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Guerra

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Learco Guerra [1902-1963]

Ciclismo



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(gfc)
La potenza che era in grado di sprigionare in corsa, la combattività che lo contraddistingueva, in perfetta aderenza con il suo cognome, lo ha consegnato alla storia del ciclismo come la “Locomotiva umana”. Divenne campione del mondo nel 1931 e vinse il suo unico Giro d’Italia nel 1934. A quel tempo, nel pieno della maturità atletica, forte e determinato, solido e robusto, generoso in corsa e fuori, fu capace di affrontare con estrema determinazione ogni asperità della vita e delle corse. In gara indossava sempre vistosi occhiali da motociclista che, una volta tolti all’arrivo, gli lasciavano sul viso impastato di sudore e di polvere due larghe occhiaie chiare. Bruno, atticciato, poderoso, col largo sorriso che all’arrivo stemperava la grinta e l’aggressività della gara, divenne in pochi anni una figura leggendaria, amata dai tifosi e temuta dagli avversari.

Arrivò alle corse in ritardo. Nato il 14 ottobre 1902 nella bassa mantovana, si dedicò definitivamente al ciclismo solo nel 1928, prima tra i dilettanti e poi tra gli indipendenti. Al professionismo approdò infine a 27 anni vincendo, all’esordio, il titolo italiano di mezzofondo: era il 16 giugno del 1929. L’anno seguente, sotto le cure di Girardengo, prese parte da isolato al Tour de France del 1930 classificandosi inaspettatamente al secondo posto.

Guerra possedeva un registro di corsa molto ampio, forte sul passo, quanto in velocità o contro il cronometro. Venne rapidamente anteposto dal grosso pubblico ad Alfredo Binda, il “campionissimo” che fino ad allora era stato il dominatore del ciclismo italiano. I due erano coetanei anche se nel 1925 Binda aveva già vinto il Giro, mentre Guerra ignorava ancora il fascino delle corse in bicicletta.

La definitiva consacrazione la ricevette nell’agosto del 1931 quando, sul circuito di Copenaghen, vinse il titolo mondiale su strada che quell’anno, per la prima ed ultima volta, veniva assegnato da una prova a cronometro, specialità nella quale poteva esprimere al meglio le doti di passista e di velocista. Concluse i 172 chilometri del percorso alla media di 35,136 chilometri, un responso cronometrico di tutto rispetto per quei tempi, lasciando il secondo a 4’37” di distacco. In chiusura di stagione rivinse il titolo italiano già riportato l’anno prima: in seguito conquistò la maglia tricolore anche nel triennio 1932-34, stabilendo un record mai più superato.

A proposito di prima volta, resta il primo ad aver indossato la maglia rosa, istituita dalla Gazzetta nel 1931, con la vittoria nella tappa inaugurale che da Milano portava proprio a Mantova. Così come è stato ancora lui a vincere, alla media di quasi 40 chilometri orari, la prima tappa a cronometro nella storia del Giro, una Bologna-Ferrara. Nelle grandi corse a tappe non ebbe mai molta fortuna. Nel 1933 subì un grave infortunio nella sesta tappa del Giro, quando nella volata sulla malandata pista di Villa Glori la sua ruota incrociò quella di Binda e Piemontesi, che lo seguiva da presso, gli rovinò addosso mandandolo all’Ospedale San Giovanni. Ma dopo qualche settimana era già in grado di allinearsi alla partenza del Tour dove si classificò ancora secondo, benché avesse vinto cinque tappe.

Nel 1936, nei pressi di Forlì, un puledro che trainava un carretto si imbizzarrì rovinando sul gruppo dei corridori: Guerra ne ebbe un braccio rotto. Il suo solo Giro d’Italia se lo aggiudicò nel 1934 dominandolo sin dall’inizio alla media oraria di 30,548: delle diciassette tappe dei complessivi 3713 chilometri del percorso ne vinse dieci. Un trionfo che non riuscì a godere a pieno. Proprio mentre percorreva in maglia rosa la pista dell’Arena l’altoparlante annunciò che a Roma una rete di Schiavio aveva dato agli azzurri di Pozzo il titolo mondiale. E il giorno dopo le due grandi affermazioni si divisero equamente le prime pagine dei giornali e l’entusiasmo dei tifosi.

Guerra disputò il suo ultimo Giro nel 1935. In quella corsa figurava anche Girardengo che chiuse con un ritiro la sua carriera e il giovane Giuseppe Olmo che ne avrebbe raccolto l’eredità stabilendo di lì a poco il record mondiale dell’Ora (superando di 90 metri i 45 chilometri, barriera contro la quale si erano infranti gli sforzi di generazioni di campioni). Alle loro spalle s’affacciava intanto un taciturno toscano di vent’anni, Gino Bartali, che s’era imposto nel Giro del ‘36. Guerra continuò a correre fino ai quarant’anni: nel 1942 fece ancora in tempo a vincere un titolo italiano tra gli stayer. L’ultima perla. Pescando tra le sue 83 vittorie le più importanti restano una Milano-Sanremo nel 1934; quattro Giri della Campania collezionati tra il 1929 e il ‘35; un Giro della Toscana nel 1932; un Giro del Piemonte nel 1934; due Milano-Modena nel biennio 1934-35.

Sceso finalmente dalla bicicletta, divenne direttore sportivo degli svizzeri Clerici e Koblet e del lussemburghese Gault che guidò alla vittoria in un Giro d’Italia. In precedenza, nel primo dopoguerra, era stato anche C.T. azzurro dei professionisti su strada. Per qualche tempo suo figlio Gino tentò di seguirne le orme, scegliendo però la pista (fu anche alle Olimpiadi del 1952), ma lasciando presto le due ruote per completare gli studi di medicina.

Il morbo di Parkinson fermò per sempre la “locomotiva umana” che chiuse gli occhi il 7 febbraio del 1963.


Le grandi gare di Learco Guerra

● Campionato del Mondo

1930: 1. Alfredo Binda; 2. L. Guerra s.t.
1931: 1. Learco Guerra (il secondo a 4’37”).
1932: 1. Alfredo Binda; … 3. L. Guerra a 5’39”.
1934: 1. Kaerek Kaers (Bel); 2. L. Guerra s.t.
1935: 1. Jean Aerts (Bel) ; … rit. L. Guerra.

● Tour de France
[due sole partecipazioni con 8 tappe vinte]
1930: 1. André Leducq (Fra); 2. L. Guerra a 14’19”.
1933: 1. George Speicher (Fra); 2. L. Guerra a 4’01”.

● Giro d’Italia
[tra il 1930 e il 1937 ha vinto 31 tappe]
1930: 1. Luigi Marchisio; … 9. L. Guerra.
1931: 1. Francesco Camusso; … L. Guerra rit. nella 6ª tappa (Napoli-Roma).
1932: 1. Antonio Pesenti; … 4. L. Guerra a 16’34”.
1933: 1. Alfredo Binda; … L. Guerra rit. nella 6ª tappa (Grosseto-Roma).
1934: 1. Learco Guerra (il secondo a 51”)
1935: 1. Vasco Bergamashi; … 4. L. Guerra a 7’22”.
1936: 1. Gino Bartali; … L. Guerra rit. nella 14ª tappa (Cesenatico-Ferrara).
1937: 1. Gino Bartali; … L. Guerra rit. 11ª tappa (Roma-Napoli).

(revisione: 11 Febbraio 2015)
 

 

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