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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
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Fatti&Misfatti / Come i ricchi (a volte) piagnucolano

Martedì 12 Dicembre 2017

sacchetti

di Oscar Eleni

Dall’angelica Pacific Palisade, un tempo regno di Rudy Bianchi, cestista Olimpia per amore, calciatore  e allenatore negli Stati Uniti per passione, e di Francesca dalle nobili origini nel mondo editoriale, che seppero consolarci per il mondiale perso ai rigori dall’Italia di Sacchi nell’unico viaggio fatto per la Voce che poi fu tradita e fatta chiudere. California senza sogni, con l’incubo incendi, terremoti, ma con la curiositĂ  di vederlo davvero il parto ideale che soltanto quelli abituati a quel mare, a quel sole, potevano immaginare: Il museo dei fallimenti. Bazzicando lo sport, i miasmi dello sport, ci sembrava terra di confine adatta.
Cara gente che soffrite il Natale come la Pasqua, adesso che si parla di “qualificazione storica” (porca vacca!) per la squadra maschile di curling che andrà alle Olimpiadi, sperando che si facciano perché in giro c’è aria da dottor Stranamore, vorremmo chiedervi se potete ancora accettare gli imbonitori che spacciano il nostro sport professionistico come qualcosa di alto livello.

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I sentieri di Cimbricus / Cinquanta anni dopo il Cleveland Summit

Domenica 10 Dicembre 2017

jabbar 2

di Giorgio Cimbrico

Cinquanta anni dopo il "Cleveland Summit", Kareem Abdul Jabbar parla di America, di razzismo, di Trump al potere in una meravigliosa e interminabile intervista con Donald McRae, del Guardian: la cosa migliore, in questi casi, è andare a cercarsi l’originale sullo sterminato sito, anche per imbattersi in un paio di memorabili foto bianco e nero scattate in quell’occasione. In una, da sinistra a destra, al tavolo dei relatori, appaiono Bill Russell, Alì, Jim Brown, stella della NFL, e un giovanissimo Kareem che si chiamava ancora Lew Alcindor e non aveva ancora abbracciato l’Islam; in un’altra, Alì stretto in un abbraccio tra Russell e Kareem, sembra un nano.

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I sentieri di Cimbricus / Fuori dai Mondiali, una magnifica occasione

Venerdì 8 Dicembre 2017

ronaldo 2

di Giorgio Cimbrico

Ormai è diventata un’etichetta: li chiamano i Mondiali senza l’Italia. Se è per questo, saranno anche i Mondiali senza l’Olanda che ha giocato tre finali e senza la Repubblica Ceka che, sotto la vecchia etichetta, ne ha giocate due. Ma queste sono annotazioni da vecchi bacucchi, che non contano dal momento che il calcio è un affare e uno stupefacente e i pusher delle tv sanno bene che per giugno dovranno studiare una nuova campagna, una nuova strategia, insistendo molto, ad esempio, sugli “italiani” in campo con Belgio, Argentina, Brasile ecc. o inventando qualche altra diavoleria per attrarre un pubblico che di veder partite belle o brutte che siano non ha né voglia né desiderio. Se vince la Croazia o l’Uruguay non si può mica sbattere la porta di casa per fare caroselli, urlare sino a notte alta. O incazzarsi o non por freno all’isteria..

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Saro' greve / Una sfilata olimpica in ... libera uscita

Venerdì 8 Dicembre 2017

melbourne8

di Vanni Lòriga

Alle ore 16,43 di sabato 8 dicembre 1956 (cioè esattamente 61 anni ad oggi) si celebra la cerimonia di chiusura dei Giochi della XVI Olimpiade dell’era moderna. Sui pennoni del Cricket Ground Main Stadium di Melbourne vengono ammainate tutte le bandiere e restarono solo quelle greca, australiana ed italiana mentre sul tabellone luminoso appare la scritta: “Melbourne vi dice arrivederci e buon viaggio. E buona fortuna a Roma”. Poi salve di cannone e pacifica invasione di campo da parte degli atleti, da un’idea di Ian Wing, un giovane di origini cinesi che aveva proposto di abbandonare la tradizionale sfilata per nazioni.

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Cinque cerchi / Russia fuori dai Giochi, ma senza drammi

Giovedì 7 Dicembre 2017

mutko 2

di Gianfranco Colasante

Atleti russi sotto tutela, sospeso il C.O., decapitato tutto il vertice sportivo. Il CIO ha aperto una strada, se ne intravede l'inizio benchè resti indistinto il prosieguo. Pubblichiamo qui di seguito tutti i 10 documenti che sono all'origine dell'affair "doping di Stato" russo. Per tentare di capire.

Chi in risposta alle decisioni del CIO dello scorso martedì, provvedimenti che precludono alla Russia i Giochi di PyeongChang, aveva evocato un nuovo boicottaggio ha dovuto rimangiarsi la previsione. Tutto rientrato a stare alle dichiarazioni di Vladimir Putin. I suoi atleti, o almeno quella parte che verrà autorizzata, in Corea ci saranno, sia pure sotto l'anonimo acronimo OAR (Olympic Athlete from Russia), senza inno in caso di vittoria e coperti dal vessillo del CIO, anche se su quest'ultimo punto si sta trattando (la bandiera russa potrebbe rispuntare nella cerimonia di chiusura). E qui, tra i tanti, si apre un primo interrogativo: quali saranno i criteri con cui l'autorità terza presieduta dalla francese Valerie Fourneyron, sceglierà questi nomi residuali? E in quali discipline, considerati i non idilliaci rapporti tra CIO e federazioni internazionali? Vedremo.

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