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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





I sentieri di Cimbricus / Entry standard & Target numbers

Mercoledì 21 Dicembre 2022

 

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In queste ore l'ex-IAAF (ora WA non vuol dire più solo Atletica, ma anche Arco e Nuoto) ha diffuso l'elenco di tempi e misure per il viaggio a Parigi '24. Qualche riflessione a margine, tanto per non restare invischiati nel banale sentire comune.
 

Giorgio Cimbrico 

Una volta c’erano i minimi. Se uno o una lo aveva, andava; se non l’aveva, amen, rimaneva a casa. Con l’eccezione degli americani nelle loro specialità di parata o poi degli africani nel mezzofondo e fondo o dei sovietici nel lancio del martello al tempo delle tute CCCP. Adesso minimo, anche la parola, non si usa più: c’è lo Entry standard e poi ci sono i Target numbers. Le spiegazioni che accompagnano queste due categorie, specie la seconda, sono lunghissime e fanno venire una barba come quella dell’abate Faria. 

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Pensieri in Barca / AZ: l'irriverente alfabeto dell'anno 2022

Mercoledì 21 Dicembre 2022

 

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Cartoline senza confini dall’anno che va a morire. Come a voler dire, tutto ciò che resta quando si spengono le luci: l’estratto nobile di dodici mesi di agonismo al massino livello, tra attese, novità e sorprese. Soprattutto su queste ultime.

Gianluca Barca

A
ALCARAZ, Carlos
Il titolo di “most improved player of the year”, riconosciutogli dall’ATP, è un eufemismo per le qualità di un giocatore che a diciannove anni e quattro mesi, lo scorso settembre, è diventato il più giovane numero uno nella storia del tennis. Alcaraz nel corso del 2022 ha migliorato il suo ranking di 32 posizioni. Un balzo in una nuova era.

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Duribanchi / Una opulenza esagerata e fastidiosa

Martedì 20 Dicembre 2022

 

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“Mondiale in archivio con le ruote unte in fase di assegnazione. La rivincita degli uomini del deserto. Che poco si occupano del benessere del popolo in casa loro, ma che spendono e spandono in tutto il mondo, nuovi satrapi degli anni Duemila.”

Andrea Bosco

E’ stata definita “la più bella finale di sempre”. Argentina-Francia: 3-3 dopo i supplementari e alla fine assegnata ai rigori con Messi e soci (anche Dybala ci ha messo la firma) più precisi dei francesi dal dischetto. Per il disappunto del presidente Macron in tribuna con accanto il “paggio” Paul Pogba. Emozionante certamente: e basta. Che nessuno osi paragonarla a Italia-Germania 4-3. Anche se quella era una semifinale è quella “la partita”. E non perché qui si pecchi di nazionalismo. Neppure un rigore a Mexico City. E un uomo il Kaiser Franz a dirigere a centrocampo per i tedeschi con un braccio al collo.

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I sentieri di Cimbricus / Qatar 2022: Ite, Messi est

Lunedì 19 Dicembre 2022

 

messi 


Argentina campione del mondo senza percorso netto: prima partita persa con l’Arabia Saudita. Il Principe regnante è stato munifico e a ciascuno ha regalato una Rolls Royce che deve essere, per noi, come offrire un aperitivo. Ma la pulce ... 

Giorgio Cimbrico 

Ite, Messi est: se qualcuno ci crede, lassù qualcuno lo ama. Diego Armando Maradona è stato uguagliato da Lionel detto Leo, detto la pulga, la pulce perché quando era ragazzino non riusciva a crescere e a Barcellona riuscirono a dargli i centimetri necessari e vitali. Non era cresciuto molto anche neanche Diego Armando ma va bene così: i brevilinei hanno un controllo maggiore, una tecnica perfetta, idee sempre chiare. Kolo Muani, lungo lungo, ha avuto la palla che valeva tutto e l’ha sparata addosso a Martinez. Leo lo avrebbe scavalcato con un tocco leggero. 

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Fatti&Misfatti / Confusi, ma pur sempre alla tastiera

Lunedì 19 Dicembre 2022

 

sconcerti 


Non riusciamo davvero a prendere sul serio la settimana del basket eccitato dalle imprese di Banchero che viola la sacralità di Boston. Uno sport difeso dal dragon trainer Petrucci contro chi fa notare che la pallavolo vince e sa fare squadra.

Oscar Eleni

Nel deserto californiano di Anza Borrego per parlare con l’iguana sapiente, fingere di non vedere volpi fra i cactus, aquile dorate nel cielo della santa ipocrisia dirigenziale, parentale. Settimana di passione, lacrime, stupore fra troppe cene nostalgia, finti baci e perfide carezze senza voglia di regalare o farsi regalare qualcosa, inseguiti dal Furbin, mitico protagonista di tante belle storie che raccontava Beppe Viola, l’unico capace di applaudire le grandi imprese sportive, ma dopo averne scoperto il trucco. Tipo? Beh il salto favoloso di Beamon al Messico: “Bella forza, con la rincorsa”.

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