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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore

Piste&Pedane / Non dire gatto, se non ce l'hai nel sacco

Mercoledì 8 Maggio 2024

 

medaglie_earoma2024 


L’anno del doppio impegno, Europei (ma perché quella data?) e subito dopo Olimpiadi, è partito con una pioggia di nuovi limiti nazionali. Senza voler dimenticare il quasi en-plein delle staffette. Eppure c’è qualcosa che pare non tornare.

Daniele Perboni

Tamburi e grancassa, allo Stadio Olimpico di Roma, mancavano soltanto le cornamuse, per celebrare il ritorno dei Campionati Europei a Roma, cinquant’anni dopo quelli del 1974. Fra un mese su questa stessa (rinnovata) pista inizieranno le danze. Stando alle voce dei massimi dirigenti e tecnici in capo al movimento atletico azzurro si stimano una “carrettata” di medaglie. Un bottino fors’anche superiore a quello storico di Spalato 1990 (12).

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Osservatorio / Stadio dei Marmi, la vita comincia a novant'anni

Mercoledì 8 Maggio 2024

 

foro mussolini 


La riunione atletica del prossimo 18 Maggio, improntata sulle gare di velocità e trasmessa da SKY, sarà l’occasione per ridare la giusta visibilità ad uno dei più begli stadi del mondo. Visibilità sportiva, certo, ma perchè no, storica e culturale.

Luciano Barra

A poco più di 90 anni dalla sua inaugurazione il prossimo 18 Maggio lo Stadio dei Marmi vedrà di nuovo l’atletica al centro delle sue attività. La sua storia è molto lunga e meriterebbe di essere percorsa tutta. Solo per quanto riguarda l’atletica dopo l’Arena di Milano ed il Comunale di Bologna è il terzo stadio di atletica più longevo.

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Duribanchi / Il lato oscuro del surrealismo

Martedì 7 Maggio 2024

 
statua

Sempre più spesso, dalle nostre parti, il surreale sbeffeggia il reale. Capita in ogni dove, dalle università alla comunicazione. E con una protervia che meriterebbe qualche riflessione. Se non avesse anche risvolti tragicamente comici.

Andrea Bosco

Cose surreali. Per dirla con Andrè Breton che firmò il “Manifesto del surrealismo”, “un pensiero, in assenza di ogni controllo esercitato dalla ragione, al di fuori d’ogni preoccupazione estetica e morale”. Con queste basi Magritte, Dalì, (lo stesso Picasso), hanno regalato al mondo incomparabili capolavori. Ma questa è la parte “nobile“ del surrealismo. Quella maleodorante va in scena ogni giorno: su qualsiasi palcoscenico.

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Fatti&Misfatti / Spazio alla ginnastica dei sentimenti

Lunedì 6 Maggio 2024

Europei di Ginnastica Artistica, doppietta Italia: Esposito oro e D’Amato argento 

Per dimenticare le curve vuote di stadi dove il calcio si barrica vedendo (o facendo finta di vedere) politici e invasati, l’ambrosia giusta per non deprimersi vedendo la fine televisiva di trasmissioni che ci rendevano felici.


Oscar Eleni

Ispirato da Lorenz, felice di stare nella giungla indonesiana per poter intervistare Rakus, l’orango ferito che per cinque giorni si è curato da solo con le erbe e non vuole farci sapere se ce ne sono di utili se, ad esempio, diventi pazzo con il fuoco di un santo. Con lui, però, si sta bene e si può capire meglio l’armonia del mondo che sembra sorridere anche se c’è chi gioca con le bombe e parla di guerra senza vergognarsi perché diventa più ricco, fingendosi più giusto.

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I sentieri di Cimbricus / Il piede posato su un pianeta proibito

Lunedì 6 Maggio 2024

Sir Roger Bannister produced one of the greatest moments in British sporting history in 1954 - Getty Images/Norman Potter 

Cade oggi l’anniversario di una delle più luminose pagine dell’atletica che fu, quella che non barattava una medaglia olimpica per 50.000 dollari. Ma che valeva molto di più. Quel giorno, uno studente in medicina …

Giorgio Cimbrico

Il 6 maggio di settant’anni fa, a Oxford, Roger Bannister corse il miglio in 3’59”4. Sotto i 4’, per lasciarsi alle spalle 1609 metri, non era mai andato nessuno. Nella storia dell’atletica c’è chi ha infranto altri muri imponenti, chi ha retto lo scettro per anni senza fine, chi ha fatto collezione di medaglie olimpiche. Bannister no. Un titolo del Commonwealth, uno europeo e quel record che durò il soffio breve di 46 giorni. E allora, perché? Perché fu “il dottor Bannister, suppongo”, l’esploratore.  

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