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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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Osservatorio / Mi-Cor 2026: ovvero facciamoci altro male

Mercoledì 21 Novembre 2018

 

mi-cor 2

 

La corsa ad ostacoli del Masterplan olimpico "venti-ventisei" fa tappa a Tokyo. Esaminiamo il pro e il contro. 

 

di Luciano Barra


Divampa in questi giorni la polemica sulla cosiddetta riforma del CONI e ci si dimentica che, fra pochi giorni, lo stesso CONI dovrà presentare – in quindici minuti – all’Assemblea dell’ACNO, a Tokyo, la candidatura italiana per i Giochi Invernali del 2026. Fa sorridere che mentre il CONI è impegnato in casa a difendere la sua storia, il presidente dell’ACNO, il potentissimo Sceicco Al Sabah, si è visto costretto a lasciare tutti gli incarichi che ha nel CIO in attesa che la giustizia svizzera lo assolva da una complicata vicenda interna. Quando l’ho salutato, l’altra sera alla festa dei “Primi 80 anni di Pescante”, mi sono detto, con rispetto a Pescante, ma se è qua è veramente nei guai. Chissà che due debolezze non facciano una forza.

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Fatti&Misfatti / "Adesso e' tutto un altro sport"

Lunedì 19 Novembre 2018


gerasimenko 2


Ma si aspetta da un secolo che chi governa pensi alla base partendo dalle scuole e, volendo, aiutando le società di base.


di Oscar Eleni


Dal ponte veneziano dei sospiri per una chiacchierata con la perfida regina Mab che ha lasciato Mercuzio a Verona e vuol far venire le bolle in bocca ai troppi sdolcinati del sistema che brindano sulla grande nave in Laguna, convinti di essere i migliori perché fanno bambini coi baffi. A quelli che non riescono a calmare il Malagò che si sente infilzato da quattro righe inventate per spolpare il CONI e rimpolpare qualche altro. Siamo in tempo di grandi rievocazioni e il bestiario ironico di Fruttero e Lucentini ci aiuterebbe moltissimo anche adesso che non è difficile fare l’identikit di un cretino ben integrato nell’imbecillità del momento.


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Italian Graffiti / Camicie nere e maglie azzurre

Lunedì 19 Novembre 2018

 

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"Neanche il fascismo, ..." dice il presidente del CONI. Dovremmo scusarlo perchè non conosce quello di cui parla.

 

di Gianfranco Colasante


E Giovanni (Malagò) restò solo. Di ritorno da Palazzo Chigi. Non so se è corretto sintetizzare così le vicende ultime innescate dalla annunciata riforma Giorgetti, ma il sospetto è forte. Almeno questo suggerirebbe la latitanza dal CN del 15 novembre scorso delle personalità federali di maggior peso. Chi è che aveva cose più importanti da fare? Presto detto: Gravina (calcio), Cattaneo (volley), Petrucci (basket), Barelli (nuoto), Binaghi (tennis), Gavazzi (rugby); anche Di Rocco (ciclismo) ha dovuto lasciare presto la riunione per motivi personali. Così, quella che doveva essere una chiamata alle armi - anzi "ai materassi" come dicono in Sicilia - contro il decreto di riforma si è risolta in una dolorosa presa d'atto. Ma tutto questo è nelle cose e nell'indole dei nostri compatrioti, senza voler per questo scomodare il mio concittadino Flaiano. Reazioni? Ecco spuntare il fascismo, neanche se ne sentisse la mancanza, e gli epiteti di fascista.


Sport e fascismo. Il presidente del CONI e segretario del PNF Achille Starace, assieme ai gerarchi presidenti di federazioni, impegnato allo Stadio dei Marmi nel salto del cerchio di fuoco.


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Osservatorio / Riformiano la riforma dello Sport

Lunedì 19 Novembre 2018

 

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Qualche considerazione sul futuro prossimo dello Sport italiano dopo l'annunciata "riforma" Giorgetti&Valente.

 

di Luciano Barra


Quello che spaventa del dibattito (chiamiamolo così) che si è aperto sulla riforma dello Sport Italiano, e quindi del CONI che fino ad oggi lo ha rappresentato in toto, è la confusione di idee che ne emerge. Ho avuto la sventura, trovandomi a quell’ora in auto, di sentire l’intervento fatto a Zapping dal Sottosegretario Giorgetti e quella concessa da Salvini mentre entrava a San Siro per l’incontro della Nazionale Italia-Portogallo. Se il CONI, specialmente quello degli ultimi venti anni, ha una colpa è quella di non aver fatto operazioni di “cultura” per far capire a tutti cosa è lo Sport e quali sono i meccanismi che lo governano, a partire del volontariato di milioni di dirigenti, tecnici ed atleti che lo regolano.

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Saro' greve / La lunga marcia del mio amico Salvatore

Lunedì 19 Novembre 2018

 

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Un doveroso ricordo di Salvatore Massara, veramente una “generosa diversità” al servizio dell’atletica.

 

di Vanni Lòriga


Il recente lavoro commemorativo di Augusto Frasca (dedicato agli amici ed opportunamente già presentato su questo sito) cita, fra l’altro, la “generosa diversità di Salvatore Massara”. Intendo spiegare perché il caro collega fosse in realtà del tutto diverso dagli altri. Presumo di poterlo fare per la lunga frequentazione e per varie coincidenze di vita comune. Salvatore Massara, detto "Riri", nasce a Vibo Valentia il 26 agosto 1932. È il primo dei cinque figli di Francesco Saverio (classe 1903, dottore in giurisprudenza) e di Maria Di Renzo dei Marchesi di Avignone e di San Teodoro (nata a Lanciano nel 1901, che incontrò il marito mentre studiava medicina all’Università di Roma): nascono poi nel 1934 Ugo, nel 1935 Massimo, nel 1939 Giorgio e nel 1940 Giuseppina.

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