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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Piste&Pedane / Un D.T. perennemente insoddisfatto

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Giovedì 27 Giugno 2019

 

sottile 2 

 

La "corrente di positività" che percorre l'atletica azzurra, le sue cause, le sue prospettive, i suoi limiti, nelle parole di Antonio La Torre, motivatore del movimento ed eterno insoddisfatto. Atteggiamento da condividere.


Daniele Perboni

Totalmente indifferenti all’assegnazione olimpica, sopportando stoicamente la calura che ha investito come una carica di cavalleria la pianura tutta, non ci resta che rifugiarci nella nostra piccola e seguita (così ci rassicura il direttore) rubrica settimanale. Da qualche parte abbiamo letto che non tutto il movimento nostrano è da buttare. Vero, verissimo. Buone cose stanno emergendo, freschi talenti sbocciano, altri si riconfermano su buoni livelli. Insomma, siamo percorsi da una «Corrente di positività». Parole del Direttore Tecnico Antonio La Torre. È al vecchio amico che ogni tanto facciamo ricorso per tastare il polso dell’atletica italiana, e il “lombardo con radici pugliesi”, smorza all’istante certi toni trionfalistici.

«Stiamo calmi – sbotta quando buttiamo sul tappeto l’espressione buona salute – I risultati non sono mai automatici, la stagione è lunga e si può prestare a diverse letture. Non ho nessuna intenzione di passare per quello che vuole essere prudente a tutti i costi, e vede il bicchiere sempre mezzo vuoto. È vero, però, che stiamo cercando di “scuotere” il movimento e alcuni dati confermano che ci stiamo riuscendo. Attenzione: le gare, quelle vere, devono ancora arrivare. Altri hanno impostato una preparazione diversa. Prendiamo Yokohama, per esempio. Oltre alla nostra bravura ci si è messa anche la fortuna. Guardiamo la 4x100 donne: ci siamo qualificati, ma se avessimo dovuto cercare la promozione in questi giorni sarebbe stata dura con alcune atlete di punta infortunate».

Par di capire che il D.T. non ha nessuna intenzione di alimentare i sogni di chi ci vede fuori dalle secche in cui si era impantanata l’atletica italiana. Stiamo recuperando diversi atleti che sembravano persi, ma ancora non si capacita, per esempio, di come il nostro mezzofondo veloce non abbia uomini in grado di coprire il doppio giro di pista in meno di un minuto e 46 secondi.

«Non riesco a far cambiare mentalità a chi di dovere e me ne assumo tutte le responsabilità. Certo, un vero fenomeno come Marta Zenoni sta ritornando alla grande ma ci vuole calma, molta calma. Però come abbiamo fatto a perdere altri campioni?». E qui par di capire che si riferisca a Federica Del Buono, finalista nei 1500 agli Europei di Zurigo 2014 e bronzo, sempre sul miglio metrico, agli Euroindoor di Praga 2015. Altra novità su cui puntare gli occhi è l’altista Stefano Sottile (2.30 a Rieti l’8 giugno e lasciapassare per i Mondiali di Doha). (foto Colombo/Fidal).

«Più che il 2.30, mi ha fatto piacere ritrovarlo a 2.25 qualche giorno dopo (Essen, Germania, 20/6). Vuol dire che si può “stabilizzare” tranquillamente a 2.28. Naturalmente vedo benissimo la giovane Larissa (Iapichino). Oltre allo strabiliante 6.64 è arrivata seconda nei 100 ostacoli affrontando la prima barriera con la gamba sbagliata. Il suo 13”55 (vittoria di Veronica Besana con 13”49) vale un tempo attorno ai 13”10. Ma non corriamo troppo per carità. Lasciamola in pace, ... E come non dimenticare la Bogliolo? Bene, come non dobbiamo fasciarci la testa per i risultati di Alessia Trost e Gimbo Tamberi. Ritorneranno credetemi».

Sull’altro versante invita alla calma quando affrontiamo l’argomento Davide Re, sollecitandoci a gettare uno sguardo alle liste mondiali dei 400. Seguiamo il consiglio e così scopriamo che il fresco 45”01 (primato italiano) che tanto ha rallegrato è “solo” il trecentododicesimo crono di tutti i tempi.

Un obbligo accennare a Filippo Tortu: «È un simbolo. Stop. Ci mette la faccia, non cerca gare di comodo, corre contro quelli veramente forti. Diciamo che sta affrontando un master di specializzazione».

Fra tanti nomi e specialità, ci accorgiamo di un grande assente: Eseosa Desalu. Dopo il “più 21” nei 200 di Savona il 29 maggio, il ragazzo si è eclissato. Sparito dai radar. «Dopo Savona ci siamo chiusi in una stanza il sottoscritto, il suo giovane allenatore e Filippo Di Mulo (responsabile della velocità). Abbiamo stilato un programma di “rinascita” e vedrete che fra pochi giorni ritornerà su tempi più che decenti. Anche per lui chiedo fiducia».

Par di capire, dunque, che si può sorridere nonostante tutto. Vero niente. L’Antonio ci congeda con queste parole: «Potete scrivere che avete trovato un Direttore Tecnico perennemente insoddisfatto. Ora non ci resta che metter giù la testa e lavorare».


Tutti i dati sulla stagione italiana nella rubrica TOP TEN.

 

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