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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





Cinque cerchi / Povero Bach, gli e' scoppiata la guerra del doping

Sabato 3 Febbraio 2018

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di Gianfranco Colasante

Nulla sarà più come prima nella lotta al doping. Tutti contro tutti, WADA, CIO, TAS. Una decisione, quella del Tribunale Arbitrale di Losanna, che nell'annullare le squalifiche comminate dal CIO agli atleti russi di Sochi 2014 mette Thomas Bach in grande difficoltà, spingendolo nell'angolo dei reprobi (qui il documento conclusivo del TAS). Decisione, quella dei magistrati del Tribunale, che potrebbe avere ripercussioni impensabili. Per mesi la WADA e il CIO - tramite le commissioni McLaren e Oswald, basate sulle rivelazioni dell'ex-direttore del laboratorio anti-doping di Mosca, Grigory Rodchenkov, da tempo rifugiatosi negli Stati Uniti - ci hanno raccontato che in Russia esisteva un complotto di Stato per portare i propri atleti a dominare Sochi 2014. Vero o non vero, il teorema satanico che al vertice più alto poneva (senza dirlo) lo stesso Vladimir Putin, viene ora a cadere fragorosamente.

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I sentieri di Cimbricus / Se volete un commissario, allora ve ne do due

Venerdì 2 Febbraio 2018

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di Giorgio Cimbrico

Malagò ha ragione. “Con tutto il rispetto, io vado in Corea”. Giusto, è il presidente del CONI e deve andare ai Giochi ormai appesi al filo del primo orizzonte. Spiace che in Corea vada soltanto per una breve, simbolica parentesi, Roberto Fabbricini che, in ogni caso, è autorizzato a rivedere al rialzo le sue presenze olimpiche: sedici, non male. Ormai fermo a un modesto 7, gli auguro di uguagliare Federer e di portarsi entro il 2026 a quota 20. Ho detto “spiace” perché io, che non ho mai avuto la stoffa del politico e del diplomatico, non li avrei nemmeno commissariati rendendo sempre più pingue il loro record del mondo (l’annotazione statistica è di Malagò): li avrei abbandonati al loro destino, sulla loro zattera della Medusa dai tronchi sempre più allentati e gonfi d’acqua, li avrei lasciati intenti ai loro scontri, alla loro dialettica vuota, ai loro giochi di potere, alla loro incapacità di gestire, di capire.

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Fatti&Misfatti / Per Pianigiani una tisana al chorrizo nobile

Venerdì 2 Febbraio 2018

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di Oscar Eleni

Sulle torbide rive del fiume Spoon chiedendo all’avvocato Lee Master di farmi attraversare l’onda limacciosa abbracciato a Gianni Capitani che ci ha appena lasciato. Grazie a Gianfranco Colasante per averlo raccontato così bene. Anche provandoci non ci siamo riusciti. Era un amico di quelli che non dimenticherai mai, era un eccellente collega, era il genio della lampada per far diventare una trasferta, un viaggio, una gita, una corsa, un pranzo, qualcosa di speciale. Era bello camminare con lui anche se nella sua ironica visione della vita gli smaniosi come noi gli stavano sulle scarpe sempre lucidate così bene. Nei boschi tedeschi, seguendo il serpentone che voleva liberarsi dei suoi peccati di gola, abbiamo brindato all’alba, sapendo che eravamo al tramonto. Gli abbiamo voluto bene. Dai tempi della Gazzetta ai viaggi seguendo i sogni nebioliani. Dalla scoperta di Piperno e i suoi carciofi alle notti che non erano tanto magiche seguendo uno sport che ci stava soffocando.

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Giornalismo / In memoria di un amico che manchera' a molti

Giovedì 1° Febbraio 2018

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di Gianfranco Colasante

Nella notte del 30 gennaio si è spento a Roma Gianni Capitani. Aveva 78 anni. Da tempo era uscito, in discreto silenzio, dalla scena fin troppo affollata del giornalismo chiassoso e becero dei giorni nostri. Aggiungerei, se non temessi di apparire riduttivo, profondamente incolto. Gianni, così compassato, con quella vena di sorridente ironia che lo contraddistingueva nel lavoro e nei rapporti tra colleghi, lo aveva inteso da tempo. Ci eravamo incontrati per l'ultima volta qualche anno fa, in occasione di una piccola "rimpatriata" per ricordare Roma '87. Poi, come capita, c'eravamo persi di vista. Qualche volta attingevo notizie da amici comuni, e non sempre erano confortanti. Ora Gianni ci ha lasciato per sempre. Ma tutti coloro che l'hanno conosciuto avranno molto da ricordare.

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I sentieri di Cimbricus / Il "principe" Augusto al confronto del tempo

Giovedì 1° Febbraio 2018

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di Giorgio Cimbrico

“Frasca è un principe”, diceva Primo Nebiolo tentando di insinuare un rivolo maligno e finendo soltanto per tracciare, quanto a stile, una non sottile linea di confine tra sé e chi per un ventennio ebbe in mano e in pugno le redini di quella che oggi si chiama comunicazione e che a quel tempo era una fitta rete di rapporti diretti, stretti, a volte affettuosi. Non è facile raccontare un amico e, nel caso di Augusto, qualcosa di più: una presenza costante negli ultimi 47 anni, un mentore, un pigmalione a cui debbo riconoscenza, stima e un amore da fratello minore, forse da figlio adottato. Di sicuro è stata la persona che ha tolto me, e non solo me, dal destino di un’esistenza che poteva essere mediocre per la sua capacità di individuare le capacità, di separare, come nella parabola evangelica, il grano dal loglio. E’ l’elemento che distingue il superficiale, o colui che si fa abbagliare da false luci, da chi possiede capacità di analisi, di giudizio.

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