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Italian Graffiti / Sugli Stati Generali l'ombra lunga del calcio

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Lunedì 20 Novembre 2017

stati_generali_-_programma_v5 2

di Gianfranco Colasante

Sull'esempio di Papa Francesco, anche il presidente del CONI Giovanni Malagò - funzionario pubblico come tiene sempre a precisare, neanche fosse un merito - ha preso da qualche tempo a twittare col consueto entusiasmo. L'ultimo cinguettio che ha affidato ieri ai suoi undicimila followers (cifra tonda) recita: "Buona domenica. Il mito delle Olimpiadi incontra cinque colori, tanti quanti i valori dei cinque cerchi. Accadrà oggi e martedì agli Stati Generali del CONI. Qui il programma di cui sono molto contento". E in serata, ospite nel salotto di Fazio, l'elegante principe dei salotti bene romani ha ribadito il concetto, allargando il discorso al calcio, "solo" una delle 380 realtà sportive di cui deve occuparsi, ... Annunciando anche per certe (e per oggi) le dimissioni del presidente della FIGC Carlo Tavecchio. Il quale, tanto per restare in sintonia, a stretto giro fa sapere di non pensarci proprio. Staremo a vedere.

Certo, le eventuali dimissioni di Tavecchio, oggi o domani o mai non cambierebbero nulla, neppure scalfiranno i reali problemi del calcio italiano (a cominciare da una normale gestione delle Leghe da tempo ostaggi di grossi interessi contrapposti). Problemi difficilmente riconducibili alle incapacità di una singola persona, che nel bene e nel male resta in ogni caso espressione di quel mondo. Chi doveva parlare lo ha già fatto, tutti sicuri che una legislatura in scadenza non consente nulla di concreto. 

Ma tanto per restare al calcio e ai suoi insanabili mali, si può ricordare che, sempre da Fazio, Malagò ha rivelato i dettagli di una riunione segreta tenuta a casa sua all'indomani delle dimissioni di Antonio Conte, nel corso della quale lui e Tavecchio avevano concordato di richiamare Marcello Lippi dalla Cina per affidargli l'intero settore tecnico. Secondo il racconto di Malagò sarebbe stato Lippi, che pure aveva accettato di sforbiciare vistosamente i propri compensi, a fare il nome di Gian Piero Ventura per la nazionale. Salvo poi, accorgersi tutti, che un figlio procuratore di molti giocatori rendeva insostenibile la posizione di Lippi. Come dire, nessuno dei maggiorenti riuniti a casa Malagò ci aveva pensato prima, ...

Non so se la stessa faciloneria, o improntitudine, sia anche all'origine della convocazione degli Stati Generali del CONI (non dello sport italiano, come s'era creduto in un primo tempo, e come annunciava il programma ufficiale) e che non esista il rischio di trasformare il restaurato salone d'onore del Foro Italico in una nuova Sala della Pallacorda. Con la rivolta della base, ancora una volta esclusa (non mi pare che siano presenti o siano state interpellate le società).

Non resta quindi che augurarci che le principali componenti degli altisonanti convocati - politici, imprenditori, federali, giornalisti, cui spetta anche moderare e indirizzare gli interventi - riescano a sintetizzare le risultanze in qualcosa di più di generici auspici e proposte di buona volontà. Ma temiamo che le nostre speranze vadano oltre la realtà un po' salottiera della convocazione.

C'è chi ha fatto notare che è stata sbagliata anche la data prescelta per queste riunioni, sulle quali ora si abbatte l'eliminazione dai mondiali, con tutti i perniciosi effetti economici e, soprattutto, di immagine. Un danno epocale che va oltre lo sport anche se difficilmente in Russia la squadra avrebbe superato le tre canoniche partite eliminatorie. Un danno tanto più grave trattandosi del calcio che è da sempre una metafora della vita della nazione.

E che per di più, dalla ristretta angolazione della visione olimpica, va ad accrescere un malessere che da tempo oscura il rendimento degli sport di squadra. Non è certo vero che tutti i guasti o le crepe dello sport nazionale passano dagli sport di squadra, ma una analisi del loro stato di salute, controllato attraverso il ranking delle federazioni internazionali, è in grado di fornire indicazioni utili. Anche se parziali. Come indicano le posizioni occupate dalle nostre nazionali nelle varie discipline.

Ecco quanto in relazione agli sport olimpici (tra parentesi il numero delle nazioni censite).

    Uomini    Donne 
 Pallavolo 4 (136) 7 (114)
 Pallanuoto 5 (51) 7 (34)
 Baseball 12 (70) -
 Softball - 12 (37)
 Basket 3x3 18 (189) 8 (133)
 Calcio 15 (205) 18 (118)
 Beach volley 2 ( - ) 41 ( - )
 Hockey prato    35 (87) 15 (72)
 Basket 35 (93) 31 (79)
 Handball 44 (50) 38 (50)

Detto che in vista di Tokyo, per il calcio interessa solo la U-23, la cui ossatura può individuarsi nell'attuale U-21, la qualificazione si raggiunge attraverso gli europei di categoria che nel 2019 si assegneranno in Italia, un aiuto in più di cui c'è bisogno, dal momento che il nostro calcio ai Giochi manca da sedici anni. Considerazioni largamente positive si possono fare per le due squadre di pallavolo e pallanuoto che non dovrebbero incontrare difficoltà proibitive ad entrare nelle 12 finaliste. Traguardo più difficile per baseball e softball e per il 3x3, nuovo sport olimpico, mentre uno spiraglio lo avrebbe anche la squadra femminile dell'hockey. Tutti argomenti e tormenti validi per i prossimi due anni.  

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