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Giochi Olimpici Estivi - 1908

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1908 Londra

Giochi della IV Olimpiade

1908

(gfc) L’idea di inviare nel 1908 una rappresentativa nazionale ai Giochi di Londra – la città che aveva sostituito Roma cui il CIO li aveva assegnati sin dal 1903, ma che s’era vista costretta a rinunciare – era maturata proprio a seguito del successo della spedizione di due anni prima ad Atene. A proporre la costituzione di un nuovo comitato fu il conte Eugenio Brunetta d’Usseax – il nobiluomo vercellese ormai salito ai piani alti del CIO – che, dalla sua residenza parigina, la sosteneva con consigli e elargizioni. Nel biennio 1907-08, Brunetta raggiunse più volte l’Italia per coordinare i responsabili delle federazioni e riunirli in un gruppo operativo. Non era impresa facile e vi riuscì solo in parte. In un incontro a Milano il 10 giugno 1907 erano state anche gettate le basi per la costituzione di un Comitato Olimpico nazionale, concetto ribadito in un'altra riunione, tenuta a Genova il 18 marzo del 1908.

La sede provvisoria del “Comitato Italiano per i Giochi di Londra” venne istallata al n. 3 di via delle Carrozze. La presidenza fu affidata al deputato Carlo Compans di Brichanteau, la segreteria a Fortunato Ballerini [1852-1940], mente e braccio della federazione Ginnastica. Quando già si temeva che la mancanza di fondi facesse naufragare il progetto, giunsero due contributi: un’elargizione di 6000 lire da parte di Vittorio Emanuele III e uno stanziamento di 25.000 lire del governo guidato da Giolitti. Altre 1500 lire le versò il ministro degli esteri, il senatore Tittoni.

Si potè così inviare a Londra 68 atleti in vece degli 83 prescelti, causa la defezione di canottieri e tiratori, e affrontare la trasferta con una certa tranquillità. Ciascun atleta avrebbe ricevuto un contributo di 240 lire per le spese di viaggio e di soggiorno (a quest’ultimo avrebbero dovuto pensare da soli). La squadra partì dalla stazione di Torino. Il primo gruppo, il più numeroso, si mosse nella serata del 9 luglio arrivando a Londra nella mattinata dell’11. In mancanza di una divisa, era stato raccomandato di indossare una maglia bianca con la scritta “Italia”, “in nero e in corsivo”. Per l’apertura, per la prima volta la squadra sfilò dietro la bandiera nazionale, un dono della regina Margherita alla federazione Ginnastica.

Alla luce di queste considerazioni appare soddisfacente il bilancio complessivo con le quattro medaglie di nobile conio: due d’oro (conquistate da Alberto Braglia nella ginnastica e da Enrico Porro nella lotta) e due d’argento (riportate da Emilio Lunghi negli 800 e dalla squadra di sciabola). Anche se la medaglia più importante resterà sempre quella che Dorando Pietri aveva “vinto e perso” nella Maratona: primo ad entrare nello stadio, caduto più volte, impiegò quasi dieci minuti a percorrere poco più di 300 metri prima di tagliare il traguardo. Ma venne subito squalificato per essere stato aiutato, non richiesto, a risollevarsi. Episodio che ha fatto del piccolo corridore carpigiano l’atleta più celebrato e citato – anche a torto – dell’intera storia olimpica.


La scheda di Londra 1908


Date: 27 Aprile / 31 Ottobre 1908.
Nazioni presenti: 22 (vincitori di medaglie: 19).
Atleti partecipanti: 2035 (1999 uomini, 36 donne).
Apertura dei Giochi (13 Luglio): re Edoardo VII [1841-1910].
Programma tecnico: 25 sport, 109 gare.
Medaglie assegnate: 326 (110 Oro, 107 Argento, 109 Bronzo).

Membri italiani del CIO: conte Eugenio Brunetta d’Usseaux (dal 1897), principe Scipione Borghese (dal 1908).
Presidente del Comitato Italiano: marchese Carlo Compans di Brichanteau.
Capo delegazione: Fortunato Ballerini.
Sede della delegazione: Previtali Hotel per i dirigenti; pensionati e camere in affitto per gli atleti.
Alfiere della squadra: Pietro Bragaglia (alfiere della “Panaro Modena”).

Atleti italiani in gara: 68.
Medaglie vinte: 4 (2 Oro, 2 Argento).
Atleti italiani vincitori di medaglie: 9.


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