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Piste&Pedane / Crippa, dai Cinque Mulini alla California

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Lunedì 12 Febbraio 2018

5 mulini 2

di Daniele Perboni

Domenica 11 febbraio. Si parte a metà mattina con destinazione un comune facente parte della Città metropolitana di Milano: San Vittore Olona, sorto lungo la strada statale del Sempione che segue, in gran parte, l'antico tracciato della strada romana che univa il capoluogo lombardo al territorio del Verbano. La cosiddetta Via Mediolanum-Verbannus. Esauriti i doverosi cenni storici non ci resta che spiegare il motivo di tale levataccia, almeno per lo scrivente, abituato ad altri orari … La domenica, perchè in settimana … Urca, stiamo scivolando nel personale, meglio continuare su altri percorsi. Dicevamo di San Vittore Olona, centro di circa ottomila abitanti che ogni anno viene invaso da centinaia, forse anche migliaia, di forsennati dediti a uno strano rito: la corsa a piedi attraverso i prati. Se fangosi ancora meglio. Da queste parti, poi, hanno aggiunto un cerimoniale ancor più strambo. Tutti i devoti sono costretti a transitare all’interno di strani fabbricati che in tempi remoti servivano a macinare granaglie e vengono etichettati come mulini.

Già, perché dovete sapere che in queste lande scorre un fiume, l’Olona (nome aggiunto a San Vittore con l’Unità d’Italia), la cui corrente impetuosa veniva, appunto, utilizzata per muovere le pale dei sopra citati mulini. Insomma cari lettori, avrete capito che stiamo parlando della famosa corsa campestre (oggi si è tornati all’antico ed è più figo usare il termine anglosassone cross) la cui prima edizione prese il via quando ancora la stragrande maggioranza di noi non era ancora al mondo. Domenica 22 gennaio 1933 Ã¨ la data di nascita dovuta a Giovanni Malerba.

Infatti nel 2018 la vecchia e cara 5 Mulini ha festeggiato l’ottantaseiesimo compleanno. Ricordiamo ancora il primo incontro con questa vegliarda. Correvano i primi anni Settanta. Giovane sbarbatello, abituato a scorrazzare libero e selvaggio fra prati e strade di Lomellina, fui letteralmente atterrato da un diretto al naso. Un cortocircuito dei recettori nasali causato dal nauseabondo odore che si levava dalle acque dell’Olona. Allora forse il più inquinato dei fiumi italiani. Oggi sembra che le cose siano un poco cambiate, tanto che sulle sue rive, dal 2008, è sorto il Parco dei Mulini, con piste ciclabili e un’area umida dotata di un piccolo belvedere, che con la sua riqualificazione ha attratto specie di uccelli che da decenni non si fermavano in questi territori.
 
Ora i nostri lettori (quanti saranno mai?) potranno obiettare: tutte queste righe per dirci che sei stato alla 5 Mulini? In effetti sì. Ci siamo andati, come da molti anni a questa parte, e abbiamo assistito a buone e interessanti gare. Come sempre non staremo a dirvi chi ha vinto e chi si è perso (per questa incombenza esistono i quotidiani e i vari social sempre più frequentati) sulle rive e dentro i mulini. No, ma vogliamo raccontarvi di due ragazzi che ci hanno impressionato e non poco. Già li abbiamo/avete visti in azione: Yeman Crippa (nella foto Colombo/Fidal) e Luca Alfieri.

Il primo si è già messo in mostra a livello internazionale, sia nel cross che in pista e non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Da aggiungere, comunque, che ha scelto la via del “professionismo” e si sta dedicando anima e corpo alla professione. Non serve scandalizzarsi se usiamo queste espressioni. Da più parti si continua a sostenere che per primeggiare occorre dedicarsi esclusivamente alla preparazione, senza ulteriori distrazioni. E questa scelta come la si vuol etichettare se non professionismo? Per ora il ragazzo di origini etiopi ha dimostrato di avere “carattere”, coraggio e talento. Lasciamolo crescere e maturare. Dopo il quinto posto ai “Mulini” ha confermato la sua presenza ai prossimi Campionati italiani di cross (Gubbio, 10/11 marzo) quindi in aprile ripartirà per un altro periodo di allenamento all’estero. Tappa a Palo Alto, California, dove cercherà il minimo sui 5000 (13’42”00 il limite fissato dalla federazione europea) per la partecipazione ai Campionati continentali (Berlino 7/12 agosto). Ricordiamo che i suoi primati personali sulla distanza sono 13’23”99 indoor (Birmingham, 2017) e 13’36”65all’aperto (Bellinzona, 2016).

Leggermente diversa la “carriera” di Luca Alfieri. 17 anni compiuti il 31 ottobre dello scorso anno si è guadagnato la prima convocazione in nazionale (Europei di cross a Samorin) grazie agli eclatanti risultati conseguiti sui prati. Allenato da Mario Scirè, che già aveva portato ai massimi livelli la maratoneta Ornella Ferrara (bronzo ai mondiali di Göteborg 1995), vivea a Limbiate e il primo titolo nazionale lo ha conquistato da allievo nel 2016 (10 km su strada), titolo bissato nella stagione successiva unito a quello del cross. Nel 2017 è stato inoltre il migliore degli under 18 al Campaccio e alla Cinque Mulini.

Successi ripetuti anche in questo inizio 2018. Ciò che ha fatto impressione è “come” ha vinto. Pronti via e nessuno lo ha più visto, se non al traguardo. Potente ed elegante trova la sua massima espressione proprio nelle corse campestri. Cosa otterrà in pista? «È seguito da uno bravo – conferma Antonio La Torre, tecnico federale – lasciamoli lavorare tranquilli e qualcosa di buono verrà fuori».

Poi aggiunge: «Attenzione che tutto è relativo e mi riferisco anche a Crippa. Sono forti, è vero, ma quando si scontreranno con il mondo … Quelli la viaggiano un chilometro più avanti». Un modo come un altro per dirci di ancorare per bene i piedi a terra e non farci grandi illusioni a priori. Sognare è lecito ma non pretendere la luna.

 

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