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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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I sentieri di Cimbricus / E se rimandassimo a scuola i giudici?

Domenica 14 Luglio 2019

 

gardiner 


Crisi di identità o mancanza di competenza? Il consiglio che vendo gratis alla quasi trapassata IAAF e alla nascente WA è formare al più presto una categoria professionale nuova da utilizzare per manifestazioni di spicco. Si eviterebbe qualche farsa.

Giorgio Cimbrico


La IAAF fra poco si chiamerà WA, World Athletics perché così è più forte l’odore di brand. Argomenti favoriti: una sempre più forte attività nei social media, il marketing, la street athletic, le gare miste, la campagna per la bontà dell’aria, l’affare Semenya, la progressiva riduzione delle specialità che avranno diritto di cittadinanza nella Diamond League (dopo le corse lunghe, presto toccherà al triplo) e dei tempi dei meeting, come se la minaccia della noia fosse come quella portata della Signora con la falce. Ma nessuno ha pensato di formare un gruppo – pardon, un panel – di giudici professionisti, come in tutti gli sport professionistici.


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Universiadi '19 / Lo sport universitario e il suo futuro

Venerdì 12 Luglio 2019

 

napoli-19 

 

L'edizione partenopea può costituire uno spartiacque per la FISU, da tempo impegnata a cercare un nuovo modello di sport universitario che, nel rispetto delle specificità, non entri in collisione con l'attività internazionale di livello assoluto. Possibile?


Alberto Gualtieri

La mattina ci vedevamo al Bar sul Lungomare per passare il tempo della colazione commentando le notizie del giorno. Lui, l’indimenticabile Candido Cannavò, era a venuto a Catania per un paio di eventi e qualche presentazione del Giro d’Italia; io ero lì come organizzatore, designato da Primo Nebiolo, delle Universiadi siciliane del 1997. I commenti avevano quasi sempre una connotazione lievemente disperante. I quotidiani sia audio che cartacei (Internet era agli inizi) con le loro informazioni principalmente focalizzate su disgrazie, incidenti, terremoti e negatività diffuse, davano spunto a riflessioni spesso aspre e talvolta persino amare. E Candido si alzava dalla sua sedia per iniziare la nuova giornata di lavoro sospirando una frase forse non sua, forse non nuova, ma in seguito usata non poco da altri: “Sarebbe bello avere una prima pagina dei giornali piena di tutte buone notizie!”.

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I sentieri di Cimbricus / Breve viaggio nell'ecumenismo dell'atletica

Venerdì 12 Luglio 2019


rabat 














La timida esplosione sul giro di pista della nigerina Aminatou Seyni, conferma - ove ce ne fosse stato ancora bisogno - la diffusione planetaria dello sport piĂą antico e vitale del mondo. 

 

Giorgio Cimbrico

Una delle poche informazioni che possono essere rintracciate consultando l’annuario internazionale di atletica è che la sigla del Niger è NIG. La Nigeria è NGR. Quelli dei Niger sono nigerini, quelli della Nigeria nigeriani. Per il resto, nient’altro, né l’elenco dei campioni nazionali dell’anno precedente né qualche breve biografia di spicco. Nella prossima edizione Peter Matthews e i suoi collaboratori dovranno dedicare un piccolo spazio a questo paese senza sbocchi al mare dell’ex Africa Occidentale Francese, attraversato dal fiume che gli dà il nome e che, all’inizio del XIX secolo, fu al centro di perigliose e catastrofiche spedizioni, soprattutto britanniche.

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Legislazione / Che riforma sia, ma rivediamola assieme

Giovedì 11 Luglio 2019

 

ricci bitti 

 

(gfc) Ieri, mercoledì 10 luglio, l’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) ha diffuso una intervista a Francesco Ricci Bitti che riteniamo doveroso e utile condividere con i nostri lettori. Va dato atto a Ricci Bitti d’essere stato il primo ad aver posto l’accento sulle (tante) incongruenze palesate dalla riforma voluta dall'esecutivo giallo-verde secondo quanto previsto dal contratto di governo tra M5S e Lega. Ma gli va anche dato il merito di aver aperto un confronto di idee, se non proprio ancora un dibattito, che nel nostro mondo latita da decenni. L’ho scritto più volte e lo ripeto ancora: a mio parere se una riforma del CONI deve esserci, essa deve prioritariamente transitare attraverso una riforma complessiva dello sport italiano con una netta e salutare (questa sì …) separazione tra lo sport cosiddetto professionista – che da tempo ha abbattuto ogni steccato economico e, soprattutto, di buon senso – e lo sport olimpico. La metta a punto nelle sue linee generali l’organizzazione sportiva e lo certifichi nei modi appropriati il Parlamento dal momento che sono in gioco finanziamenti pubblici. Tenendo ben presente la sottile linea, sulla quale dovrebbe vigilare il CIO, linea invalicabile che separa l’autonomia dello sport dalle ingerenze e dai condizionamenti della politica. Altrimenti tutto si ridurrà – e qui temo che il rischio sia molto fondato – ad un semplice giro di valzer delle poltrone. A quello stucchevole gioco dei quattro cantoni cui siamo adusi da tempo e che ha prodotto questo stato confusionale se non proprio comatoso.



Intervista a Francesco Ricci Bitti

(AGI) L’accordo organizzativo fra il CONI e la nuova societĂ  Sport&Salute è sempre piĂą complicato. Gli ordini di servizio della politica che si appropria della Scuola dello Sport e degli organi della periferia non trovano assolutamente d’accordo il presidente Giovanni Malagò, e così la Giunta CONI di martedì 16 rischia di creare una nuova, piĂą decisiva, spaccatura. L’AGI ha intervistato sul delicato tema Francesco Ricci Bitti, che è stato tennista, manager, presidente della Federazione Italiana Tennis e anche di quella mondiale, e oggi è membro del CIO, il Comitato Internazionale Olimpico, e anche della Giunta CONI.

– Questa riforma del CONI era necessaria?

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Osservatorio / Ordini di servizio e missione olimpica

Giovedì 11 Luglio 2019

 

coni-ss 2 


Si fa una certa fatica a far coincidere le posizioni burocratiche assunte dal vertice di Sport&Salute con l’attività olimpica vera e propria, quella stessa che tra un anno dovrà sostenere una difficile verifica in Giappone.

Luciano Barra

Causa il caldo e grazie, finalmente, alla possibilità di vedere in televisione importanti sport individuali, si rischia di non notare quanto sta accadendo sotto traccia nella nostra struttura olimpica. Il primo argomento è relativo all’ennesimo “Ordine di Servizio” emesso dal Presidente e AD (a proposito di cumuli di cariche) di Sport&Salute Rocco Sabelli con cui vengono ridisegnate competenze e dizioni (rigorosamente british, ... of course) delle strutture una volta di competenza della defunta CONI Servizi.

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