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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Italian Graffiti / Sport scolastico tra molte ombre e poche luci

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Martedì 30 Mag 2017

calcio-bambini

di Gianfranco Colasante

Ogni tanto ritorna: stiamo parlando dell'abusato e datato enunciato "Sport nella Scuola". L'invocata panacea che dovrebbe curare tutte le carenze che affliggono lo sport nazionale (è di pochi giorni fa la seriosa proposta della Gazzetta dello Sport - un giornale che in passato ha conosciuto stagioni più felici - di istituire sin dalle elementari corsi di ... educazione al tifo calcistico!). Argomento tornato in evidenza per un occasionale e civile scambio di opinioni sul Corriere della Sera tra Aldo Cazzullo e Franco Fava. Il primo si doleva della scomparsa dell'atletica nel nostro Paese, il secondo ne attribuiva le cause proprio al decesso dello sport scolastico (anche se sta per nascere una Federazione dello Sport Universitario, pensate un po').

Come è noto lo "Sport nella Scuola" ha vissuto il suo tempo mitico negli anni Cinquanta, quando nel Paese erano più numerosi gli istituti d'istruzione crollati sotto i bombardamenti rispetto a quelli ancora in piedi e le calorie pro-capite andavano poco oltre le 2000 (altro che merendine e obesità), eppure il tasso di crescita della popolazione superava il 7%. Oggi questi due indici-Paese si sono invertiti.

L'idea di Bruno Zauli in vista di Roma '60 aveva preso corpo tramite un accordo tra il CONI e il Centro Sportivo Italiano di Luigi Gedda (appena uscito vittorioso dal confronto col Fronte Popolare di Togliatti e Nenni) e con il sostegno - convinto o meno, ma pur sempre sostegno - dell'allora ministro democristiano dell'istruzione Guido Gonella. Idea illuminata? Non so, ma niente di faraonico, si intende, anche perchè soldi non ce n'erano proprio e occorreva arrangiarsi alla buona, Ma la cosa fuzionò ed ebbe successo, grazie al coinvolgimento delle famiglie e alle 100 lire pro-capite che gli alunni versavano ai Gruppi Sportivi scolastici. Pensate oggi, ...

Zauli vagheggiava che quella prima fase di assestamente dovesse arrivare al 1975, cioè superare una generazione, prima di potersi dire conclusa. Venticinque anni di lavoro, un po' più faticoso dei roboanti annunci senza seguito cui ci hanno abituato negli ultimi decenni, sia il CONI che i vari ministri dell'Istruzione d'ogni colore che si sono freneticamente accavallati nel tempo. Ma poi, nell'inverno 1963, Zauli morì e con lui si spense lo sport nella scuola. Che, lo si ricordi, non era "sport" ma soltanto "atletica", intesa come disciplina propedeutica a tutte le altre.

In ogni caso quel percorso si era già interrotto prima, travolto dalla rapidità con la quale andavano cambiando sia la società che lo sport nazionale. Soprattutto da come andava mutando il sistema di istruzione italiano, che per qualità e risposte tutti gli indicatori oggi pongono agli ultimi (l'ultimo?) posti tra i 27 paesi aderenti all'UE. E che problemi da risolvere ne ha ben altri che non sia lo sport. Ma il ricordo di quella breve stagione si è sedimentato nella memoria collettiva. E ancora ai giorni nostri è in grado di alimentare discussioni e qualche rimpianto.

Quanto alla realtà, è tutt'altra faccenda. Intendiamoci, riportare lo sport nella scuola spetterebbe allo Stato così come allo Stato toccherebbe proporre una razionale riorganizzazione dell'apparato sportivo, amatoriale e professionale, organizzativo e legislativo, disegnando regole adeguate ai tempi. Ma questo è un altro discorso e ci porterebbe fuori tema. Ad onor del vero va detto che - in assenza di sostegni governativi - il CONI ha spesso provato a fare da solo: il tentativo più innovativo va sotto il nome di Giochi della Gioventù, esperienza spentasi presto.

Va anche ricordato che negli ultimi vent'anni, nell'impossibilità di muovere le acque e ridare linfa allo sport "giovanile", il CONI ha messo in campo una serie di iniziative un po' smart, alcune condivisibili, altre alquanto cervellotiche. Senza badare troppo se alcune uscivano dall'ambito sportivo per entrare a fatica nel "sociale". Per capirne di più si può spulciare l'elenco dei programmi annunciati e, si auspica, realizzati dal CONI nel 2014 (sono gli ultimi dati disponibili secondo quanto ha reso noto la Corte dei Conti in data 28 aprile 2016).

Ci sarebbe da sfregarsi le mani, anche perchè buona parte parrebbe indirizzata alle fasce della scuola dell'obbligo. Ma, ... Questo è comunque l'elenco:

a) Trofeo CONI - progetto multisport per ragazzi Under 14
b) Educamp - progetto "city" e "residenziale" per bambini tra i 5 e i 14 anni
c) Giornata nazionale dello sport - 8 giugno 2014
d) Sport in carcere - miglioramento della condizione carceraria attraverso lo sport
e) Luoghi di sport - per favorire la pratica sportiva in territori "privi di Associazioni o Polisportive" [6 le regioni prescelte: Piemonte [sic!], Liguria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria]
f) Campionati studenteschi - rivolti alle scuole di 1° e 2° grado in orario extra curricolare
g) Iniziative dei Comitati Regionali CONI - programmi per i cittadini, i disabili, gli anziani e gli emarginati, anche attraverso "consulenza giuridico/fiscale" [sic!]
h) Comunità italiane all'Estero - progetto rivolto a figli di italiani residenti in Argentina, Brasile, Canada, Svizzera, Stati Uniti e Venezuela
i) Progetto Primaria - per promuovere l'attività psicomotoria nella scuola primaria [Nota: chissà perchè non ha aderito la provincia di Trento]
l) Sport di classe - evoluzione [sic!] del "progetto di alfabetizzazione motoria"
m) Integrazione sociale dei migranti attraverso lo sport e contrasto alle discriminazioni.

Può bastare. Anzi, non sarà un po' troppo? Confesso che molti di questi progetti mi risultano ostici. Mi riesce anche difficile attribuire una paternità a questo profluvio di idee. Ma almeno due domande, sia pure a bassa voce, me le pongo. La prima: sperando che non siano stati solo annunci, quale risultato pratico ha ottenuto tutto questo spiegamento di energie? La seconda: quante risorse sono state impegnate per realizzarle? Qui neppure la Corte ci viene in soccorso.

Un ultimo dato in materia di sport e scuola - un po' più concreto - ce lo fornisce la Gazzetta Ufficiale della Repubblica (GURI). Giornale che sfugge al grande pubblico degli sportivi ma che nel numero del 3 maggio 2017 ci ha informato che la federazione calcio (FIGC) ha indetto un'asta triennale per assicurare contro gli infortuni i ragazzi del Settore Giovanile e Scolastico: importo del bando di gara che scadeva ieri la bella somma di ... 34.800.000,00 Euro.

Avete letto bene, quasi 35 milioni. Una utopia destinata a restare tale per tutte le federazioni olimpiche.  

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