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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -
Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)

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ISBN 978-88-909166-0-1
Pag. 352  -  Euro: 20,00



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CONI / Sul fronte doping scendono in campo i carabinieri, ...

Venerdì 30 Gennaio 2015

(gfc) Tutto il doping ai carabinieri? Sarà perché fatico a prendere sul serio i “dirigenti” dello sport italiano (di ieri e di oggi), ma il nuovo annuncio di Giovanni Malagò, mi ha sollecitato qualche riflessione. Allora, riepiloghiamo. Intervendo all’Istituto Superiore di Sanità, il presidente itinerante del CONI ha anticipato che il prossimo 9 febbraio verrà data contezza di un accordo quadro tra il CONI e i NAS dei carabinieri “per una svolta epocale” sulla lotta al doping. Come è noto, la materia è regolamentata dalla legge 376/2000, ancora in attesa di una piena applicazione (per Torino 2006 venne addirittura “sospesa”, bizzarria tutta italiana, …). Quindi le indagini restano affidate ai tribunali e ai carabinieri che ne sono parte attiva. Di contro, sin dal 2007 il CONI ha sottoscritto un accordo con l’esecutivo riservandosi i controlli sull’alto livello (Schwazer e compagnia, per capirci, … ma poi è dovuta intervenire la WADA) e lasciando a una commissione ministeriale quelli sugli amatori, anche se resta imprecisata la linea grigia che separa i due settori. A completare il quadro, ecco il laboratorio anti-doping dell’Acquacetosa che però va per conto suo, affidato com’è alla federazione medico-sportiva. Poi, sullo sfondo, incombono la WADA, l’onnipotente agenzia mondiale anti-doping, e il CIO che vorrebbe leggi dello Stato più incisive. Quindi, …

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Roma 2024 / L'incontro di Davos: si continua a sognare, ...

Giovedì 22 Gennaio 2015

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Resta, sovrano, un certo imbarazzo a leggere i resoconti dell’incontro a tre tenuto ieri, sotto la neve di Davos, tra Matteo Renzi (Governo), Thomas Bach (CIO) e Giovanni Malagò (CONI). Mezz’ora in tutto per dire, in conclusione, poco più che nulla sulla candidatura di Roma 2024. Buone intenzioni, certo, frasi di circostanza, ovvio, ma niente di più oltre la cortesia e il bon ton. Il solo dato certo che emerge alla fine è il rinvio a fine febbraio della data di presentazione della “squadra”: era invece previsto che i nomi eccellenti sarebbero stati svelati proprio a Davos. Segno che c’è più di una difficoltà e che si guarda con una certa apprensione al “fuoco amico”, come sospetta Malagò. Al momento sappiamo che si tratterà di una “candidatura low cost”, sempre copyright Malagò, “come non se n’è mai vista una in Italia” (ma Malagò non era in squadra già per Roma 2020?). Per il resto, la solita invocazione al diritto di sognare, “specie per i giovani”. E qui l’imbarazzo si fa palpabile: in un paese che vanta (si fa per dire) una disoccupazione giovanile al 44%, l’elenco dei sogni si riduce a un posto di lavoro. Tanto per rimettere i piedi in terra, altro che “fuoco amico”. Intendiamoci, ...

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Doping / Dopo il caso Kostner, meglio una autorita' terza?

Lunedì 19 Gennaio 2015

Dopo la sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping di venerdì 16 gennaio sulla vicenda di Carolina Kostner, si fa fatica a non ritenere fondata la richiesta avanzata a Graziano Del Rio (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega sullo sport) da parte di 35 parlamentari del PD. I quali chiedono in soldoni che a indagare, e a sanzionare, sul doping italiano (un iceberg?) sia una autoritĂ  terza rispetto al CONI e alle sue strutture. All'apparenza una richiesta sensata, che nasce dall'assunto che sia piĂą affidabile una commissione del ministero della salute piuttosto che uffici aperti presso il Comitato Olimpico. Pur con tutta l'autonomia possibile di giudizio. Ricordiamo i fatti. Tutto ha inizio nella mattinata del 30 luglio 2012 quando Jurgen Schwartges, un ispettore della WADA (l'autoritĂ  mondiale antidoping che ha sede a Montreal) si presenta sotto la mansarda di Oberstdorf alla ricerca di Alex Schwazer (l'allora fidanzato della Kostner) che intende controllare. Carolina dice che non è in casa. Una bugia? Una leggerezza? Vera complicitĂ ?

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Roma 2024 / Anche Boston al gran ballo delle candidature

Mercoledì 13 Gennaio 2015

boston


Boston è la prima scelta americana per i Giochi 2024. Una candidatura che poggia su un progetto solido. In attesa, dopo Roma, delle altre citta' europee.

LUCIANO BARRA

E’ iniziata la gara virtuale per i Giochi 2024. Dico virtuale perché da qui al 15 settembre si tratterà semplicemente di dichiarazioni d’interesse. Il gioco vero inizierà nel 2016 quando dovranno essere presentate le diverse proposte di Candidatura. Purtroppo, la poca conoscenza della materia fa si che oggi ci si sbizzarrisca esclusivamente su supposizioni teoriche e su dichiarazioni preliminari. E’ vero che Roma è stata la prima a dichiarare il suo interesse, ma questo non rappresenta un vantaggio particolare. Ora abbiamo avuto una seconda dichiarazione, quella appena arrivata dagli Stati Uniti con la scelta di Boston. Divertente il fatto che il sindaco di Roma, Ignazio Marino, si trovasse a Boston quando la stessa veniva scelta. La definizione di “sfigato” gli si addice proprio.

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Atletica / 2014: l'impietosa vetrina di Track&Field News

Venerdì 8 Gennaio 2015

 

tfn


Come ormai da 68 anni, anche per la stagione 2014 Track&Field News ha stilato il suo bilancio di fine anno. Il panel dei 33 esperti di livello mondiale che l’hanno elaborato, ha ordinato le proprie valutazioni e messo in fila i migliori 10 per ciascuna delle 47 specialità olimpiche. L’atletica italiana – due anni dopo l’inizio della nuova gestione post-Arese – ne esce con le ossa rotte, e questo non può che dispiacere. Nella classifica, diciamo così, per nazioni figuriamo al 46° posto [sic!] con gli uomini e un po’ meglio con le donne che sono al 23°. Sul piano individuale – tra i cinque soli italiani censiti – la migliore posizione, secondo T&FN, spetta a Libania Grenot, quinta sul “giro”, seguita da Eleonora Giorgi, sesta nei 20 km (qui, in decima posizione, troviamo Antonella Palmisano, new entry come la collega Giorgi). Tra gli uomini – solo due le presenze contro la sola registrata nel 2013 – la palma del migliore va a Marco Fassinotti, solo nono nell’alto, mentre Marco De Luca è decimo nella 50 km. Niente altro. Quasi un minimo storico e, soprattutto, uno stonato campanello d’allarme in vita dei Mondiali di quest’anno e dei Giochi di Rio del prossimo anno.

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