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I sentieri di Cimbricus / Trionfo delle sensazioni a buon mercato

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Mercoledì 11 Luglio 2018

euro 


Fosse in vita Umberto Eco ne approfitterebbe per dar mano alla critica della ragion andata a farsi fottere.

 

di Giorgio Cimbrico

L’Avvocato non riuscì a comprare Pelé, suo nipote ha comprato CR7. Dicono gli inglesi: non fidatevi di chi non ha lo spazio per un penny tra un sopracciglio e l’altro. Come è chiaro, si tratta di luoghi comuni, dicerie, battute senza fondamento. D’accordo, il giovanotto – Cristiano, non Andrea - non è più un ragazzino, ma chi sta a sottilizzare in questo gaio e fremente momento? Andrea Agnelli ha portato all’ombra della Mole (sic) CR7 scatenando un’ondata di manipolazione massmediologica – e di conseguente isteria collettiva – che non si arricciava da tempo nei poveri flutti del nostro mondo desolato.

Un peccato che il professor Umberto Eco non sia più tra noi: una fenomenologia del presidente, del suo primo scudiero, del giocatore, accanto a una critica della ragion andata a farsi fottere sarebbero le opere a cui starebbe lavorando.

Ronaldo ha più followers (perdonatemi …) di ogni altra persona sulla faccia della terra e così tutti sono  felici: i frenetici giornalisti che ogni giorno, ogni ora bombardano parlando senza colpo ferire di 30 milioni, 60 milioni, 100 milioni che per noi vecchi sarebbero 200 miliardi, duecento volte più di Beppe Savoldi; quelli che fabbricano magliette (attenzione, in Italia è forte il mercato del taroccato); i tifosi più o meno descamisados che presto marceranno su Caselle, sul nuovo centro sportivo della Continassa e che da lì si sfiniranno in code per abbonarsi e se le tariffe sono aumentate, chi se ne frega, basterà passare a un centro commerciale di più basso livello, a un superdiscount da sei bottiglie di minerale a due euro; gli esegeti della realtà nazionale - anche quella sociale, anche quella economica - che in questo arrivo analizzeranno e individueranno una crescita dell’Italia nel panorama internazionale, non solo calcistico; i mercanti di giocatori, sempre più ricchi e potenti, ormai da collocare al livello dei grandi plenipotenziari.


Mi domando cosa ne penserà Sergio Marchionne che, dicono, dovrà dare una forte mano per pagare lo stipendio all’uomo di Madeira che al suo magnifico figlio ha intitolato l’aeroporto e un paio di statue bronzee. Brutte.

Nessuno, in questo trionfo delle sensazioni a buon mercato (devo la citazione a un intellettuale britannico che combattè nella guerra di Spagna, Edward Romilly), in questo delirio, in questo colpo del secolo scritto tutto in lettere molto maiuscole, ha fatto notare che CR7 ha 33 anni compiuti, che gioca da 16, che, visto che si sta dirigendo verso una ex-capitale dell’automobile, è una splendida e lussuosissima macchina con un contachilometri da cinque giri del globo terracqueo. I followers sono pieni di genuino entusiasmo e non possono lasciarsi influenzare da queste aride cifre.

Pensate ad eccitarvi. Anzi, non pensate. Eccitatevi e basta.

 

 

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