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Gabre Gabric

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Storie d'atletica, ... Persone/Fatti

I 100 anni (forse) della signora Gabre …




gabric


Oggi – 14 ottobre ’14 – Ljubica Gabre Gabrič, nobildonna dell’atletica italiana, compie 100 anni. O, almeno, così dovrebbe essere. E in questo ci confortano le ricerche fatte da suo genero Eddy Ottoz, spintosi fino agli archivi di Ellis Island, il centro dell’emigrazione europea verso gli Stati Uniti. (Anch’io ho scavato a lungo i registri dell’isola, sulle tracce sbiadite dell’emigrazione di casa mia, prima di pubblicare il libro più emozionante che mi è capitato di scrivere, quello sulla mia “Grande Famiglia”, oggi radicata in tre continenti). Eddy ha così scoperto negli archivi americani che la piccola Liubizza Gabrich, di nove anni di età, dopo la morte della madre, accompagnata dal padre Martin sbarcò a New York – partendo da Trieste sul piroscafo “President Wilson” –, diretta a Chicago presso uno zio. Era il 23 novembre 1923.

Quindi, c’è la conferma del 1914 come data di nascita e del centenario di oggi. (Per chi volesse approfondire, l’intera storia si può leggere sul sofisticato blog di Eddy, “appropó”, alla data del 17 ottobre 2003, …). Sempre Eddy – autorevole voce di famiglia, of course – dice però che la signora Gabre (mi piace osservare la dovuta deferenza) sostiene, o sosteneva, d’essere nata nel 1917. Non ci sono documenti originali. Intendiamoci, è plausibile se si considerano le fasi storiche, con rivoluzioni e guerre che hanno interessato e rovesciato i Balcani. Perché la signora Gabre viene proprio da quelle zone, nata com’è a Imotski, un piccolo centro a occidente di Mostar, la località celebre per il ponte ottomano distrutto nel 2003 dall’esercito croato. Oggi Imotski si trova nel territorio della Bosnia Erzegovina. (Solo come cronaca, ricordo che una pubblicazione dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia del 1998, con qualche abbreviazione, la segnala come “zaratina nata a Chicago”, …).

Posso però aggiungere qualcosa di prima mano a questa vicenda. Molti anni fa, m’ero imbattuto in uno scaffale a scomparti – conservato nella biblioteca sportiva dell’Acquacetosa (oggi scomparso, intendo lo scaffale) – con le schede anagrafiche degli atleti d’anteguerra decorati al Valore Atletico. C’erano molti dettagli, compreso il rigo per indicare la “razza”, rigorosamente “ariana” per tutti. Per la signora Gabre era scritto (e così l’avevo appuntato assieme ad altri 123 nominativi) ch’era nata, da “padre italiano e madre rumena a Jmotsky in Romania (?), il 14 ottobre 1917” [sic!]. Non una conferma, solo un appunto, se pure lo si vuole considerare.

La storia sportiva della signora Gabre – poi moglie di Alessandro Calvesi, maestro di ostacoli – è ben nota a tutti voi, superfluo ricordarla. Rientrata in Italia intorno ai 17 anni, dopo alcuni tentativi in altri lidi, accostatasi all’atletica nel ’36 con la “Ginnastica Zara”, portava il record del disco dai 37.65 di quell’anno ai 43.35 dell’ottobre 1941, quando fu quarta al mondo. Ai Giochi di Berlino ’36 otteneva il decimo posto (ancora a Londra ’48 sarà diciassettesima). Come concludere? Ovviamente, con gli auguri di tutti noi alla first lady della nostra atletica. (gfc).


14 Ott 2014

 

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