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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -
Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)

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ISBN 978-88-909166-0-1
Pag. 352  -  Euro: 20,00



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Focus / Gli ispettori e i corazzieri: lo strano caso della malcapitata Elisa

Venerdì 24 Giugno 2016

corazzieri

di OSCAR ELENI

Il comico assalto degli ispettori Cluzot dell'antidoping al palazzo presidenziale della nostra Repubblica per avere la preziosa provetta riempita con il liquido organico della marciatrice Elisa Rigaudo ci ha divertito, ma anche allarmato. Potevano incriminarla perchè nella reperibilità aveva scritto che sarebbe stata a Roccaraso. Una sensazione che dovrebbe disturbare tutti, anche quelli che, magari, come è capitato al professor Donati, stavano spesso dalla parte opposta a quella dove siede oggi per difendersi dalla "congiura" contro il suo marciatore preferito.

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Rio 2016 / Mattarella affida il tricolore a Pellegrini e Caironi

Giovedì 23 Giugno 2016

mattarella

La prima volta era capitata il 27 luglio 2000 quando l'allora presidente Carlo Azeglio Ciampi aveva consegnato il tricolore a Carlton Mayer - riminese nato a Londra da madre italiana e padre giamaicano -, emblema di un'Italia che stava cambiando nelle sue tradizioni culturali e nei suoi colori. Da allora la cerimonia si è sempre ripetuta, con un'ufficalità temperata dalla gioiosità dell'evento. E' toccato così ieri a Sergio Mattarella ricevere al Quirinale la pattuglia degli azzurri che prenderanno parte ai Giochi di Rio. Giunti sul piazzale più importante d'Italia a bordo di due pullman scoperti, come quelli dei turisti, fasciati di una tuta disegnata da Armani per EA7 (lo stesso marchio che pochi giorni fa ha vinto il titolo italiano di basket), tra atleti olimpici e paralimpici erano in 101. Numero non si sa quanto voluto, che ricorda un celebre cartoon, ma anche il numero dei "ragazzi di Mussolini" che varcarono in nave l'Atlantico diretti a Los Angeles per i Giochi del 1932.
     

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Doping / "Salvate il soldato Alex, ..."

Giovedì 23 Giugno 2016

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di LUCIANO BARRA


Mercoledì mattina lo stesso giornalista che a Londra mi aveva informato – via sms – della positività di Alex Schwazer, mi ha "messaggiato" il nuovo caso di doping dell’atleta altoatesino.
Solamente che, questa volta, erano le 6 di mattina e per un V.i.P. (Vecchio in Pensione) questi shock sono difficili da assorbire. Mi sono così visto costretto ad andare sull’I-pad e leggermi l’esclusiva della Gazzetta (ma come mai solo loro?). Sono ancora stupito e credo che noi tutti dovremmo usare la cautela del caso e sperare che il tutto si chiarisca. Ma comunque il danno di immagine, e non solo, è fatto. Poi mi sono messo a riflettere chiedendomi il perché. E siccome amo, a differenza di altri, apprendere dal passato, mi è tornato in mente Pino Dordoni. E spiego perché.

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CIO / Il summit di Losanna e la volonta' di non decidere

Mercoledì 22 Giugno 2016

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Chi si attendeva sfracelli dal summit dello sport internazionale indetto dal CIO a Losanna - in uno dei momenti più topici per la credibilità dell'intero movimento - sarà rimasto deluso. La sola decisione presa è stata quella di non decidere. Come è stato puntualmente confermato dal presidente Thomas Bach nella sua conferenza di chiusura, tra sorrisi di cortesia e una buona dose di reticenza. Ribadito, quindi, l'appoggio incondizionato del Comitato Olimpico alla risoluzione della IAAF nei confronti degli atleti russi lasciati fuori dai Giochi (ma come avrebbe potuto essere diversamente?). Ma con l'avvertenza che la partecipazione potrà (non dovrà) essere consentita a tutti coloro che risultassero "puliti". Crivello al quale dovrà (non potrà) presiedere Lord Coe, neanche di grane ne avesse poche.

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Piste&Pedane / Crescono i giovani, ma a livello assoluto si stenta ancora

Mercoledì 22 Giugno 2016

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di DANIELE PERBONI

In un precedente articolo avevamo accennato a quanto l’atletismo nostrano debba dire “grazie” al nuovo vigore proveniente da chi non ha radici espressamente nazionali. Con molto ritardo, alla fine, anche la piccola Italia (in senso strettamente sportivo e atletico in particolare) si è aperta al mondo. Ragazzi e ragazze originari di ogni angolo del pianeta, di diversa estrazione sociale e culturale, stanno snocciolando risultati di una certa caratura, soprattutto a livello giovanile. Giovani che stanno facendo uscire l'atletica (almeno si spera per il futuro più prossimo) dalle secche in cui si è impantanata e da cui fatica a liberarsi. Argomento sul quale bisognerà tornare, anche per trovare motivazione alla scarsa vocazione dei giovani italiani.

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