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I sentieri di Cimbricus / Tra mutazioni e modeste proposte

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Lunedì 30 Ottobre 2017

bahamas 2

di Giorgio Cimbrico

Uno spettro si aggira per l’atletica: si chiama febbre di rinnovamento, caliente desiderio di cambiamento. E così dobbiamo ascoltare le lodi tessute da lord Sebastian Coe per la Nitro Cup, una sorta di Giochi senza Frontiere (senza la presenza rassicurante di Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi) o prendere atto dell’intervento di GianMarco Tamberi che vorrebbe abolire le qualificazioni per offrire, hic et nunc, al pubblico presente e televisivo il brivido caldo della competizione finale. Tamberi, giovane, reduce da grave infortunio e scottato da quel che gli è capitato a Londra, può anche essere capito, compreso, ma è bene ricordare e ricordargli che una buona parte del fascino dell’atletica è legato all’imprevedibilità, all’improvviso mugghiare delle onde del destino, a un’entrata in scena della nemesi, come nella tragedia greca. Chi ha un patrimonio di memorie può ricordare eliminazioni clamorose, bocciature impreviste, cadute rovinose. Fa parte del gioco.

Lo scenario che prevede e auspica mutazioni riporta a Coe che, presidente costretto ad attraversare anni da cani, sottolinea l’importanza sempre più pressante dei social media (ha figli adolescenti e ne sa qualcosa), si augura che l’atletica abbia sempre più palcoscenici nelle strade e nelle piazze (street athletics come street food?).

Perdonerete queste concessioni linguistiche che investono anche la nuova creatura, Fly Europe (che non è una compagnia aerea a basso costo), annuncia che ai Giochi di Tokyo verrà corsa la 4x400 mista (il nuoto l’ha già fatto, in un processo di parcellizzazione senza fine) e spera in un ritorno ai Giochi della sparita corsa campestre, palestra della sua gioventù. Conoscendo il CIO contemporaneo, l’ultimo auspicio non sembra avere possibilità di ingresso nella famiglia sempre più allargata delle specialità olimpiche. Le tavole, con ruotine o senza, sono assai più promettenti e gradite.

Tra le innovazioni che l’atletica ha dovuto subire, c’è la distruzione della Coppa Europa Bruno Zauli che oggi si chiama Campionato Europeo per Nazioni, senza più Bruno Zauli di mezzo. L’argomento meriterebbe una digressione lunga miglia: sia sufficiente ricordare che da attendibile termometro della forza d’urto di un paese, l’appuntamento è stato ridotto a un campionato sospeso tra la serie B e la C, con innovazioni cervellotiche nei concorsi (field) e con la sparizione del confronto diretto (track, dai 100 ai 400, ostacoli compresi) tra i paesi partecipanti. Prima della creazione dei Mondiali, e con buona pace dei Giochi del Commonwealth e dei Panamericani, la Coppa Europa era il terzo evento dell’atletica dopo Olimpiade e Campionato Europeo e la battaglia per approdare alla finale era senza esclusione di colpi. Tutto sparito.

Anche l’abolizione delle batterie dello sprint ai Mondiali e alle Olimpiade è parte integrante di questo modo di agire idiota. Cosa stai dicendo? Le batterie ci sono ancora. Certo, ma riservate ai velocisti di Nauru, delle Seychelles, di Samoa, di Gibilterra. I "grandi" entrano in pista dopo e ai “peones” viene negata la chance di correre per la prima e unica volta con Bolt e Gatlin.

C’è, a dire il vero, chi è capace di varare frizzanti novità che dovrebbero essere prese in considerazione da chi gestisce la noia della Diamond League. A Ostrava, oltre a mettere in cartellone distanze spurie o destinate alla sparizione (i 10.000), Jan Zelezny ha concepito il confronto di giavellotto tra Repubblica Ceka e Germania: a Parigi, nel copione sempre uguale e stucchevole del meeting, è stato inserito un triathlon 110hs-lungo-giavellotto utile all’avvicinamento di Kevin Mayer ai Mondiali: e all’Olympiastadion di Berlino l’appuntamento annuale, sempre molto frequentato, non segue un copione imposto e preordinato.

Per coinvolgere il decano Jonathan Swift e una sua celebre e stuzzicante operina, sono queste modeste proposte a rappresentare il giusto pizzico di sale e spezie. Per il resto, l'atletica ha in sè quel che è necessario per essere vista ed amata. I 740.000 paganti di Londra non saranno stati tutti fessi o innamorati pervicaci. O no?
 

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