo stadio di Eldoret portano il suo nome. Nella fattoria sono appese la laurea honoris causa in legge e la cittadinanza onoraria, entrambe concesse dalla città di Bristol, non prodiga a dispensare titoli. L’ultimo, prima di Kip, era stato Winston Churchill, un altro sovrano senza corona.

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