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Doping / "Schwazer? Nessuna manipolizione e caso chiuso"

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Mercoledì 17 Maggio 2017

doping-1

Una guerra che dura da anni e che vede impegnato il mondo dello sport perbene contro chi bara. E' la guerra al doping. Di questo argomento, sempre di attualità, si parlato ieri a Roma, al Cnel, in occasione del convegno organizzato dall'Università del Foro Italico. “Profili giuridici e organizzativi dell'antidoping: attualità e prospettive”, il titolo del convegno di respiro internazionale. Interventi di grandissimo spessore. Il rettore dell'Università dello sport, professor Fabio Pigozzi, ha portato il suo saluto ricordando come “il doping rappresenta oggi uno dei problemi più complessi dello sport ed ha bisogno di uno sguardo interdisciplinare per essere compreso in tutta la sua portata sociale, antropologica e culturale”. Pigozzi inoltre ha spiegato come “il problema del doping si configura come un problema etico-morale che però trova nel terreno del diritto la possibilità di un'interpretazione e comprensione non riduzionistica né riduttivistica perchè, di fatto, viene sviluppata in un'ottica realmente interdisciplinare”.

Sono intervenuti nel loro saluto anche il presidente della Federazione medico sportiva italiana, Maurizio Casasco, che ha ricordato come in Italia si sia all'avanguardia su questo fronte, e il generale Leonardo Gallitelli, già comandante generale dell'Arma dei Carabinieri e ora presidente di Nado Italia. “Nado Italia - ha ricordato Gallitelli - è un organismo che ha indipendenza funzionale e sostanziale”. Si tratta sicuramente una delle scelte migliori fatte da Giovanni Malagò nella sua prima gestione al CONI: Nado Italia ha acquistato prestigio internazionale, la “squadra” di Gallitelli (17 persone) lavora a pieno ritmo in attesa che la burocrazia sblocchi i lavori per la costruzioe dei nuovi uffici alla Palazzina ex-aula bunker al Foro Italico.

Gallitelli ha ricordato come il doping sia “una corruzione morale che inquina le finalità dello sport”. Sono seguiti numerosi interventi di grande spessore. Il professor Michael Geistlinger dell'università di Salisburgo, e “arbitro” al Tas del Cio, è intervenuto anche sulla vicenda che aveva portato alla squalifica della Sharapova per il famoso caso del meldonium. “Ma la tennista russa - ha spiegato - è una vittima rispetto ad altri: è l'unica che ha ammesso quello che allora era un reato e poi non è stato analizzato a fondo il periodo di eliminazione dal corpo del Meldonium. Insomma, il caso andava trattato su basi più scientifiche”.

Geisltinger inoltre ha difeso la decisione del TAS, di cui faceva parte, che a Rio ha impedito ad Alex Schwazer di partecipare alla Olimpiade: “Mi spiace, non potevamo fare niente: la sostanza c'era, ed era stata documentata. Nessuna manipolazione. Abbiamo salvaguardato le tutele procedurali”. Caso chiuso, ormai. Sono seguiti numerosi altri interventi da parte degli avvocati Bruno Di Pietro e Guido Valori, del professor Sandulli e del dottor Horacio Corti, pubblico ministero a Buenos Aires. Interventi particolarmente apprezzati dai numerosi studenti intervenuti al Cnel. Ha concluso l'intensa mattinata il professor Gennaro Terraciano, prorettore dell'Università del Foro Italico.
 

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