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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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Fatti&Misfatti / La solitudine del numero sette

Venerdì 21 Giugno 2019

 

messina 2

 

Non sappiamo dire se l'avevamo previsto o solo temuto, ma questa inedita sfida-scudetto dei due mari è arrivata al fatidico numero sette. In attesa del Messina-2, il ritorno (o la vendetta?).

Oscar Eleni

Da Mons Luponi, campagna sottana pavese, dove andrĂ  in pensione Varenne dopo averci regalato corse splendide e 2000 figli. Voglia di tornare a parlare con un cavallo che di settime partite ne ha vissute e vinte tante quando trottava per il mondo. Lui, Varenne, e Frankie Dettori, trionfatore al Royal Ascot, come rideva la Regina, sono i ricordi belli della professione quando ti mandavano a cercare emozioni fuori dal tuo cerchio. Erano momenti speciali e se avevi come Virgilio il Raimondi stavi bene anche a San Siro. Stupendo il cavallo, un gradino sopra tutti il fantino, lui, Varenne, trottatore, lui, Dettori, il mostro che sussurrava ai suoi purosangue e vinceva.

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I sentieri di Cimbricus / Un discobolo scolpito in marmo nero

Giovedì 20 Giugno 2019

 

dacres

 

Anche la storia si può scrivere sul filo dei centimetri (o dei metri?), se si pensa a quel picchetto lontano, infisso ad oltre 74 metri: a chi potrebbe toccare di abbatterlo tra il cariibico Dacres e il pallido Stahl?

 

Giorgio Cimbrico

Fedrick Dacres non è il primo (ma come si dice? afro, nero, di pelle scura, non caucasico: non so più come cavarmela) a lanciare il disco a più di 70 metri. Prima di lui, due cubani, Luis Mariano Delis, 71.06, e Juan Martinez, 70 esatti, entrambi attivi negli anni Ottanta. Detto per inciso, Delis è quello che venne fregato a Mosca ’80: l’ultimo lancio venne misurato con una certa “manina secca” dai giudici sovietici e testimoni assicurano che gli sottrassero almeno un piede, una trentina di centimetri. Vinse il russo Viktor Rashchupkin, un signor nessuno, con 66.64 e Luis Mariano, che al posto del torace aveva una cassetta degli attrezzi, finì terzo con 66.32.

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Fatti&Misfatti / Cercando un po' d'aria fresca

Mercoledì 19 Giugno 2019

 

basket-18 2

Sulle finali scudetto fra Venezia e Sassari tutti d’accordo: si gioca in posti dove tutto è stravolto: trombette, afa, palla sapone, rumore, faccine e faccette di gente che magari ha usato l’accetta per fermare il nemico.

Oscar Eleni

Dalla Groenlandia per calmare i cani da slitta che nuotano dove c’era il ghiaccio e pensano di essere in Cambogia. Il caldo. Lo sfascio di chi se ne frega se bruceremo prima qui che all’inferno. Questo mondo dove ai ricchi i poveri fanno davvero schifo se possono mandare in giro una bambina con due chili di coca fra le immagini sacre, se bisogna mettere telecamere negli asili e negli ospizi per tutelarsi dai veri orchi che girano anche negli ospedali. Siamo pecore al servizio, delusi da troppe cose, stupidi e anche ingenui se non riusciamo a capire perché Totti ha lasciato la sua Roma parlando dalla sala d’onore del CONI; boccaloni da lago inquinato se ci disperiamo per il nuovo fermo di Michel Platini l’incantatore.

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Italian Graffiti / Grandi eventi e rispetto delle priorita'

Mercoledì 19 Giugno 2019

 

napoli

 

Organizzare, che passione! Una vocazione che da noi pare irrefrenabile, in contrasto stridente con le condizioni economiche/sociali del Paese. Da questa ottica, le ambizioni per i Giochi 2026 costituiscono solo un aspetto.

 

Gianfranco Colasante

 

Come è noto, il prossimo 24 giugno, un lunedì, dall'urna di Losanna uscirà il nome della prescelta (da Thomas Bach?) tra Milano e Stoccolma, località cui toccherà l'onere dei Giochi Olimpici del 2026. Quasi un gioco del cerino, considerate le diverse situazioni di cassa tra il nostro e il paese dalle ombre lunghe - per non parlare di valutazioni storico/tecniche - che dalle nostre parti consiglierebbero quanto meno l'approntamento di un Piano-B. Vedremo come andrà: ma tant'è, la frenesia che da almeno un quarto di secolo muove i massimi dirigenti del nostro sport si traduce in una ossessiva necessità ad organizzare. Vocazione che di norma si arresta al primo tempo.


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Piste&Pedane / La difficile scalata ai piani alti

Martedì 18 Giugno 2019

 

re-1 2

 

A margine della rassegna tricolore per Club (che avrebbe urgenza di un opportuno restyling), alcune considerazioni sulla stagione che stenta a decollare. Solo una rincorsa in vista di futuri balzi?

 

Daniele Perboni

 

Dove eravamo rimasti? Già, alla conclusione, del tutto personale si intende, che il mondo non ci aspetta e che alla prova del nove, dopo il Golden Gala romano, il nostro movimento ne era uscito piuttosto ridimensionato. E il prosieguo della stagione non ha fatto altro che confermare quanto sosteniamo. Naturalmente anche l’atletismo nostrano non è stato o a guardare. Anzi. Infatti, se equipariamo i risultati di questi primi mesi di una lunghissima stagione siamo anche autorizzati a sorridere.

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