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Giochi Olimpici Estivi -1992

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1992 Barcellona

Giochi della XXV Olimpiade

 


1992 barcellona



(gfc) "A cominciare dalla magnifica cerimonia di inaugurazione, i Giochi della XXV Olimpiade hanno riscosso molte lodi e molto successo nel mondo intero.” Queste le parole indirizzate dal presidente del CIO Juan Antonio Samaranch alla Famiglia Olimpica al termine di Barcellona ’92. Giochi da lui fortemente voluti nella capitale della Catalogna, sua città natale, uno dei centri dell’arte e della cultura europea. Difficile non condividere quelle parole. Per una edizione passata alla storia per tanti aspetti, su tutto i grandi riscontri tecnici favoriti dall’apertura alla partecipazione dei migliori in assoluto, indipendentemente dal loro status sportivo (apertura della quale si fece interprete sul campo il “Dream team” espresso dalla NBA), gli splendidi impianti e la calorosa adesione popolare, molto prossima allo spirito di Roma ’60.

Sono stati, quelli di Barcellona, anche i primi Giochi dopo i profondi sconvolgimenti politici seguiti al crollo del Muro di Berlino e al dissolvimento dell’Unione Sovietica e della Iugoslavia (con una guerra civile, in quella regione, ch’era ancora in corso all’epoca, circostanza che consigliò la riesumazione della Tregua olimpica). Nello stadio della collina Muntjüic, ridisegnato da Renzo Piano lasciando integra la facciata degli anni Venti (ma non completamente ultimato), avevano così potuto sfilare inedite realtà nazionali: la squadra unificata della Germania, atleti dell’ex-URSS accomunati sotto la dizione di Squadra Unificata (EUN), le rappresentative di nuova indipendenza come Lettonia, Estonia, Lituania, Croazia, Slovenia, Bosnia, Georgia e altri ancora.

Presenti anche una settantina di atleti dell’ex-Iugoslavia ammessi a gareggiare sotto l’egida del CIO come “Indipendent Olympic Partecipant”. Ma Barcellona aveva anche potuto salutare il rientro del Sud Africa nella Famiglia olimpica, dopo la cancellazione della hapartheid e la liberazione di Nelson Mandela (che fu presente in tribuna assieme ad altri 36 capi di Stato).

Una grande festa. Come felicemente sintetizzava uno slogan del CIO lanciato per l’occasione: “Olimpismo, spirito dell’Umanità”. Nel clima di novità, nella fastosa cerimonia d’apertura ispirata alla storia della Spagna e al suo contributo alla civiltà e alla scoperta del nuovo mondo, il fuoco di Olimpia è stato acceso da un arciere paralimpico con una freccia infuocata a disegnare un arco di luce nel buio della notte fino al braciere.

Nel 1992 la squadra italiana ha superato per la prima volta le 300 unità in gara, senza contare gli atleti per le prove dimostrative. Dalle 19 medaglie conquistate dagli azzurri (sei d’oro) – un bottino insoddisfacente che sollevò interrogativi e preannunciò il cambio al vertice del CONI dell’anno seguente – si possono estrarre le due medaglie d’oro di Giovanna Trillini nel fioretto, quella rocambolesca della squadra di pallanuoto (la Spagna battuta dopo 6 tempi supplementari) e quella nel ciclismo dello sfortunato Fabio Casartelli, destinato a perire tre anni più tardi durante una discesa del Tour.


La scheda di Barcellona 1992

Date: 25 Luglio / 9 Agosto 1992.
Nazioni presenti: 169 (vincitori di medaglie: 64).
Atleti partecipanti: 9367 (6659 uomini, 2708 donne).
Apertura: re Juan Carlos I.
Accensione del tripode: Antônio Rebollo Liñás.
Giuramento degli atleti: Luis Doreste (Vela).
Programma tecnico: 29 sport, 257 gare.
Medaglie assegnate: 815 (259 Oro, 258 Argento, 298 Bronzo).

Membri italiani del CIO: Franco Carraro (dal 1982), Primo Nebiolo (dal 1992).
Presidente del CONI: Arrigo Gattai.
Capo della delegazione: Mario Pescante.
Sede della delegazione: Villaggio Olimpico (Poble Nou, Parc de Mar).
Alfiere della squadra: Giuseppe Abbagnale (Canottaggio).
Attaché: Serge Toscano.

Atleti in gara: 301 (229 uomini, 72 donne).
Riserve o non entrati: 17 (solo uomini).
Medaglie vinte: 19 (6 Oro, 5 Argento, 8 Bronzo).
Atleti italiani vincitori di medaglie: 45 (39 uomini, 6 donne).

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