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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
Gianfranco Colasante
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Fatti&Misfatti / Ricordando, fingendo di pensare

Martedì 25 Settembre 2018

 

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Dedicato ai tanti che nello sport, ma anche al fuori dallo sport, pensano di avere sempre ragione.

 

di Oscar Eleni


Sull’isola di Long Island, in faccia New York e Connecticut, nella tenuta meravigliosa di Isabella Rossellini, artista sublime, figlia di due grandi, per sapere tutto sulle galline che le hanno ispirato l’ultimo libro e anche per sapere se avevano ragione Cochi e Renato quando dicevano che le sue amatissime ovaiole non hanno uno sguardo intelligente e lo si poteva capire da come guardavano la gente. Dalle galline di casa Rossellini, schivando gli sputi di un lama, riusciamo anche a scoprire una cosa che non deve offendere i grandi chirurghi di Milano, quelli del trapianto di faccia, perché le impunite della figlia di Ingrid e Roberto Rossellini sostengono, sicuramente a ragione, che nello sport, soprattutto in Italia, come ha giurato più volte la loro padrona, questa operazione la fanno ormai da tanto tempo.

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I sentieri di Cimbricus / L'ingannevole mito del record

Martedì 25 Settembre 2018

 

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"I record che amiamo sono per la mente e per il cuore: a ben vedere sembra il titolo di una cantata di Bach".

 

di Giorgio Cimbrico

Mi è già capitato di scrivere che non presto alcuna attenzione agli scienziati che decidono di compilare tabelle sui record del mondo nel 2040, 2060, 2080 giungendo poi alle conclusioni sui limiti umani: regolarmente trovano spazio sui giornali, stampati o in rete, perché “fanno” titolo. Credo che i record siano capolavori, spari nel buio, risultati di pratiche illecite, frutti di un lavoro tecnico formidabile: può capitare, come in questo caso, di condensare in una riga le storie e le ragioni che hanno generato risultati che hanno stordito, che portiamo dentro. Con un certo orgoglio, in caso di presenza fisica in quel luogo e in giorno di tuono.

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Fatti&Misfatti / Ciao Lienhard, canturino vero

Domenica 23 Settembre 2018

 

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"Non piangiamo per Bob. Se ne va un grande. SarĂ  il nostro santuario come tanti che hanno fatto la storia del cantuki".


di Oscar Eleni

Gli abbiamo voluto bene perché sul campo da basket era una roccia e fuori un uomo meraviglioso. Ciao Bob Lienhard, Roberto Luigi, nato a New York nel 1948, brianzolo del Bronx, che a 70 anni ci hai lasciato. Abbracciamo tutti i veri tifosi di Cantù che lo amavano anche più di noi perché dentro le righe del campo era davvero bello vivere la sua battaglia e tutti gli avversari sapevano che non sarebbe stato facile girargli intorno, rubargli la palla che Pierluigi Marzorati sapeva far arrivare nelle mani di quell’omone di 208 centimetri, 110 chili aumentati dalla sua passione per la cucina, il salame brianzolo.

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I sentieri di Cimbricus / Su Barthel ce n'era da raccontare ...

Sabato 22 Settembre 2018

 

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Aspetti secondari della faciloneria becera del linguaggio calcistico, tra formule astruse e una certa ignoranza.

 

di Giorgio Cimbrico

L’uomo Sky che l’altra sera commentava Dudelange-Milan di Europa League ha annunciato che si giocava al Josy Barthel Stadium. Perché si chiami così, non è stato svelato: meglio lanciarsi nelle prodigiose alchimie del 4-3-3 che può trasformarsi in 4-5-1 o, all’occorrenza, in 4-2-3-1. Quando il linguaggio era più chiaro e onesto, il lussemburghese Dudelange sarebbe stato simpaticamente etichettato come una squadra di postelegrafonici: c’è sempre un postino – o un poliziotto o uno studente o un disoccupato – in queste bande di entusiasti che si trovano a dover affrontare professionisti superpagati che rombano su macchine da sogno.

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Saro' greve / C'era una volta il Giardino del Re

Giovedì 20 Settembre 2018

 

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Se Formia è ormai un ricordo, si legge ora che l’Atletica (ri)costruirà il suo futuro presso l’Acquacetosa. Sarà vero?

di Vanni Lòriga

Era il 17 maggio 1953 ed esattamente alle ore 18,00 settantamila spettatori, che avevano seguito l’incontro di calcio Italia-Ungheria (0-3), uscivano ammutoliti dallo Stadio Olimpico inaugurato proprio con quella umiliante sconfitta, sovrastati sul piano tecnico e fisico. Ci chiedevamo tutti (c’ero anch’io, biglietto lire 1000, posto nella Curva Nord) se non ci fosse passato addosso un rullo compressore. Per 90 minuti gli azzurri non erano riusciti a fare un passaggio utile, imbrigliati nella rete di gioco degli uomini del DT Guszatav Sebes. In campo, fra gli altri, Puskas, che segnò due volte in 7 minuti, Hideguti, Kosic, in quella che era definita “aranycsapa”, la squadra d’oro).


Nella foto, tratta dal sito Fidal, la posa della prima pietra "virtuale" del campo dell'Acquacetosa. All'interno, l'impianto del Governatorato all'epoca della sua inaugurazione (28 ottobre 1938).


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