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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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I sentieri di Cimbricus / La sordida magia del numero Sette

Martedì 11 Dicembre 2018

 

giorgetti 2

 

Una chiave di lettura per dare un senso alla Commissione di Promozione Eventi Sportivi voluta e designata da Giorgetti.

 

di Giorgio Cimbrico


I magnifici sette, i sette contro Tebe, i sette saggi (ateniesi), i sette peccati capitali, le sette virtù teologali, i sette colli (fatali e romani, lo diceva anche il Capoccione di Predappio), le settebellezze (tutto attaccato), il rugby a 7, la Seven Up, Seven nel senso del film che non lascia respiro, con Brad Pitt e Morgan Freeman, i sette pilastri della saggezza di T. H. Lawrence, d’Arabia se volete, i sette mari (mai capitò perché si dica: i mari sono di più, gli oceani meno), il settimo sigillo. I sette nani, perchè no. E sette come il numero di maglia di Harry Potter quando gioca a Quidditch.

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Fatti&Misfatti / Le nudita' ... del dicembre antico

Lunedì 10 Dicembre 2018

 

panziera 2


Stupirsi, chiedere sempre l’aiutino sembra esagerato, ma fino a quando ci sono spalle su cui piangere perché non farlo.

di Oscar Eleni


Alla ricerca di Dario D’Ambrosi e del suo magnifico teatro patologico studiato e allestito in antichi manicomi, con attori presi proprio dentro la camicia di forza che viene strappata dall’arte della recitazione. La nudità del dicembre antico, come diceva il Bardo, parlando della sua lontananza da Giulietta, ci spinge verso teatri della vita che dovremmo frequentare di più per capire i testimoni invisibili che piagnucolano al posto dei nuovi messia. Siamo in piena diaspora sportiva e questo paese di obesità ideologiche scopre che adesso abbiamo persino la squadra italiana campione del mondo nel bowling.

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Saro' greve / Alla scoperta dei segreti dell'Alto Livello

Lunedì 10 Dicembre 2018

 

locatelli elio


A colloquio con Elio Locatelli: "Filippo Tortu, uomo dell’anno, correrà i 200 in meno di venti secondi".

 

di Vanni Lòriga

Conosco Elio Locatelli da oltre cinquanta anni, da quando era olimpico di pattinaggio sul ghiaccio e pugnace praticante di atletica. Non sempre abbiamo condiviso le nostre idee ma se abbiamo litigato era solo e sempre parlando di Atletica. Mi posso perciò permettere di sottoporlo ad una raffica di domande.

– Elio, quale è esattamente il tuo nuovo incarico in seno alla Federazione?
“Sono High Performance Director e responsabile del Centro Studi”.
– Partiamo da questa fondamentale e storica istituzione. Chi collabora con te?
“Francesco Cuccotti che sostituisce Giorgio Carbonaro giunto alla pensione”.

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I sentieri di Cimbricus / Kipchoge: un lampo nero sull'asfalto

Lunedì 10 Dicembre 2018

 

kipchoge-iaaf


di Giorgio Cimbrico

Il doppio progetto di Eliud: titolo olimpico a Tokyo (Farah permettendo) e primo “meno 2 ore” nella Maratona. Possibile?

Dove va la maratona? Lontano, verso l’abbattimento della muraglia delle due ore. Al momento, unico candidato, Eliud Kipchoge, primo maratoneta a conquistare la corona di Atleta dell’Anno IAAF. Kipchoge è un magnifico e intelligente fuoriclasse, un perfetto amministratore di se stesso: la prospettiva di diventare il terzo della storia, dopo Abebe Bikila e Waldemar Cierpinski, a conquistare il titolo olimpico per due volte consecutive (pardon , oggi, chissà perché, bisogna dire back to back) lo assorbe, diventa, a 34 anni, l’obiettivo del meriggio della sua vita di corsa, iniziata quindici anni fa a St.Denis con quel progressivo aumento del ritmo con cui riuscì a piegare Hicham el Guerrouj e Kenenisa Bekele, alla ricerca – mozzata – di doppietta, in un 5000 di bellezza storica, plasmata in due giri indimenticabili. Rispetto ad oggi, Eliud aveva il volto più pieno. L’espressione era viva e non è cambiata.

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Piste&Pedane / E' il progresso, bellezza, Almeno pare.

Giovedì 6 Dicembre 2018

 

computer

 

di Daniele Perboni


Sempre piĂą velocemente il Web va sostituendo la stampa scritta. Ma siamo sicuri che si tratta proprio di un progresso?


Non c’ero, imberbe sedicenne, in quel di Helsinki 1971 a sbracciarmi e urlare per la supremazia mostrata da Franco Arese verso il resto del continente, battendo un polacco dal nome impronunciabile (Szordykowski). Ma lessi tutto avidamente su alcuni giornali trovati nella casa del custode dello stadio. Poi il nostro mitico coach, al secolo Angelo Filighera, ci fece omaggio di qualcosa che negli anni sarebbe diventata la mia casa: la rivista Atletica Leggera. Su quelle pagine mi formai e capii che quel mondo poteva anche essere il mio futuro.

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