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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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I sentieri di Cimbricus / Leonardo Fabbri, un David dei nostri giorni

Giovedì 1° Ottobre 2020

 

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Un inusuale e (forse) azzardato accostamento tra il numero uno dell’anno pandemico, e il gigante armato di fionda del tormentato titano del nostro Rinascimento.

Giorgio Cimbrico

A stagione (quasi) finita, è consentito tirare le prime somme: il numero 1 dell’atletica italiana è il numero 2 del mondo quando c’è da tirare una palla di 16 libbre, ossia sette chili e un quarto: Leonardo Fabbri, nato lo stesso giorno del Genio con cui condivide il nome, 15 aprile, 545 anni dopo. Anchiano e Bagno a Ripoli non sono molto distanti. Fabbri è un gigante armonioso e più che di Leonardo avrebbe attirato l’attenzione di Michelangelo, fiorentino che vide la luce a Caprese, nell’Aretino.

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Italian Graffiti / Se la cittadinanza passa per un cocomero

Mercoledì 30 Settembre 2020

 

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Il fantozziano caso del calciatore Luis Suarez ha riproposto l'insoluta materia dei cambi di nazionalità e della concessione dei passaporti nello sport: che sia il momento di fare chiarezza?

Gianfranco Colasante

L’ultimo in ordine di tempo è il 25.enne Nick Ponzio, pesista statunitense da 21.72, che all’esordio in Diamond League al Golden Gala ha superato Leonardo Fabbri. “Sono al settimo cielo! Era la mia prima gara in Italia e non sapete cosa voglia dire per me: il mio sogno è di ottenere la cittadinanza italiana, e ci spero proprio visto che mio padre e mia madre sono italiani.” Vedremo, deciderà la WA che lo scorso 21 luglio ha autorizzato un altro nativo americano – il quattrocentista Robert Grant – a gareggiare come italiano per via di un bisnonno emigrato nell’Ottocento dalle vallate del novarese. Senza voler tenere conto del sudafricano Zane Weir, altro pesista con un nonno materno nato in Italia e che da noi ha imparato a scavallare i 20 metri.

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Duribanchi / Vergogna, vergogna: questa sconosciuta

Mercoledì 30 Settembre 2020


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Nessun volto arrossato. Bazzecole comunque rispetto alla performance del Guitto che invitato ad un conciliabolo continentale ha spiegato che il parlamento andrebbe abolito. Che a contare è solo la “democrazia diretta”.

Andrea Bosco

Vergogna: questa sconosciuta. Pare che Donald Trump che si candida ad essere rieletto alla presidenza degli Stati Uniti, parola del New York Times, non abbia negli ultimi dieci anni pagato le tasse. Un anno avrebbe sborsato all’erario la stratosferica cifra di 43 dollari. Tutte fakes, ha replicato il presidente Usa. Ma sembra difficile che il principale quotidiano statunitense abbia sparato senza prove una notizia tanto grave. Non esiste classifica per le vergogne. Per quelle italiche non c’è gara. Basta buttare la rete e raccogliere.

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I sentieri di Cimbricus / “Oh Uganda, Land of Beauty”

Martedì 29 Settembre 2020

 

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Tra una settimana Joshua Cheptegei tenterà a Valencia di fare doppietta sui diecimila dopo il favoloso record sui 5000 riscritto nel Principato. In attesa di Tokyo passando per la Mezza iridata di Gdynia.

Giorgio Cimbrico

Al tempo dell’Impero la sigla era KUT, Kenya, Uganda e Tanganyka. Dopo l’indipendenza, ad inizio anni Sessanta, provarono ad andare avanti assieme ma non durò. In atletica il Kenya ha combinato e continua a combinare quel che sappiamo; il Tanganyka, divenuto Tanzania con l’appendice insulare di Zanzibar, ha brillato grazie alla classe sublime di Filbert Bayi che avrebbe meritato più di quel ebbe in sorte. Dell’Uganda i più vecchi possono ricordare Amos Omolo, 45”33 nella semifinale di Mexico City. Nella finale, molto americana e molto africana (oltre a lui, il senegalese Amadou Gakou e, sorpresa assoluta, l’etiope Tegegne Bezabeh), Amos aveva finito la benzina, ultimo in 47”61.

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Piste&Pedane / Storie comuni per gente speciale

Martedì 29 Settembre 2020

 

urna 


La (breve) stagione agonistica sta finendo a singhiozzo, sul piatto restano solo le elezioni per il nuovo governo federale. Tutto ruota attorno alla scelta della data che, guarda caso, soddisfa solo uno dei tre contendenti. O no?

Daniele Perboni

È una storia sbagliata. Una storia da basso impero. Una storia iniziata mesi addietro, quando una nuova pandemia costrinse il mondo a rinunciare ai Giochi Olimpici. Da quell’evento, a valanga, tutta una serie di storie da raccontare per gente mica tanto comune. È la storia di un presidente e della sua corte che si sta aggrappando allo scoglio cercando di sfuggire alla tempesta. Sa che non ci riuscirà, è consapevole che prima o poi il maestrale arriverà. Lo pretende la legge.


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