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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





Duribanchi / Il tempo fermato dall'obiettivo

Giovedì 12 Gennaio 2023

 

peters-bincents


Privo di incertezze e di rughe, ecco il tratto di Vincent Peters. Bellezze che hanno segnato il collettivo immaginario. La ritrattistica simile ai romantic movies quando la California ospitava la Mecca del cinema.

Andrea Bosco

Bianco e nero in analogico. Scatti d'autore dell'artista tedesco Vincent Peters. Contrasti tra conscio e subconbscio. Immersione in fotografie barocche e patinate. Hollywood anni Sessanta, attualizzata in una riflessione interiore. Peters suggestionato dalla passione del padre per il cinema americano dei “divi” e quello d'autore della nouvelle vague francese. Gavetta a New York, immersione nelle griffes dell'alta moda: Yves Saint Laurent e Dior, Luis Vuitton e Lancome. Fotografo intrigante che concede al “suo” pubblico, senza dimenticare la genesi della propria formazione.

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I sentieri di Cimbricus / Il velista che volle essere re

Mercoledì 11 Gennaio 2023

 

costantino 


Se n’è andato a 82 anni Costantino, il velista che volle essere re e che conobbe lunghi anni di esilio. L’ho incontrato dieci anni fa a Portofino durante le regate per magnifiche barche dell’epoca in cui venivano ancora costruite in legno. 

Giorgio Cimbrico 

Non sapevo se chiamarlo Maestà o Mr Glucksburg e così rimasi sulle generali. Costantino fu moto cordiale, molto loquace. Prima di allora avevo incontrato solo Gustavo Adolfo di Svezia, ai Mondiali di atletica di Göteborg e poi a Pragelato, per la 50 km vinta da Giorgio Di Centa, e non mi ero mai spinto più in là di un cenno di saluto. (foto tratta dal Rapporto di Roma 1960).

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Italian Graffiti / Ricci Bitti: le anomalie del sistema Italia

Martedì 10 Gennaio 2023


ricci bitti-23


L’inizio dell’anno ‘23, e con un nuovo Governo appena insediatosi, trova sul tavolo una serie di problematiche irrisolte che rischiano di pesare a lungo sul futuro dello Sport nazionale. Con il CONI che appare ingabbiato ed incapace di riappropriarsi di quel ruolo centrale e referente immaginato e disegnato dai padri fondatori, soprattutto in una cornice di assoluta e libera autonomia. Di questo ed altri temi (senza dimenticare la corsa ad ostacoli verso Milano-Cortina ‘26) parliamo con Francesco Ricci Bitti che – nel doppio ruolo di presidente delle Federazioni Olimpiche Estive e come dirigente italiano di maggior peso sullo scenario internazionale – riveste una posizione di riconosciuta autorevolezza all’interno del CIO.

Gianfranco Colasante
 
SO – Partiamo dalla recente attualità: dai Mondiali di calcio, con gli Azzurri assenti per la seconda volta (e per la terza esclusi dalle Olimpiadi, …). Proprio mentre si giocava in Qatar, finiscono un tribunale i vertici del più titolato club italiano, la Juventus, con accuse pesantissime. In uno scenario calcio-centrico, come già anche accaduto per cause diverse in altre federazioni (Ginnastica e Nuoto, per restare ai casi più recenti), sarebbe stato lecito attendersi un intervento del CONI, sempre troppo indaffarato tra cerimonie, convegni e premiazioni.
 
– “Capisco le aspettative, ma a parziale spiegazione dell’inerzia del CONI, vale la pena ricordare che la frettolosa e incompiuta riforma di fine 2019, ne ha drasticamente ridimensionato l’operatività e l’emendamento approvato in extremis dal Governo Conte-2 lo ha a malapena resuscitato come ente pubblico, senza peraltro chiarirne i confini istituzionali. Rimane formalmente in funzione una Giustizia Sportiva, ritenuta dal sottoscritto ridondante già in tempi non sospetti, che non può essere efficiente per carenza di criteri chiari di intervento e di coordinamento con le giustizie federali.

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Duribanchi / Basta con l'orrore: ma se non ora, quando?

Martedì 10 Gennaio 2023

 

muslim 


Fino a quando le nostre distratte democrazie potranno assistere, senza nulla di più che qualche condanna verbale, che in paesi come Afghanistan e soprattutto Iran, si continui a vessare e ad uccidere in nome della religione?

Andrea Bosco

Non so come chiamarla. Non so in cosa credo. Non ho la fede, ma mi ribello all'idea che tutto finisca dopo la morte. Ho studiato filosofia, Soren Kierkegaard mi accompagna da quando il mio “tempo”, inevitabilmente, si è ridotto. Schopenhauer mi ha sempre affascinato. Ma senza speranza è difficile campare. Mi scuserà, non sono un ipocrita: Santo Padre, per uno come me, sarebbe inopportuno. Vescovo di Roma. Certamente Bergoglio, radici italiane, argentino, tifoso del San Lorenzo, gesuita, con quel nome, scelto quando la fecero Papa, che mi intrigava: Francesco.

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I sentieri di Cimbricus / Non c'e' scampo (ogni maledetta domenica)

Lunedì 9 Gennaio 2023

 

scontri 

“Come dice il pescivendolo rimasto senza crostacei; non c'è scampo. Come sostengo da tempo non è il caso di sorprendersi, non c’è un minuto da perdere in sdegno. Come dice la parrucchiera dal carattere fermo, non faccio una piega”. 

Giorgio Cimbrico 

I “padroni del vapore” calcistico non pagano le tasse, non onorano la previdenza  e hanno tutta la comprensione e godono di tutte le dilazioni richieste , guidano società tecnicamente fallite ma, ohibò, rappresentano un’azienda importante per l’economia nazionale. La terza, la quarta, una cosa del genere. Sarebbe bello far presente a questi signori – o figuri o ingannatori – cosa combina l’NBA in fatto di giro prodotto di denaro, ma non solo.


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