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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”

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MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
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Fatti&Misfatti / La cucina dei semplici e' sempre aperta

Lunedì 26 Giugno 2017

azzurra.donne 2

di Oscar Eleni

Nascosto in una quercia davanti all’ex manicomio di San Colombano per vedere se esiste ancora la scritta più bella del mondo: non siamo (noi matti) tutti qui, ma sparsi per il mondo. Deve essere davvero così quando t’infiammi ancora per Valentino Rossi re di Tavullia e di ogni circuito nel mondo, quando scopri che anche gente da Formula uno si comporta come te all’incrocio con chi non dà la precedenza, non è certo falso che sono tutti sparsi per il mondo se vai dietro al caso Donnarumma, se si aprono e chiudono siti perché, ma guarda un po’,ci entrano anche i pataccari della vita, quelli che si fanno vendere la fontana di Trevi e poi vorrebbe essere scelti come ministri dell’economia.

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Saro' greve / Come a Rieti si corre, a Roma si nuota piu' veloci?

Lunedì 26 Giugno 2017

europe

di Vanni Lòriga

Questa volta parlerò di Mauro Lais e di Salvatore Massara. “Lais e Massara: ma chi erano costoro? ” si chiederanno gli ignari lettori di sportolimpico.it. Mauro Lais era un famoso avvocato sardo-romano, tra i pionieri del rugby italiano e alla fine degli anni ’50 presidente della Federazione. Storiche certe sue audaci arringhe. Una volta un suo difeso lo stoppò: “A Mauro, statte zitto se no ce mettono ar gabbio tutte e due …”. Lais mi è tornato improvvisamente alla memoria in questi giorni seguendo le telecronache della Coppa Europa Bruno Zauli di atletica.

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I sentieri di Cimbricus / Quando lo scoop e' solo uno ... sgub

Sabato 24 Giugno 2017

mimoun 2

di Giorgio Cimbrico

Oggi, 24 giugno, sul sito di repubblica è apparsa una scoperta storica: non è stato Bikila il primo africano a vincere un’olimpiade, ma Boughera el Ouafi. La scoperta non è una scoperta e non mimetizza un’inesattezza: Alain Mimoun anticipò Abebe di quattro anni fa. Accludo, non per gonfiarmi come un tacchino, lo giuro, il pezzo che ho scritto nel novembre 2015 senza mai aver pensato di rivelare una nuova e sconvolgente pagina di storia.

“Io spero in Dio”, scriveva accanto al suo autografo Alain Mimoun, sorridendo sotto i baffi che erano due tratti sottili. Sino all’ultimo fu vivace come un gas esilarante, come una cascata di impazzite gocce di mercurio. Nel 2003, superati gli 80 anni, offrì un giro di corsa sulla pista di St Denis, commuovendo chi assiepava lo Stade de France la sera in cui si aprirono i Mondiali. I vecchi lo conoscevano e non lo avevano dimenticato, i giovani scopersero l’algerino di Francia, il soldato, l’eterno secondo alle spalle di Emil Zatopek, il vincitore della maratona di Melbourne che attese l’amico- rivale, al traguardo a 4’ da lui, stravolto. “Non ti congratuli con il campione olimpico?”, domandò Alain a chi difendeva la corona. E Emil trovò le ultime energie per un abbraccio fraterno.

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Focus / L'estate ci portera' una nuova candidatura olimpica?

Sabato 24 Giugno 2017

go-2026

di Luciano Barra

Scusate gli oltre tre mesi di silenzio dovuti all’inguaribile amore per l’atletica che mi ha portato ai primi di marzo a Belgrado per i Campionati Europei Indoor. Un peccato di presunzione per voler essere l’unico presente a tutti i Campionati Indoor dal 1970 in poi e la voglia di respirare l’aria del record del mondo di Tito Morale del 1962. Risultato; un bel capitombolo sule scale dello stadio, frattura del polso destro e tutto quello che ne consegue. Ora che riesco a scrivere non posso esimermi da recuperare il tempo perduto, soddisfare i trepidanti lettori e rispondere a qualche sollecito. In questi mesi ho letto molto sull’attività internazionale e sulle Candidature Olimpiche e quindi da là riparto. La settimana scorsa lo Sport Italiano ha fatto un bello spot ricevendo allo Stadio dei Marmi (che non chiamo Pietro Mennea perché Mennea quella pista non l’ha mai vista) il presidente della Repubblica Mattarella. È stato importante presentare al Capo dello Stato ed all’opinione pubblica l’assieme dello Sport Italiano Olimpico e non Olimpico, i Campioni di oggi e quelli del passato.

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PianetaDonna / La resurrezione di "Baba" Anastasija Mihalavna

Giovedì 22 Giugno 2017

pianeta-d

di Anastassia Angioi
 
PianetaDonna questa volta mette le vele al cuore e naviga verso il passato, con un po' di melanconia sul fiocco, commozione addosso, orgoglio dentro al cuore. Vi vuole tutti attenti e accovacciati per ascoltare insieme una storia. A tutta dritta verso le sponde del gelido Lago Onega, nel lontano 1941: è agli sgoccioli la dura e straziante guerra russo-finnica (la Guerra di Continuazione dopo quella d’Inverno) nella tanto contesa Karelja, ed è in un deserto di neve e sangue, che luccicano gli occhi coraggiosi di una quindicenne. La vita appesa a un filo, gravemente ferita ma ancora viva, è stata appena liberata dall'esercito russo: lei è la piccola Anastasija Mihalavna Terenteva, deportata ai lavori forzati in una Finlandia filotedesca. Nella sua pelle è già scritta la storia, la dura realtà di una forza ineguagliabile, racchiusa in corpicino così minuto ma con così tante risorse che non pare possibile esistere davvero.

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