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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





CONI / Elezioni in nome della continuita

Martedì 18 settembre 2012

All’indomani dei Giochi di Londra, il CONI ha annunciato la data delle prossime elezioni. Dopo un quindicennio di presidenza da parte di Giovanni Petrucci – attuale sindaco di San Felice Circeo – il nuovo presidente verrà eletto il 19 febbraio. A scanso di equivoci, qualche settimana prima delle elezioni politiche. Ma questo è solo un caso. Una scelta arrivata dopo un balletto di date durato mesi: si ricorderà che lo stesso Petrucci aveva, in un primo tempo, aveva proposto che la data fosse spostata al settembre 2013, dopo l’assegnazione dei Giochi 2020 cui concorreva la nostra Capitale, dal momento che lui era vice-presidente del Comitato Promotore. Poi, dopo il mai troppo lodato “niet” di Mario Monti, si è assistito a un vero balletto sul calendario. Ora la data è inconfutabilmente fissata al 19 febbraio 2013 (anche se ripensamenti non si possono mai escludere). E’ la prima volta che questo accade: in precedenza, almeno dal primo dopoguerra, le elezioni si sono sempre tenute a primavera inoltrata.

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Atletica / 1962: quel record mondiale di Tito Morale

 

Venerdì 14 settembre 2012

Giusto in questo giorno, cinquant’anni fa. Belgrado, settima edizione dei Campionati Europei, quando la televisione era in bianco e nero e i risultati si conoscevano il giorno dopo. Il ventiquattrenne Salvatore Morale, “Tito” per gli amici, s’era presentato come il favorito d’obbligo dei 400 metri con ostacoli. Dopo aver passeggiato in batteria (51”4), aveva saggiato le possibilità in semifinale spingendo per tre/quarti prima di rallentare e terminare sullo slancio. Il risultato cronometrico, 50”0, lasciò esterrefatti tecnici ed avversari, soprattutto per la facilità con la quale era stato ottenuto. La finale, che prese il via alle 19,50 del 14 settembre con una temperatura piuttosto fresca, non tradì le attese. L’italiano ebbe in sorte la quarta corsia, il tedesco Helmut Janz (che aveva vinto l’altra semifinale in 51”1) era in seconda. Al via, come d’abitudine, l’azzurro partì molto veloce, con grande fluidità, impegnato solo contro il tempo e mantenendo sempre gli abituali 15 passi tra le barriere. Al traguardo arrivò in 49”2 eguagliando il primato mondiale dell’americano Glenn Davis, dopo aver coperto in 23”9 la prima metà della corsa. Secondo giunse il giovane tedesco Jörg Neumann, nel nuovo “personale” (50”3), terzo il regolare Janz (50”5).



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Paralimpiadi / Il successo di Londra apre nuove strade

Martedì 11 settembre 2012

zanardiPer sintetizzare il successo dei XIV Giochi Paralimpici si possono prendere a prestito le parole di chiusura di sir Sebastian Coe, deus ex-machina di tutta la celebrazione olimpica londinese. “D’ora in poi guarderemo alla disabilità in modo diverso”. Anche il premier Cameron, alla cerimonia di chiusura, presenti 80.000 spettatori, ha voluto dire la sua: “E’ stata un’estate magica”. Tutto bene. Ma proprio a Londra si è capito che sul movimento sportivo paralimpico (e sui suoi responsabili, a cominciare dal nostro Luca Pancalli che presiede, per ora, il CIP) gravi ora la responsabilità di continuare a rendere “normale” quanto fino ad oggi è stato guardato – pur nel rispetto delle diverse sensibilità di ognuno – come un “mondo a parte”. Ecco, da questo punto di vista, i Giochi – con il loro straordinario risalto mediatico (con solo televisivo) e l’incredibile afflusso di pubblico (superiore, nell’atletica, anche ai giorni di Bolt e compagni) – hanno segnato un punto di non ritorno. Pur se molti restano i nodi da sciogliere.

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Londra 2012 / Considerazioni post-olimpiche e non solo

Sabato 8 settembre 2012
 
LUCIANO BARRA



londra-5Scuserete per il lungo silenzio ma purtroppo i Giochi di Londra sono stati bellissimi ma anche molto faticosi, tanto più per uno come me che cammina poco. Ho comunque l’obbligo di alcuni commenti conclusivi. Il caldo e la necessità di un riposo lo avevano ritardato. Fare un commento sul successo dei Giochi mi pare inutile. Lo avete visto tutti e le immagini di Sky e della RAI lo hanno esaltato. Purtroppo finite le Paraolimpiadi tutto sarà dimenticato e ci toccherà sorbire le nefandezze quotidiane del nostro sport più popolare. Le mie valutazioni tengono conto di tutto quanto ho letto sulla stampa specializzata Internazionale e su quella Italiana. Le settimane passate fanno si che siano più distaccate e più riflessive. Comincio dall’Italia che più vi interessa, ma non va trascurata la parte Internazionale perché cito alcuni esempi che meritano riflessioni sul futuro.


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Olimpia / La grande mostra di Berlino

Mercoledì 5 settembre 2012

mirone ”Il Mito di Olimpia – Culto e Giochi”: con questo nome si è aperta a Berlino (Martin-Gropius-Bau in Potsdamer Platz) lo scorso 31 agosto, per chiudersi il 7 gennaio 2013, la più grande mostra dedicata ad Olimpia e al suo santuario, al culto del luogo e alle competizioni nel cui spirito – almeno in parte – si celebrano i Giochi moderni. La mostra – di livello pari, se non superiore, a quella allestita ad Atene nel 2004 – conta su 500 oggetti e reperti provenienti dalla Grecia e da importanti musei europei, dal Vaticano al Louvre, oltre che dai maggiori musei tedeschi. Il percorso espositivo si articola su tre direttrici: a) il santuario e i reperti trovati negli anni degli scavi più importanti (1875-76); b) la rappresentazione degli antichi Giochi di Olimpia; c) la documentazione sulla storia degli scavi.

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