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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





Caso Schwazer / Quando il doping chiede lo sconto

Sabato 11 Luglio 2015

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di SANDRO AQUARI

Leggendo la rassegna stampa che riguardava la notizia del "no” allo sconto ad Alex Schwazer, da parte della Procura Antidoping del CONI, si evince, in generale, una certa delusione da parte dell’informazione (anche se gli spazi dedicati alla notizia sono stati spesso minimi): si parla, insomma, di “sogno infranto”. Ora ognuno può esprimere legittimamente la propria opinione, ma i fatti vanno rispettati. Leggo ad esempio sul Corriere dello Sport, un giornale che attraverso bravi giornalisti come Vanni Loriga, Sergio Rizzo, Franco Fava, è stato sempre in prima linea contro il doping, un articolo “dolente” di Leandro De Sanctis. Va ricordato che a fine maggio De Sanctis ha concesso – a mio parere con un’operazione giornalisticamente discutibile – un intero paginone del Corriere dello Sport a Sandro Donati per contrastare la tesi difensiva del dottor Fiorella, convocato dalla Procura Antidoping per rispondere delle accuse di Schwazer, contenute nel suo ultimo memoriale, dove, dopo due anni di riflessione, illustrava le sue “verità”. Accusava in primis Fiorella, in parte il dottor Fischetto, ma anche tutto l’entourage del suo Gruppo Sportivo dei Carabinieri: “Tutti sapevano della mia frequentazione con Ferrari, ma non mi hanno fermato (!)”.

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Roma 2024 / "Se Atene piange, Roma non ride, ..."

Venerdì 10 Luglio 2015

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di LUCIANO BARRA (con Lorenzo Sani)

Al liceo abbiamo tutti studiato la guerra del Peloponneso, quando Sparta sconfisse Atene, anche se ne uscì malconcia. In queste ultime settimane Atene, e la Grecia, sono state nell'occhio del ciclone e su tutti i giornali per le note vicende. Lorenzo Sani - valente giornalista bolognese - dopo essere andato ad Atene e aver letto, prima del suo viaggio durato una settimana - di un paese paralizzato, allo sfascio totale, con grandi tensioni sociali e militarizzato, ha trovato giusto cercare di ristabilire i contorni della realtà scrivendo questo diventente, ma vero, reportage.

CHIEDO ASILO.

Sono rientrato alla base dalla Grecia. Ho lasciato Atene con un pizzico di rimpianto. Sono state giornate straordinarie. Piene di vita, di storie, di colori. Approfitto della gratuità dei trasporti per raggiungere in metro l'aeroporto Eleftherios Venizelos, una quarantina di chilometri ad Est rispetto a Syntagma. La metropolitana è bellissima. Treni nuovi, automatizzati, puntualissimi, la maggior parte con una donna alla guida. Pannelli multilingue ovunque, aria condizionata, segnalazioni intuitive, personale che parla inglese, almeno quello di sopravvivenza, sempre pronto ad aiutarti. In alcune stazioni sono in mostra squarci di antichità venuti alla luce durante i lavori.

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Roma 2024 / La riunione del C.N. e il Business Plan (che manca)

Giovedì 2 Luglio 2015

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(gfc) Oggi, nel primo pomeriggio, i membri del C.N. del CONI – convocati all’Expo – apporranno il placet alla candidatura di Roma ad ospitare i Giochi 2024. Una sorta di ratifica della mozione approvata dal Comune di Roma lo scorso 25 giugno: una mozione, varata con 38 voti a favore, 6 astensioni e 4 assenti, frutto di un complesso raccordo tra maggioranza e opposizione. Difficile prevedere che il C.N. sollevi oggi qualche discussione sul tema. Perché, questo è un dato, il CONI di Giovanni Malagò e il Comitato Promotore presieduto da Luca Cordero di Montezemolo vanno avanti come treni, convinti (almeno si crede) della produttività economica dell’idea. Malgrado tutto: la situazione catatonica della città, le difficoltà del sindaco Ignazio Marino e della sua giunta, sempre più a termine, l’incombere di Mafia Capitale e. soprattutto, le drammatiche condizioni di cassa del Campidoglio e del Paese, per cui il governo Renzi si appresta a varare una nuova manovra fiscale da 20 miliardi. E, a proposito di Renzi, non si può evitare di notare che da tempo il premier – sempre prodigo di twitter e selfie - si è defilato sull’argomento Olimpiadi.

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CIO / Ad Eurosport tutti i diritti TV dal 2018 al 2024

Martedì 30 Giugno 2015

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Un altro colpo inferto dal CIO alla credibilità dell'organizzazione internazionale dello sport. Può essere anche questa la chiave di lettura del comunicato-stampa col quale, ieri, il Comitato Olimpico Internazionale guidato da Thomas Bach ha annunciato d'aver sottoscritto un accordo con Discovery Communications, da un anno circa proprietario dell'emittente Eurosport, per la cessione in Europa dei diritti TV delle prossime quattro edizioni olimpiche, tra invernali ed estive, tra il 2018 e il 2024. Risultato più evidente dell'accordo è il rafforzamento della piattaforma Eurosport (e dei suoi 10 canali) come emittente degli eventi olimpici per una platea di spettatori non inferiore a 700 milioni di europei, come ha tenuto a ricordare il CEO di Discovery, David Zaslav ("Eurosport si conferma oggi leader assoluto nello sport"), il quale con slancio lirico ha affermato che ora "la fiamma olimpica potrà ardere tutto l'anno".

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Focus / Il calcio che affonda si aggrappa al "biscotto"

Venerdì 26 Giugno 2015

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Come già accaduto per Londra 2012 (quando fu eliminato dalla ... Bielorussia), il calcio italiano resta fuori dai Giochi. A ben vedere, specie dopo la bella vittoria sulla favorita Inghilterra (3-1), non l'avrebbe meritato. Ma la squadra ricostruita da Gigi Di Biagio ha compromesso tutto nelle prime due partite, contro Svezia (1-2) e Portogallo (0-0). I "passi" per Rio 2016, quattro posti, li staccava il Campionato Europeo U-21 in svolgimento nella Repubblica Ceca. Essere così fuori dalle semifinaliste è una condanna per tutto il sistema che da tempo ha abiurato alla cura dei vivai per immolarsi sui banchi di un "mercato" dai contorni opachi e discutibili. Nè vale ricordare che l'eliminazione dell'Under 21 segue le analoghe bocciature della Under 19 e della Under 17, mentre nell'anno si aspetta ancora una vittoria della Nazionale maggiore. Ma quello che più interessa sottolineare è la reazione dei giornali e delle televisioni che, di fronte al pareggio tra svedesi e lusitani (1-1), risultato che ci rimandava a casa, hanno richiamato - senza pudore alcuno - il solito "biscotto". Cioè quell'accordo malandrino che viene sempre evocato per giustificare le nostre sconfitte.

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