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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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I sentieri di Cimbricus / Da Jesi il futuro prossimo del calcio

Mercoledì 16 Maggio 2018

mancini 2

Toccherà a Mancini detto Mancio, incompreso numero 10, allenatore di primo rango, riportare in alto la Nazionale.

di Giorgio Cimbrico

Con i figli di falegname si va sul sicuro: Gesù, Pinocchio, Harrison Ford, Roberto Mancini, freschissimo ct di una Nazionale che, facendo leva sull’esperienza, richiederebbe l’intervento di papà Aldo, piallatore, smussatore, lisciatore, lucidatore. Non resta che sperare che il geniale figlio abbia preso le migliori doti dal solido padre. Jesi, in questo senso, è una garanzia e, di pari passo, anche una specie di ombelico del mondo: ha dato i natali a Giovanni Battista Pergolesi, che lasciò alla musica un limitato ma importante patrimonio prima di scomparire a 26 anni, anticipando per genio assoluto e per vita breve Wolfgang Amadeus Mozart e Franz Schubert.

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Fatti&Misfatti / Calamai, il genio della speranza

Martedì 15 Maggio 2017

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Una ventata di aria fresca con una persona davvero speciale, eccellente allenatore di basket che ora si dedica alla disabilità.

di Oscar Eleni

Nell’inserto del Corrierone di oggi la copertina è riservata alla bella intervista con Marco Calamai di Roberto De Ponti, collega nato bene al Giornale, eccellente capo dello sport all’Indipendente, e ora valorizzato al meglio da Dallera sul foglio di via Solferino, con il titolo il “Basket ci fa sorridere”. Una ventata di aria fresca con una persona davvero speciale, eccellente allenatore di basket che si è dedicato alla disabilità che dalle aule scolastiche dove insegnava, dalle panchine che ha frequentato con buoni successi si dedica in trenta centri italiani dove allena quasi 1000 cestisti normodotati e portatori di handicap che giocano insieme, senza differenze.

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Fatti&Misfatti / La faccia vincente (e nascosta) della qualita'

Lunedì 14 Maggio 2018

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Julio Velasco ritrova il suo convento: a 66 anni può ancora dare molto ad uno sport italiano che ne avrebbe tanto bisogno.

di Oscar Eleni

Dalla fortezza della battaglia a Belgrado ascoltando il professor Keating-Tanjevic che ci racconta un'altra volta la storia del basket jugoslavo. La scuola, il carpe diem, il viaggio alla confluenza della Sava col Danubio, quella voglia di rendere tutto straordinario che aveva quella generazione che per noi a Nikolic e Zeravica, ma anche Nebojsa Popovic, Ivkovic, Obradovic e compagnia cantante guidata dall’avvocato Novosel e protetta da Cosic. Belgrado sarà la sede della finale di Eurolega fra venerdì e domenica. Ci mancava una rivisitazione del basket come era e come vorremmo che fosse adesso che all’Argentario fanno un museo del Caravaggio senza un'opera del magnifico tenebroso. Saranno i tempi. Uno ci investe urlando che Doncic, meraviglia slovena del Real, non è proprio parente della grandezza di un Kukoc alla stessa età come potrebbe testimoniare il conte Faina dopo il mondiale valtellinese quando Divac sembrava Houdini.

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Terza pagina / Onesti e Zauli: i due nemici che inventarono il CONI

Lunedì 14 Maggio 2018

zauli-consolini

Una pagina di storia ignota ai più, che si pone alle radici della costituzione "democratica" del nostro Comitato Olimpico.

di Gianfranco Colasante

Accanto all’uscio del suo ufficio, posto al piano nobile della ex-Accademia Fascista di Educazione Fisica, all’ex Foro Mussolini, ufficio che Giulio Onesti occupò dalla primavera 1951 all’estate 1978, figurava una scritta in caratteri corsivi: “Questa porta è aperta a tutti: la buona educazione imporrebbe di bussare prima di entrare”. Quando una sentenza del Consiglio di Stato annullò la sua ottava conferma alla presidenza del CONI, quella scritta scomparve. Rimossa da chi e per quale ordine, non è dato sapere.

Solo un aneddoto, ma non è azzardato ritenere che, assieme a quella targhetta, scompariva un modo di intendere e vivere lo sport che aveva caratterizzato in positivo gli anni del primo dopoguerra e quelli della ricostruzione. Di quegli anni l’avvocato Onesti è indubbiamente stato tra i protagonisti principali. Ma non il solo. Si potrebbe anzi dire che nel suo trentennio di potere assoluto, sia stato un direttore d’orchestra che ha suonato una sinfonia di grande successo ma che non aveva composto. Scritta invece a più mani dai pochi uomini che, al suo fianco, si impegnarono nell’opera di riscrittura, in versione democratica, di un comparto – quello sportivo – che era difficile sottrarre ai sospetti del passato, dopo che il fascismo ne aveva fatto uno dei pilastri più solidi del consenso.

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Saro' greve / Dalla Cina a Rieti, tra ricordi e novita'

Lunedì 14 Maggio 2018

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Un fine settimana incentrato sul volume biografico su Renato Funiciello, scienzato innamorato dell'atletica.

di Vanni Lòriga

“Greve est omnis divisa in partes tres”: Marcia, Renato, Filippo. Nel corso di poco più di una settimana abbiamo vissuto importanti momenti legati a questi tre temi. Vediamo. Dalla città portuale cinese di Taigang (letteralmente significa “grande magazzino” e si trova 1200 chilometri a sud di Pechino) nel primo fine settimana di maggio sono giunti dai marciatori azzurri confortanti notizie. Nei venti chilometri a squadre argento maschile e bronzo femminile e terzo posto di Massimo Stano. È stato proprio lui la sorpresa più gradita, Non voglio esaltarmi più del lecito anche perchè la marcia italiana può vantare splendidi precedenti. Ma sarò opportuno sottolineare che l’atleta delle Fiamme Oro allenato da Patrizio Parcesepe è stato il migliore degli europei e si sa che il traguardo di quest’anno è quello “europeo” di agosto a Berlino. Bisogna aggiungere che il suo stile è molto corretto.

Bologna 1967: Renato Funiciello (a destra) con il "maestro" Oscar Barletta e (al centro) Mauro Mandara.

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