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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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I sentieri di Cimbricus / A che punto e' la notte

Venerdì 11 Ottobre 2019


1h59


La scelta dell'industria chimica Ineos è caduta su Vienna, sul Prater, proprio dove Graham Greene ambientò il "Terzo Uomo", per fare di Eliud Kipchoge il "primo uomo" capace di correre la Maratona in 1h59'. Ma c'entra qualcosa con l'atletica? 


Giorgio Cimbrico

“A che punto è la notte’ domandava Banquo. “La luna è calata”, gli veniva risposto prima che in scena entrasse Macbeth, già divorato dall’attesa. Anche noi del popolo, spesso contiguo, dell’atletica e del rugby aspettiamo, come dice il Bardo, che la notte combatta con l’alba in un 12 ottobre di scoperta possibile di un nuovo continente: correre una maratona anche in un secondo sotto le due ore, con tutti gli aiuti del caso, “in vitro” viene da dire, magari non è atletica come la intendiamo, ma è una porta che si apre sulle possibilità umane.

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Duribanchi / Sempre sbagliato fischiare, ma ... …

Martedì 8 Ottobre 2019
                    
san siro

Servirebbe un tasso minore di ipocrisia. La favoletta del professionismo regge fino ad un certo punto. Si può dire di no. Ma è anche vero che nel calcio ormai le bandiere sono drappi sgualciti.

Andrea Bosco

Da Doha senza furore. L’Italia dell’atletica è piccola nel mondo. I commoventi e sofferti 10.000 di Crippa valgono il primato italiano che resisteva dal paleozoico, ma l’ordine d’arrivo recita ottavo posto. Gli africani sono in certe specialità imbattibili. Tortu va veloce ma le sue “partenze” sembrano sempre da “dilettante”. Lewis potrebbe spiegargli come si fa. Gimbo vola nell’alto, ma non abbastanza, benché con l’alibi del lungo infortunio. Piuttosto: la barba stile Salvator Dalì, da “personaggio”, è una idea rivedibile.

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Piste&Pedane / Qualche numero per capire meglio

Martedì 8 Ottobre 2019

 

doha-medals

 

Tempo di riflessioni dopo i Mondiali con alcune considerazioni su base statistica. Con qualche inatteso risultato, in un quadro che può suggerire alcune interessanti valutazioni. Anche per il futuro.

Pierluigi Fiorella

Alla vigilia c’erano non poche perplessità sulla riuscita tecnica della rassegna iridata: soprattutto per le inconsuete condizioni ambientali e per la data avanzata. A luci spente si può tranquillamente affermare che gli aspetti positivi siano stati superiori ai negativi (sebbene tra questi vada annoverato la ridotta presenza di spettatori). Alle critiche, che pure non sono mancate, Seb Coe – confermato all’unanimità per il prossimo quadriennio – ha opposto due considerazioni. Vediamole.

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Piste&Pedane / Leggiamola come un passaggio verso Tokyo 2020

Lunedì 7 Ottobre 2019


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Un’ampia disamina finale sulla numerosa squadra azzurra schierata ai Mondiali n. 17: luci ed ombre inevitabili e a misure variabili, anche se gli atleti da copertina indossavano magliette dai colori diversi dai nostri.

Carlo Santi

DOHA – Hanno danzato per dieci giorni, forse troppi per mantenere attenzione e concentrazione in uno stadio troppo spesso vuoto se non negli ultimi giorni quando, correndo ai ripari, gli organizzatori sono riusciti a riempire le tribune del Khalifa al cui interno grazie al condizionatore era primavera. Non hanno invece potuto aggiustare un programma orario a dir poco folle, con pause eccessive tali da rendere l’evento non solo non spettacola ma noioso.

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Fatti&Misfatti / Perche' non provare a volare con la mente?

Lunedì 7 Ottobre 2019

 

cicogne 


“Ci siamo rimasti male per lo sposalizio di Coe con l’afa dell’emirato: adesso sappiamo perché gli abbiamo sempre preferito Ovett, anche se ci hanno esaltato in coppia, nemici davvero contro ma con la stressa maglia”.

Oscar Eleni

Avvinghiato all’acero palmato di Kioto sognando le cicogne che nidificano in Estremadura. Un bel viaggio per la mente, ma se hanno organizzato i mondiali di atletica a Doha, dove poi manderanno a cuocere quelli del calcio, perché non volare con la mente. Kioto è il ricordo di un mondo, di un’atletica che rimpiangi sempre mentre togli l’audio nel lacrimatoio in esclusiva RAI. Nostalgie tipiche dell’anzianità, ma, cara gente, in quei giorni, mentre ridevamo come stupidi goliardi inseguendo la principessa Cicibù, provocando la reazione disgustata dei colleghi giapponesi, avevamo a che fare con un mondo tanto diverso. I campioni, ne abbiamo avuti tanti, non cercavano scuse o microfoni, se andavano bene erano disponibili, se sbagliavano non si nascondevano dietro ai baci e agli abbracci degli staff.

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