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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -
Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)

GARAGE GROUP SRL - ROMA
ISBN 978-88-909166-0-1
Pag. 352  -  Euro: 20,00



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Giochi Invernali / Sara' Pechino ad organizzare l'edizione 2022

Sabato, 1° Agosto 2015

PECHINO-WOG

Sarà Pechino la prima città ad ospitare sia i Giochi Estivi (2008) che quelli Invernali (2022). Questo è il responso della votazione dei membri del CIO tenuta ieri a Kuala Lampur. In una sfida tutta asiatica, Pechino è stata preferita ad Almaty (la vecchia Alma Ata), capitale del Kazakistan, per 44 a 40. Non una vittoria netta e, se vogliamo, un po' a sorpresa. Almeno da un punto di vista logistico, dal momento che gli impianti proposti da Pechino (in gran parte da costruire) sono oltre la Grande Muraglia, a non meno di 150 chilometri dalla città madre. Mentre Almaty poteva vantare almeno il 70% degli impianti circoscritti in una trentina di chilometri. Ma ormai - e questo il CIO lo sa bene - non sono argomenti decisivi nella scelta delle città olimpiche. Il gioco è molto più indirizzato verso le componenti economiche, e la Cina - da questo punto di vista - può gettare sul piatto numeri (al momento) più solidi e la promessa di un "mercato" degli sport invernale di non meno di 300/400 milioni praticanti. Meno interessante, per le grandi multinazionali, era la proposta kazaka, anche se il paese, con i suoi quasi tre milioni di chilometri quadrati, è in grande espansione grazie alle enormi risorse petrolifere e si propone l'ingresso, entro il 2020, tra le prime 20/25 economie mondiali.

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Rio 2016 / Prime proiezioni mondiali: Italia al 15. posto

Mercoledì 29 Luglio 2015

vezzali

LUCIANO BARRA

In attesa della conclusione dei mondiali Acquatici di Kazan (nuoto, fondo, sincro, tuffi, pallanuoto), si può fare un primo bilancio dei campionati già disputati in vista dei Giochi di Rio. Con l'avvertenza che il clou si avrà nei prossimi due mesi, con Nuoto (46 gare), Atletica (47 gare), Canoa olimpica (12 gare), Canottaggio (14 gare), ecc. Ma intanto le rassegne iridate già disputate, consentono già le prime "proiezioni" (si badi bene, non "previsioni"). Qualche dato. Includendo anche i mondiali disputati nel 2014, sono stati finora assegnati 187 titoli sui 308 in palio a Rio. Se li sono spartite 65 nazioni, tutte quelle che hanno vinto almeno una medaglia nei seguenti mondiali: Beach volley (uomini), Calcio (donne), Ciclismo su pista, Handball (uomini), Pentathlon moderno, Scherma, Tennistavolo, Ed è stata la scherma, come al solito, la più generosa di successi per gli azzurri. Vediamo nel dettaglio.

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Focus / Quando Malago' e il CONI danno i numeri, ...

Giovedì 23 Luglio 2015

giannini

Giovanni Malagò, da due anni e oltre presidente pro-tempore del CONI, ha approfittato dell'Expo per dare i numeri. Lo ha fatto nel corso di una giornata di promozione aziendale. In questi eventi, il buon Malagò, si muove a meraviglia. E' il suo mondo e lo conosce alla perfezione. E allora, attingendo al solito copione, ha ricordato a chi non lo sospettava che in Italia operano 80.000 società sportive, "sostanzialmente dilettantistiche", come ha tenuto a precisare. A queste fanno capo - sempre secondo il capo del CONI - oltre 10 milioni di tesserati/affiliati (che brutto termine, ...), ma non basta. A tutti loro si aggiungono altri 20 milioni di praticanti, "quelli che alla mattina presto - ha detto il presidente - si mettono i calzoncini e vanno a farsi una biciclettata [sic!] o una corsetta". Quindi, perso ormai ogni ritegno, fatti un po' di conti, ha informato che questo esercito di tesserati/affiliati/praticanti non ha preferenze assolute, ma affronta più di 200 discipline sportive. Duecento?

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Piste&Pedane (5) / Buoni riscontri dalle rassegne giovanili

Martedì 21 Luglio 2015

baldini-jr


Grosso impegno di metà luglio (in attesa degli Assoluti di Torino) per l'atletica italiana. Con tre campionati di categoria. Un esame che si può ritenere superato. In particolare, di buon livello è il raccolto di Eskilstuna (EuroJunior), malgrado il vento e la temperatura inferiore alle nostre. In termini di podio, il bilancio si attesta su nove medaglie: due d'oro, tre d'argento e quattro di bronzo. Come ha ricordato Stefano Baldini - che coordina da tre anni il settore - ci sono altri numeri significativi: il numero record dei finalisti (27), i quattro limiti nazionali e, soprattutto, il quarto posto nella classifica a punti, alle spalle di inglesi, tedeschi e russi, ma davanti ai francesi, solitamente più produttivi in queste occasioni. Un bilancio che assume maggior rilievo dal momento che molti dei giovani saliti in Svezia erano al loro primo anno Junior. Di buon auspicio per la prossima edizione che nel 2017 si terrà a Grosseto. (nella foto Fidal, Baldini con i due nuovi primastiti Bianchetti ed Anesa).

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Caso Schwazer / Opinioni a confronto, in attesa della verita'

Sabato 18 Luglio 2015

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Pubblichiamo volentieri un intervento di Sergio Rizzo in merito all’articolo di Sandro Aquari sulla vicenda Schwazer, pubblicato sabato scorso. E, ovviamente, la replica e le precisazioni di Aquari. Da parte nostra, sommessamente, ribadiamo la disponibilità ad ospitare ogni intervento costruttivo nel rispetto delle diversità di opinioni.


Caro Direttore,
ho letto sul tuo sito un articolo di Sandro Aquari che mi nomina in termini positivi (bravo giornalista), ma per contrappormi al mio collega Leandro De Sanctis che, invece, avrebbe lavorato male con i suoi articoli su Schwazer. Volevo far sapere a te, all’autore dell’articolo e a tutti quanti vorrai informare, che il mio pensiero è identico a quello di De Sanstis. Se fossi ancora in attività al Corriere dello Sport sarei stato più duro di lui. Perchè - aldilà di quelli che saranno i verdetti della giustizia sportiva e di quella penale - una cosa mi sembra lampante: tutti (e quando dico tutti intendo CONI, FIDAL, IAAF e CS Carabinieri) sapevano tutto da sempre sul marciatore: la sua frequentazione col prof. Conconi sin dal 2006; la sua frequentazione col dott. Ferrari; la sua irreperibilità ai test antidoping a sorpresa; i dati sballati del suo passaporto biologico. Quindi, una gigantesca rete di protezione che avrebbe poi esaltato Schwazer come un eroe all’indomani della sua probabile vittoria olimpica a Londra 2012.

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