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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
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Gianfranco Colasante
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Saro' greve / Rifare Amatrice? Dov'era e com'era!

Lunedì 27 Novembre 2017

amatrice 2

di Vanni Lòriga

Come si fa, in un sito che dovrebbe occuparsi di Olimpiadi e dintorni, a parlare di “Amatriciane”, di un libro a esse dedicato e per di più presentato nell’importante sito del MAXXI? Si può, si può, anzi si deve. Partiamo dalla fine. Il MAXXI è il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo è pertanto dovrebbe pronunciarsi non Maxxi (come si usa fare) ma MAventunesimo. La straordinaria struttura fu realizzata sul progetto della grande archistar anglo-irachena Zaha Hadid (inizialmente rigorosa matematica) con l’assistenza tecnica dell’ingegnere Simone Di Cintio, amatriciano anche lui e per di più strettamente imparentato con quel Bruno D’Alessio che della corsa Amatrice-Configno è Direttore Generale.

Ed è stato proprio lui a presentare il prezioso volume, alternandosi con il Capo Ufficio Stampa della manifestazione Andrea Salvi, che a sua volta è nipote di Luigi Salvi, Presidente dell’Associazione Configno.

La corsa degli Olimpionici

La piccola frazione di Amatrice è protagonista di mirabili iniziative. Partiamo con la corsa che abbiamo appena citato. Ha appena celebrato la quarantesima edizione, disputata  esattamente un anno dopo il sisma che ha distrutto la città. C’erano tanti appassionati della fatica e fra di loro i campioni olimpici Gabriella Dorio, Gelindo Bordin e Stefano Baldini, che la gara amatriciana vinsero negli anni passati. E nell’albo d’oro della manifestazione sono in pregiata compagnia con una ventina fra olimpionici e campioni iridati, fra i quali spiccano Alberto Cova ed Ezekiel Kemboi.

Quelli di Configno, tutti insieme, si sono messi in azione non solo per la rinascita della loro corsa ma, con un più ampio respiro, di tutta la plaga amatriciana che, mutuando l’auspicio dannunziano, dovrà rinascere “dov’era e com’era”.

(Va ricordato, a proposito di Gabriele D’Annunzio, che Amatrice ora in provincia di Rieti ha sempre fatto parte dell’Abruzzo ed il poeta, quando parla dei suoi pastori che “lascian gli stazzi e vanno verso il mare”, si riferisce soprattutto agli Amatriciani).

amatrice-libro

I Confignari hanno deciso di contribuire alla ricostruzione con una iniziativa editoriale dedicata al più famoso simbolo gastronomico della zona, cioè alla Amatriciana, anzi alle Amatriciane. Sono stati coinvolti nella realizzazione di un libro, che è un’opera d’arte in tutti i sensi con la copertina ideata da Ugo Nespolo, una trentina di Grandi Chef Italiani, ognuno dei quali ha indicato una sua variante sul tema dell’amatriciana.

Preceduti dal saluto del Maestro Gualtiero Marchesi hanno sposato fantasia e cultura Paolo Barrale, Massimo Bottera, Moreno Cedroni, Carlo Cracco, Enrico Crippa, Stefano Deidda, Loretta Fanella, Herbert Hintner, Ernesto Iaccarino, Antonio Klugmann, Pietro Leemann, Paolo Lopriore, Isa Mazzocchi, Alessandro Miocchi, Davide Oldrini, Giancarlo Perbellini, Valeria Piccini, Niko Romito, Angelo Sabatelli, Davide Scabin, Maurizio e Sandro Serva, Filippo Sinisgalli, Massimo Spigaroli, Luciano Tona, Gianfranco Vissani, Bruno Cossio, Fabio Giacopelli, Giuseppe Pellegrino, Enrico Nativi, Fabio Vailati Canta. Tutti veri “olimpionici” dell’alta cucina.

Sì, ne so qualcosa ...

A loro nome ha fatto gli onori di casa Luigi Salvi, il già citato presidente della Associazione Configno e ristoratore di eccellenza a Roma, ove non si discosta dalla antica ricetta appresa tanti anni fa da Mamma Adele (guanciale, pecorino, pomodoro e padella di ferro).

A Luigi Salvi è legato un simpatico aneddoto che conferma la contiguità fra amatriciana ed atletica. Nel ristorante di una grande albergo in Dubai gli proposero uno spaghetto proprio all’amatriciana che affrontò con una certa diffidenza. Era invece squisito e volle congratularsi con il cuoco. Il direttore dell’Hotel gli spiegò che il segreto era semplice: aveva mandato il suo personale di cucina ad impratichirsi a Roma ed usava solo materia prima italiana. E poi aggiunse: “Lei sa che Amatrice è famosa anche per la sua Road Race IAAF Elite?”

Luigi sommessamente replicò: “Sì, ne so qualcosa, …”

In tutti i sensi, anche perché si tratta di una gara che, per imporsi a livello internazionale, ha investito negli anni un miliardo e 200 milioni di lire, al 95 per cento ottenuti da contributi volontari della cittadinanza.

A cui qualcosa verrà restituito proprio con i proventi derivanti dalla vendita del libro “AMATRICIANE” (edito dalle marchigiane “Edizioni PAN” per conto della ALMA. la Scuola Internazionale di cucina italiana) destinati alla ricostruzione di un luogo di ritrovo pubblico nella frazione di Configno.

Ed a proposito di Amatrice e Configno chiudiamo il discorso con una poesia di Aldo Fabrizi che spiega con un buon piatto di pasta sia la degna conclusione di una bella corsa in salita.

Spaghetti corsa

Corsa internazionale: da Amatrice
a Configno, così senza etichetta.
ognuno vola come una saetta,
perché va incontro all’araba fenice…

C’è un detto: “Dove sta ciascun lo dice
ma dove sta nessun lo sa”. No, aspetta,
sta qui! È l’amatriciana benedetta
che riempie di gioia e fa felice.

Trecento e più campioni, a fine corsa
Pe’ li primi già e pronta l’abbuffata
Pe’ li secondi c’è la sola borsa.

Però i forestieri specialmente
dicheno mentre arriveno in volata
“La matriciana a noi piacere al dente!”

(Sonetto strappato all’immortale Fabrizi dal solito Bruno D’Alessio per il libro “30 anni di passione da Amatrice a Configno”)

 

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