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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





Terza pagina / "Nel recinto sacro degli eletti"

Sabato 18 Giugno 2022

 

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(gfc) Chi sia stato nel giornalismo, per il ciclismo e non solo, l’Autore di questo articolo – apparso nella sua rubrica “La Bottega”, tenuta sulle colonne del Corriere dello Sport, il 23 Aprile 1999 – sarebbe oltremodo scorretto ricordarlo. Chi lo ignora, se ne faccia una ragione. Scritto in occasione della salita di Renato Di Rocco al soglio di Segretario Generale della Federazione di Atletica – tale era il significato della carica fino a non molto tempo addietro –, in seguito passato (ritornato) a significativi destini nel ciclismo nazionale e internazionale. In tempi recenti, il mancato successo della candidatura di Di Rocco alla presidenza del CONI porta il segno di quel cambiamento, auspicato e necessario, alla guida dello sport nazionale.

Sergio Neri

Tra qualche giorno un caro amico diventerà segretario nazionale della federazione di atletica leggera. E’ una notizia come un’altra salvo il nostro piacere che il caro amico, cresciuto nella federazione ciclistica, erede di una piccola dinastia che ha avuto in Magnani e poi in Pacciarelli i fondatori, raggiunga una posizione importante. Tutto qui. Ma la notizia rievoca un sentimento e propone un viaggio nella memoria. Una sorta di tuffo del cuore in uno sport che a dispetto di una spettacolarizzazione industriale cui oggi è sottoposto, resta una sorta di salotto buono di tutte le discipline sportive. E anche una colta palestra di tanti cronisti che in epoca passata hanno realizzato nel recinto sacro dell’atletica la propria formazione professionale.

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I sentieri di Cimbricus / Tradizioni e attualita' dei norvegesi

Sabato 18 Giugno 2022

jacob 

La piccola Norvegia ha il più forte centravanti del mondo e il solo mezzofondista che riesce a mettersi alle spalle gli africani. L’uno e l’altro sono nati nel 2000: Erling Haaland arriverà ai 22 anni il 21 luglio, Jakob Ingebrigtsen il 19 settembre. 

Giorgio Cimbrico 

Definito da un giornalista norvegese “forte come un toro, veloce come un cavallo, un killer”, Haaland ha convinto Pep Guardiola a rivedere le sue idee tattiche di calcio totale che non prevede l’utilizzo di un attaccante centrale e fisico. E il ricco Manchester City lo ha prelevato dal Borussia Dortmund per 80 milioni di euro. Curiosamente Haaland non si è mosso di molto dal luogo in cui ha visto la luce: è nato a Leeds dove il padre Alf giocava nello United. 

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Piste&Pedane / Consoliamoci con i vecchi e cari Europei

Sabato 18 Giugno 2022


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Stagione strana, questa post-olimpica dai cinque-ori-cinque: pensate cosa ne avrebbe scritto Brera o, a tempi più vicini, Cannavò o, casomai, come li avrebbe valorizzati Nebiolo. Intanto arrivano i Mondiali e noi speriamo negli … Europei.

Daniele Perboni

Con l’avvicinarsi dei grandi appuntamenti internazionali, in prima pagina l’iridata Eugene (Oregon) e in seconda la continentale Monaco di Baviera, sede dell’annuale e conosciutissima Oktoberfest, sale la febbre di chi vorrebbe e dovrebbe essere protagonista in entrambi gli eventi. Per i meno talentuosi o fortunati, l’obiettivo resta sempre e solo uno: Europei. Si scaldano i motori, qualcuno sta già rullando in pista, altri sono ancora alla ricerca di “pneumatici” decenti che non li abbandonino troppo prematuramente.

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I sentieri di Cimbricus / Quando Albione perse la verginita'

Mercoledì 15 Giugno 2022


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Dopo quel che è successo martedì sera (Inghilterra-Ungheria 0-4) sono andato a rivedere le immagini, in bianco e nero, di Inghilterra-Ungheria 3-6 del 25 novembre 1953. Il giorno che i “bianchi” cedettero la (quasi) secolare imbattibilità casalinga.

Giorgio Cimbrico

La chiamarono la partita del secolo perché la Football Association aveva compiuto 90 anni e perché l’Ungheria era la miglior squadra del mondo e, poco più di un anno prima, aveva vinto la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Helsinki: in finale, 2-0 alla Iugoslavia, gol di Puskas e di Czibor. Come diceva il vecchio Nicolò Carosio, “a Wembley i soliti 100.000”. In realtà quel giorno erano 105.000, la maggior parte in piedi, stipati come sardine. Una leggera nebbia fascia le azioni e crea un effetto sfumato. Trovo sia più affascinante dell’alta definizione. 

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Duribanchi / Qui non fallisce solo il referendum

Martedì 14 Giugno 2022

 

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“L’Italia è alle prese con una devastante crisi economica. Causata dalla guerra e dalla vocazione scellerata a fare debito pubblico. A spendere i soldi che il Paese non ha. A pensare che i fondi (forse) dell’Europa saranno la panacea. Non è così.”

Andrea Bosco

Pioggia di defezioni a Palermo. Ben 170 seggi si sono ritrovati privi di presidente. Peggio ancora per gli scrutatori. Certificati medici a pioggia sottoscritti da medici “comprensivi”. Nel paese del “me ne fotto” (l’altra parola non la scrivo perché odora di fez) tutto è consentito. “Minchiuzza avvelenata” sparava un mio compagno di liceo nativo di Agrigento. Pessima (ancora) figura da parte del ministro Lamorgese. Che pare abbia la stima del presidente Mattarella, che a Milano (come prefetto) non rammentano per la brillantezza dell’agire e che è “odiata” dal “capitano” leghista. Per via dei migranti, dei rom, degli abusivi e di altra umanità in “libera uscita”.

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