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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
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I sentieri di Cimbricus / I giochi perversi delle Candidature

Giovedì 20 Settembre 2018

 

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Come finirà la Candidatura ai Giochi 2026 non lo sa nessuno. Ma qualche domanda alla gente andrebbe pur fatta.

 

di Giorgio Cimbrico

È fatto assoluto divieto all’Italia di candidarsi ad alcunché, in spezial modo all’Olimpiade, sia essa estiva o invernale. Il presente documento, redatto in unica copia e spedito al direttore della testata, è frutto di un’iniziativa e di una convinzione, l’una e l’altro personali, che vogliono avere la possibilità di prender forza e sottoposte a un referendum tra i collaboratori e i suiveurs di questo nostro ameno Sito dove manca solo il platano amato di cui canta Serse all’inizio della magnifica opera handeliana omonima. Perché sei così categorico, così draconiano? Domanda il mio doppio, che in questo caso recita la parte del clemente, del tollerante.

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Piste&Pedane / Sguardo ad un futuro non troppo lontano, ...

Giovedì 20 Settembre 2018

 

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Viaggio immaginario, ... o sogno di una notte di fine estate: importante è non prendersi troppo sul serio.

 

di Daniele Perboni


Autunno 2028, i Giochi di Los Angeles sono terminati da un paio di mesi. Lo sport azzurro è andato “a tutta”: 63 medaglie, di cui una dozzina solo nell’atletica. I tempi bui, quando non si toccava palla, sono alle spalle. Una programmazione lungimirante, investimenti adeguati, scelte tecniche e politiche azzeccate hanno fatto tornare il sorriso sui volti segnati e grinzosi dei dirigenti. I giornali sul web (la carta non esiste più) esaltano i medagliati tutti. Comparsate in tv non sono negate a nessuno. La saga dei Bragagna ora è guidata da Oblomov che a suon di falci e martelli ha scalzato il vecchio padre Franco dal piccolo schermo. Fior di quattrini sono finiti nelle tasche dei migliori. Ma anche le seconde schiere non stanno poi così male. Anzi, …

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I sentieri di Cimbricus / La morale e' salva, ... c'e' il bip che vigila

Mercoledì 19 Settembre 2018


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Col prevalere del buonismo e della censura, anche le valutazioni di carattere estetico non saranno più possibili.


di Giorgio Cimbrico

Quando il nudo (o la nuda) entrava improvvisamente in campo, non è che la telecamera spostasse il suo occhio: la prima che ho visto “invadere” era una bionda con tette così grosse che i giocatori dell’Inghilterra (di rugby) strabuzzarono gli occhi. Adesso capita più di rado ma comunque lo, o la, streaker non viene più inquadrato (inquadrata) perché sennò scatta l’emulazione. Se due o più giocatori vengono alle mani, il commento è: “sono scene che non vorremmo vedere”. Perché? Un giramento di palle non è più ammesso? I giocatori devono dare l’esempio, dicono. A chi? Tutti adorano Maradona, il novello Eliogabalo. Ha mai dato l’esempio?

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Fatti&Misfatti / Addio Slovenia, tanto amata

Martedì 18 Settembre 2018

 

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Voglia di tenerezza per lo sport italiano che presto farà i conti con chi i conti non li sa fare.


di Oscar Eleni

Dalla Nuova Aquitania, cantone di Talence, zona Bordeaux, terra di sogni se arrivi fino a Limoges per il basket ricordando l’Azzurra di Gamba poi campione d’Europa a Nantes. Tenendo in tasca l’ultimo “fil di rete” del granata Aldo Grasso sulla funzione del telecronista che regredisce a livello scolastico con la smania di voler essere il protagonista su una scena dove i campioni, o presunti tali, stanno in campo e non ci sfasciano con il vangelo catodico degli urlatori genuflessi che fanno diventare una meraviglia il passaggio di Luca Vitali, bello perché era semplice, e non richiedeva uno scienziato nell’esecuzione, dentro l’area nell’ultima fatica della Fremebonda Azzurra del basket in Ungheria.

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I sentieri di Cimbricus / Caduta e rinascita di un superuomo

Lunedì 17 Settembre 2018

 

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Non li amiamo proprio, questi francesi, ma bisogna ammettere che sono capaci di capire, curare, allevare. Almeno nello sport.

 

di Giorgio Cimbrico

Non si è per caso studente in tecnica delle misure e della strumentazione all’università di Montpellier: Kevin Mayer, 4563 il primo giorno, 4563 il secondo. Un record de dingue, un record pazzesco è il titolo de l’Equipe che ha scelto di dedicare tutta la prima pagina all’impresa del biondo. Un record pazzesco, sterminato, di una dimensione che mi ha fatto pensare le stesse sensazioni che provai quando ad Atlanta vidi scritto sul tabellone 19”32: “Non mi sembra neanche un tempo sui 200”. E così, domenica, verso le 18,30, quando sui risultati ho visto scritto 9126 ho pensato: “Non sembra neanche un punteggio del decathlon, più un’eccellente misura nel giavellotto”.

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