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Italian Graffiti / Riforme: Federcalcio batte CONI 3 a 0

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Sabato 28 Luglio 2018

fabbricini-18 2


Foro Italico tra l'incudine del Calcio e il martello del Governo. Non vorremmo che a rimetterci sia lo sport olimpico.

 

di Gianfranco Colasante


Malgrado il giubilo ufficiale ("missione compiuta" avevano commentato dal Foro Italico) sugli esiti del doppio commissariamento di Lega Calcio e FIGC, le cose stanno andando in tutt'altra direzione. Ferma la nomina in Lega di Gaetano Miccichè, consigliere di Urbano Cairo in RCS (il tempo dirà se è stata l'indicazione più opportuna affidarsi ai banchieri), le cose si vanno complicando in via Allegri. Dove i desiderata di Malagò stanno mettendo in difficoltà più che in imbarazzo il commissario Roberto Fabbricini che, a quanto si dice, non vedrebbe l'ora di andarsene. Tanto più - ma pare che i solerti commentatori l'abbiano dimenticato - fino a nuovo ordine del ministro dell'economia Tria, resta soprattutto presidente di CONI-Servizi. Ed aver esposto il suo dirigente più autorevole a una serie di sgradevoli stop, non torna proprio a credito di Malagò.


I segnali in questa direzione non mancano. Non so chi ha stabilito il crono-programma del commissariamento in Federcalcio e con quali obiettivi, ma peggio di così non potrebbe andare. Registrata la novità del compattamento delle diverse componenti federali che ora pretendono - a buon ragione - di andare al più presto al voto, forti del 73% dei consensi favorevoli al ritorno in sella di Giancarlo Abete (la soluzione meno auspicabile per il Foro Italico), e dopo aver incassato il placet del sottosegretario Giorgetti, via via sono stati smontati tutti i punti qualificanti, diciamo così, che si intendevano conseguire.


A cominciare dall'azzeramento del passaggio del Calcio Donne dalla Lega Dilettanti, che l'aveva sempre gestito, alla federazione madre. Secondo quando stabilito dal commissario Fabbricini. Infatti, su ricorso del senatore Cosimo Sibilia, la Corte federale d'appello - organo di 2° grado - ha ribaltato l'annessione e assegnato di nuovo l'organizzazione del settore ai Dilettanti. Come se ne esce? Non pare ci siano soluzioni praticabili e indolori. Di certo si tratta di una sconfitta clamorosa della linea del commissariamento. Buon senso avrebbe consigliato altre strade.


Ma non basta. Altro punto di scopo era il riconoscimento delle "secondo squadre" per la A e la B, sull'esempio di quanto da tempo avviene all'estero. Qui entrano in gioco i rapporti tra la federazione e le due rispettive Leghe professioniste. E anche qui Fabbricini si è vista sbattere la porta. Alla chiusura delle iscrizione - dopo tutte le dichiarazioni d'intenti e la generale e riaffermata disponibilità - nella rete è rimasta impigliata solo la ... Juventus. Che dovrà ballare da sola. E non si sa con quanto estusiasmo.


Ma la via dolorosa non è finita. Mentre si va verso lo scioglimento, atteso per mercoledì, della triplice bizzarra candidatura italiana ai Giochi Invernali del 2026, che - comunque vada - lascerà risentimenti, mugugni e scorie diverse, su tutto incombe l'ombra del nuovo Esecutivo che - posizione sulle Universiadi napoletane insegna - ha sempre meno voglia di fare da spettatore. E qui fanno quasi tenerezza gli appelli più o meno palesi ai sensi di sportività del sempre più indaffarato Giancarlo Giorgetti. Che tra i vari dossier aperti sul suo tavolo, non ha ancora licenziato quello relativo ai principi informatori approvati e trasmessigli dal CONI. E che dovrebbero ricevere più di un rilievo da parte di palazzo Chigi.


Anche perchè Giorgetti è imbrigliato dal famoso art. 24 del Contratto tra M5S e Lega. Si può essere più o meno d'accordo sulla stesura e sugli obiettivi, per di più elencati in maniera un po' confusa se non proprio fumosa, ma non sarebbe male che al Foro Italico lo leggessero se non l'hanno già fatto. Vi troverebbero scritto quanto segue:


[...] "è al Governo che spetta il compito di emanare le linee guida fondamentali relative al sistema sport e alla pratica motoria nel loro complesso. In altre parole, fatta salva l’autonomia e la discrezionalità delle scelte di natura tecnico-sportiva, che rimangono in capo al CONI, è necessario che il Governo sia compartecipe delle modalità con le quali vengono spesi e destinati i contributi pubblici assegnati al CONI e trasmessi, poi, alle Federazioni. Infine, occorre che la società CONI Servizi disponga di una maggiore autonomia rispetto al CONI. Sia il CONI che CONI Servizi devono fornire periodicamente al Governo relazioni dettagliate e circostanziate circa la gestione e la destinazione delle risorse pubbliche".


Se avrà voglia di restare, un po' di luce in fondo al tunnel per Fabbricini. Auguri.




 

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