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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
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Fatti&Misfatti / Neanche nei peggiori bar di Caracas

Martedì 15 Gennaio 2019

 

fusaro 2


Tutta una finzione questo amore e questa fede per lo sport. Segui il denaro dicono i grandi investigatori e troverai i tuoi idoli di cartapesta che vanno a festeggiare con i vincitori mentre i loro compagni, vinti sul campo, se ne tornano tristi a casa.

Oscar Eleni

Dai santuari degli elefanti di Kanchanaburi, vecchio Siam, per chiedere a Paul Barton, che suona per i pachidermi nell’oasi protetta, se avesse voglia di venire a strimpellare nel Bel Paese a cui adesso piacciono i bruti e le bruttezze. Veramente Barton dovrebbe suonare per tanta gente da queste parti, cominciando dagli ultrà razzisti che fanno a botte per natura, non certo per l’onore della maglia che i loro presunti idoli barattano sempre e volentieri per un contratto migliore. Altrove. Tutta una finzione questo amore e questa fede. Segui il denaro dicono i grandi investigatori e troverai i tuoi idoli di cartapesta che vanno a festeggiare con i vincitori mentre i loro compagni, vinti sul campo, se ne tornano tristi a casa. Qui da noi i signori dello sport sono tipi che non verrebbero ammessi nei peggiori bar di Caracas.

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I sentieri di Cimbricus / Venghino, signori, venghino, …

Lunedì 14 Gennaio 2019

 

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Se il mantra dello spettacolo a tutti i costi incrocia il vezzo perverso della sperimentazione, il risultato può andare oltre il limite del grottesco. È quanto vedremo a metà maggio nella rassegna iridata di staffette della IAAF. Parrebbe uno scherzo, purtroppo è tutto vero.

Giorgio Cimbrico

Per il festival delle staffette che Yokohama ospiterà a metà maggio, la IAAF ha aggiunto un paio di interessanti varianti facendo spirare sempre più robusto il vento del cambiamento: una è presa dal biathlon, la 2x2x400 mista, una 4x400 che riduce a metà il numero dei frazionisti che dovranno correre due volte; l’altra è quella che mi sono permesso di etichettare “staffetta su e giù”. Il primo frazionista corre i 110 ost., la seconda (donna) corre in senso inverso i 100 ost. più 10 metri supplementari per dare il cambio e aprire la seconda parte che ripercorre la prima. La IAAF non chiarisce, ma è evidente che non potranno correre più di quattro squadre: il rettilineo dovrà essere sistemato con ostacoli di diversa altezza, a diversa distanza e disposti in senso inverso. Alleluja!

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Saro' greve / Cultura smarrita vo cercando

Lunedì 14 Gennaio 2019

 

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Chissà se nelle pieghe delle annunciate irreversibili rivoluzioni, nel ridotto del Foro Italico qualcuno avrà modo di ricordare quanto è stato sacrificato sull'altare dello spettacolo a tutti i costi e del tutto subito. Sarebbe un piccolo passo in avanti.

 

Vanni Loriga

 

Mercoledì 16 gennaio, come tutti sanno, sono convocati al Foro Italico gli Stati Generali del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Nessuno ignora inoltre che i cosiddetti Etats generaux hanno, storicamente parlando, preceduto irreversibili rivoluzioni. Ma forse è più attendibile l’ipotesi avanzata, su questo nostro quotidiano olimpico, dal navigato Luciano Barra: che si tratti cioè di una sorta di Fort Alamo, con relativa resa dei conti. E vengono ricordati altri Stati Generali relativi al CONI in cui si evoca la preziosa e silenziosa consulenza di Tonino De Juliis e ci si chiede chi ora l’abbia sostituito.

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Italian Graffiti / Riforma del CONI tra tormento ed estasi

Sabato 12 Gennaio 2019


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Com'è noto la pubblicazione sulla GU del 31 Dic 2018 ha reso operativa la Riforma dello sport secondo il disegno del governo Lega-M5S su linee elaborate dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Meno nota, pare, la conoscenza dei suoi articoli che in pochi hanno letto e, soprattutto, valutato. Per chi non l’avesse già fatto, riportiamo QUI quelli più attinenti. Si tratta di una lettura molto interessante.


Gianfranco Colasante

Non so quanti se ne siano accorti. Ma per Giovanni Malagò la mezzanotte dell’ultimo dell’anno dev’essere stata l’ora più bizzarra dell’esistenza. Sul filo dei minuti, infatti mentre entrava in vigore la legge di Riforma voluta dal Governo che tanto lo amareggiava, diventava operativa l’agognata nomina a membro del CIO stabilita qualche mese prima a Buenos Aires. Sia pure a titolo individuale e non a nome dello sport nazionale, come sarebbe stato auspicabile. Strana coincidenza, per certi versi beffarda, tormento ed estasi per una vita sempre in prima fila, vissuta sul tappeto rosso e sotto i riflettori del jet-set. Malagò è da sei anni alla testa di un Comitato Olimpico che ha tanta storia alle spalle, ma che oggi appare svuotato e che dovrà essere reinventato dalle fondamenta. Non perché lo dica una legge dello Stato, pur ineludibile, ma perché rimane una necessità storica adeguarlo a realtà sociali lontanissime da quelle del secolo scorso. Ne sarà capace?

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I sentieri di Cimbricus / Un meraviglioso mondo perduto

Venerdì 11 Gennaio 2019

 

longboat

 

Nel Jurassic Park della corsa a piedi, quel che più affascina in quei campioni di un tempo perduto e molto diverso dal nostro, è la loro capacità di saper attraversare la vita, di non trasformarsi in pupazzi più o meno animati, di non chiedere sconti.

 

Giorgio Cimbrico

Settant’anni fa moriva Tom Longboat; in irochese, Cogwagee. “Uno dei più grandi maratoneti, forse il più grande”, disse di lui Alfred Shrubb che sino al confine delle 15 miglia riusciva ad avere la meglio; dopo, no, dopo era il territorio del giovanotto nato nella tribù degli Onondaga, parte delle potenti 6 Nazioni irochesi. Una magnifica foto del 1907 lo ritrae in posa accanto a giganteschi trofei: ha i capelli ordinatamente divisi in due e indossa una maglietta con ornamenti tribali, piume comprese. Anche di Shrubb esistono foto più eloquenti di qualsiasi parola: un dandy, in abito scuro, gilet e curatissimi mustacchi. Probabilmente scattate quando era diventato allenatore ad Harvard. Alfie, capace di correre quasi 19 km nell’ora a Glasgow, ben più di un secolo fa, deve esser stato l’unico della storia ad aver allenato gli atleti di due tra le università più illustri. Dopo Harvard, Oxford. (Longboat, a destra nella foto, apposto al britannico Shrubb). 

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