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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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I sentieri di Cimbricus / Lanci come tamburi nella notte

Domenica 6 Ottobre 2019

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"I lanci sono così belli – e così dannati dalla tv – che propongo una secessione tipo Stati del Sud e la formazione di una ITL, International Throws League, che preveda meeting di soli lanci."


Giorgio Cimbrico

Seguendo il consiglio del vecchio campagnolo Thomas Hardy, mi allontano dalla pazza folla che per ore incatena alle staffette azzurre (da ricordare solo il 44”4 di Davide Re, sempre più capitano coraggioso) tra gridolini di gioia e piccoli trionfi di sensazioni a buon mercato, il tutto ospitato nel recinto di Ciao Mama. La famigerata telecamera esclusiva Rai fa il resto. Solo intuita, la terribile bellezza (grazie a Yeats per l’accostamento di due parole tanto diverse) del peso: tre in un centimetro con botte che non si vedevano da trent’anni abbondanti, in un turbinio di storie.

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Piste&Pedane / E' sempre africana la Maratona mondiale

Domenica 6 Ottobre 2019 (Notte)

 

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In una notte non troppo calda si impone il trentenne etiopico Desisa. Dopo le affermazioni negli USA (New York e tre volte Boston) coglie a Doha il titolo mondiale che aveva sfiorato sei anni fa.

Carlo Santi

DOHA (IX G.) - Etiopia, Etiopia e Kenya. La maratona mondiale è sempre dell’Africa: Lelisa Desisa, che ricordiamo argento nella maratona iridata di Mosca 2013 e ultimo vincitore della maratona di New York, ma anche tre volte a Boston, è il nuovo campione iridato con 2h10’40”. A un chilometro dalla fine ha lasciato la compagnia del connazionale Mosinet Geremew, che ha staccato di 4”, e del keniano Amos Kirputo (2h10’51”). Di nuovo giù dal podio, e per lui un’altra “medaglia di legno” proprio come nell’edizione di casa a Londra due anni fa, l’inglese Callum Hawkins (2h10’57”) che al quarantesimo chilometro, dopo una portentosa rimonta, è andato a condurre ma subito il terzetto africano gli ha fatto capire che la sua mossa era azzardata.

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Piste&Pedane / Personaggi: Brittney ovvero ogni tanto va bene perdere

Sabato 5 Ottobre 2019

 

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“Di solito vinco io. Sono la regina del campo, non possono battermi. Mi sento triste quando perdo. Se finisco seconda o terza in una gara, prima di andare a dormire guardo il video per vedere cosa è andato storto”.

Daniele Perboni

Tania Vicenzino e Laura Strati, miseramente naufragate nel lungo, si possono consolare pensando che non sono le sole a “piangere” per la mancata finale. Nell’arco di tre ore scarse, ben tre campioni olimpici, infatti, hanno abbandonato la compagnia: Brianna McNeal nei 100 ostacoli (Rio 2016), squalificata per falsa partenza, Thomas Rohler nel giavellotto (Rio 2016) e Brittney Reese (Londra 2012). Lo sport è una “livella”. Ma probabilmente chi maggiormente mancherà è la ragazza di Inglewood (California), 33 anni, quattro volte iridata outdoor e tre “sottotetto”: Brittney Reese, quattro volte iridata nel salto in lungo.

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Piste&Pedane / Le staffette azzurre reggono il passo

Sabato 5 Ottobre 2019

 

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Capolavoro di Davide Re che, colto il testimone in sesta posizione, ha saputo scatenarsi in dirittura agguantando il terzo posto in batteria: risultato che vale la finale e il biglietto per Tokyo.

Carlo Santi

DOHA (IX G.) – Il lampo americano della staffetta 4x100 metri ha illuminato la penultima giornata del Mondiale. Christian Coleman, Justin Gatlin, Michael Rodgers e Noah Lyles hanno ripreso il filo conduttore della grande velocità a stelle e strisce. In 37”10 hanno regolato una super Gran Bretagna (Gemili, Hughes, Kilt e Mitchell-Blake) che con 37”30 ha migliorato il già suo il primato europeo, il 37”47 ottenuto nella precedente edizione mondiale di Londra. Terzo il Giappone con 37”43, primato asiatico.

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Piste&Pedane / Personaggi: Il futuro appartiene a Salwa

Sabato 5 Ottobre 2019

 

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Determinata, disinvolta, sicura di sè, un fenomeno in assoluto. Forse l’immagine copertina di questa discussa edizione dei Mondiali, pur ricchissima di grandi individualità. Il 48” e poco più sul giro la lancia nella storia.

Carlo Santi

DOHA – Nulla è impossibile per Salwa Eid Naser. Non è, o meglio non sarà impossibile neppure cancellare quel primato dei 400 metri mai avvicinato da nessuna. Parliamo del record di Marita Koch, 47”60 ottenuto nell’ottobre del 1985 a Canberra. Sulla pista del Khalifa Stadium Salwa lo ha dimostrato correndo in 48”14, la finale più folle di questo Mondiale strano, Mondiale nel deserto con poco pubblico se non ieri, ottava giornata dell’evento, con le tribune finalmente piene. Sarà stata la presenza di Mutaz Essa Barshim nella finale del salto in alto oppure un intervento dell’organizzazione locale per spingere dentro un po’ di persone ...

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