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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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I sentieri di Cimbricus / Esultanze italiche, esercizio alchemico

Martedì 25 Giugno 2019

 

milano-26

 

Alla fine è accaduto: non è stata tanto prescelta l'inedita coppia Milano/Cortina quanto mortificata Stoccolma e ciò che la Svezia ha dato allo sport olimpico. Spiegarne i motivi significa srotolare nomi, fatti, date, luoghi, occasioni, cieli, visioni, viaggi. E tanta dignità.

 

Giorgio Cimbrico

“La Garbo parla, la Garbo ride”: i grovigli della mente sono strani ed essendo grovigli sono anche labirintici. Quando è giunto l’annuncio della vittoria di Milano-Cortina e la sterminata truppa vestita made in Italy si è lanciata in ululati e i signori della candidatura si sono immediatamente avventurati nel repertorio del sistema-Paese, della sostenibilità, dei benefici (Sala ha persino trovato il modo di dire che per Milano aveva pensato ai Giochi estivi. Ma Sala è mai stato, non dico a Pechino o a Londra, ma a Birmingham, a Sheffield?) io ho pensato agli occhi profondi e malinconici della signorina Gustavsson, al primo film in cui si udì la sua voce, a quello, Ninotchka, in cui abbandonò l’espressione da sfinge e ride, ride e ride a una battuta del simpatico bellimbusto Melvin Douglas.

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I sentieri di Cimbricus / Lo scenario non e' poi cosi' male

Lunedì 24 Giugno 2019

 

doha-1 2 


Se si giudica dai particolari, il bilancio dei nove mesi della gestione La Torre porta il segno piĂą, in attesa che la stagione ci avvicini a Doha con qualche carta in piĂą di quanto di poteva ritenere in inverno.

Giorgio Cimbrico

Diversamente da Eleni non sono attestato da qualche parte, magari “sull’atre sponde per varcar di Stige l’onde”, (vedi Orfeo e Euridice, musica di Christoph Willibald Gluck, libretto di Raniero de’ Calzabigi), ma continuo a passare il mio tempo a leggere risultati, un buon metodo per possedere a palmi uno scenario, per confutare la visione delle cassandre, per combattere le approssimazioni. Eh già, in finale ai Mondiali si va con 9”95 (con 9”85 si porta a casa il titolo), con 44”50. Forse questi intenditori non esaminano troppo la situazione o trascurano, ad esempio, che le modalità delle tre semifinali – che a me non piace – offre chance a chi sa piazzare un 10”02, un 44”88 al momento giusto.

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Fatti&Misfatti / Baicoli intinti nel vino di Cipro

Domenica 23 Giugno 2019

 

venezia-19 


Il settimo sigillo incorona Venezia, ma non demerita Sassari. Un applauso a tutti per aver dimostrato fraterna inimicizia sportiva, ma, soprattutto, per come si dirigono societĂ  che non potranno mai essere aziende (come vorrebbero nel calcio).

Oscar Eleni

Dall’isola norvegese di Sommaroy dove hanno abolito il tempo e se lo hanno fatto loro, luterani sempre puntuali, possiamo farlo anche noi che sappiamo cosa vuol dire se il sole non tramonta per 69 giorni. Giorni senza tempo se la quattordicenne tarantina Benedetta Pilato fa un record sui 50 rana che interessa il mondo e alla fine ringrazia i professori che la capiscono, se Larissa Iapichino a 16 anni fa meglio di sua madre Fiona May nel salto in lungo. Deve esserci una luce speciale anche intorno al calcio malnato se un allenatore come Di Biagio, sulla porta d’uscita dal mondo delle nazionali, prima di una partita chiave per la sua under 21 mette in castigo Kean e anche lo squalificato Zaniolo per il ritardo dei pigri: fare uomini, prima che giocatori, in modo che il talento non venga bruciato. Vita. Lezioni.

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Saro' greve / Storia segreta di una settimana magica

Domenica 23 Giugno 2019

 

ottolina 


Quando i nostri velocisti abitavano nei piani alti dello sprint mondiale. Prima dell’era Mennea, il confronto/scontro tra Sergio Ottolina e Livio Berruti illuminò una delle più belle stagioni dell’atletica tricolore.

Vanni Lòriga

Proprio tutti i lettori di SportOlimpico sanno cosa si verificò nella velocità italiana esattamente 55 anni fa? Ritengo di sì, ma per i pochi che non lo ricordassero, lo riassumo. Si tratta della famosa “settimana firmata Sergio Ottolina”, la più simbolica dello sprint nazionale. Questi ne furono i capisaldi:

• 20 Giugno 1964, Saarbrücken – 100 m in 10”4
• 21 Giugno 1964, Saarbrücken – 200 m in 20”4/1,4 [RE/RI]
• 23 Giugno 1964, Zurigo – 100 m in 10”3
• 27 Giugno 1964, Milano (Camp. Naz.) – 100 m in 10”3
• 29 Giugno 1964, Milano (Camp. Naz.) – 200 m in 20”5

 

La foto mostra Ottolina nell'ultima frazione della 4x100 che chiuse vittoriosamente (39"8/RI) l'incontro Germania Fed.-Italia di Saarbrucken.


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Piste&Pedane / E se rimettessimo i piedi per terra?

Venerdì 21 Giugno 2019

 

tortu-rieti-19 


Anche nel meeting di seconda fascia di Ostrava, Tortu si ferma a un quinto posto di scarso rilievo. Continuiamo a credere che si tratti di una delusione da cui ripartire. Sebbene con diversi dettagli tecnici da rivedere.

Daniele Perboni

Serata fuori dal consueto. Dopo la visione del “Golden Spike” di Ostrava si va a far bisboccia con i soliti vecchi amici, nel solito vecchio locale un po’ fuori mano, frequentato da gente che proprio non ne vuol sapere di accomodarsi alla tavola dell’odio servito come aperitivo, primo, secondo, dolce e frutta. Un po’ nostalgici della izquierda, ma gente “giusta”. Trovi anche tipi strani assai e vecchie conoscenze che riconoscendoti ti si attaccano come sanguisughe. Come dice, scusi? Se sono al corrente di cosa ha fatto il Pippo? Si tolga quel sorrisino dal viso, per favore. Ho detto Pippo, Tortu precisiamo, e non certo quello che lei pare abbia compreso, sbagliando. Lo ripeto: ho detto Pippo, con la o finale.

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