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Fatti&Misfatti / Attenti a non cadere nel pozzo del diavolo

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Lunedì 27 Settembre 2021

 

basket-eleni


Intanto il basket fa passi di bimbo per avere almeno i risultati nella Domenica Sportiva che va ben oltre le 24, come se il giorno dopo tutti facessero colazione da Tiffany, assenti dal lavoro o da scuola.

Oscar Eleni

Dal pozzo del diavolo nello Yemen per cercare chi ha fatto la nuova pista dell’Arena di Milano che dopo 11 mesi perde già i pezzi, come i cancelli nei recinti dei cani, le scale mobili, contento di poter raccontare a Satana che il basket ha i suoi diavoli e troppe debolezze, che l’Italia non capisce più se ha bisogno di un terzo vaccino, rassegnata davanti all’abuso della parola libertà, disperata vedendo figlie che ammazzano madri per un bene immobile, ragazzi che si prendono a bottigliate fino a tarda notte.

In questo Cinema Inferno resti sbalordito davanti ad un personaggio come la Balsamo campionessa del mondo di ciclismo, diventata regina dopo essere stata Cenerentola portata ad allenarsi dai genitori, eccellente nello studio, abile sulla pista, pure lei angosciata per quello che veri amatori fanno pur di proteggere il legno magico del Vigorelli milanese. Pregando per non vedere troppo spesso nel circo Tamberi, Tortu, un Jacobs che Camossi deve presto riportare nell’angolo dove dopo la fatica si vomita, Paltrinieri, ci sediamo sul fiume leggendo il verbalino del consiglio federale dove il presidente del basket Petrucci, visto con piacere a bordo campo per la Supercoppa e, addirittura, per la prima di campionato a Napoli, tornata in serie A (poi c’era l’amato Messina) ci ha fatto capire che non lo abbiamo mai capito.

Sarà la cattiva influenza per quello che insegnano al basket, così distanti da un Julio Velasco, parlando di settori giovanili, di organizzazione, ma ci sembra che nella palla al cesto, con questa angoscia delle tribune da riempire in fretta per non mandare tutti in rosso, ci si preoccupi poco del campetto, delle piccole società, degli allenatori, degli stessi arbitri se dopo la prima giornata ci siamo trovati oltre la siepe fra gente che non capiva, e non poteva apprezzare fischi e pene di segugio come diceva Giordani. Veri e propri attentati, non soltanto alle regole, ma alla logica.

In quel consiglio federale una cosa ci ha colpito più di altre: il contratto per Meo Sacchetti, allenatore della Nazionale, allungato fino alla fine del prossimo europeo. Vero che con la data di scadenza, ultimamente, si è vinto tanto nello sport, ma questa fiducia legata ai risultati non tiene conto che il convento passa ben poco al diaconato della Nazionale e che miracoli tipo la qualificazione olimpica a Belgrado, il buonissimo torneo a Tokyo, verranno presto dimenticati. Come ha detto Meneghin auguriamoci che Sacchetti per questo campionato continentale che per l’Italia si inizierà al Forum di Assago, dove la proprietà sta facendo barricate per impedire la costruzione di un palazzo per le Olimpiadi a Santa Giulia, debba avere tanti problemi di scelta. Basta che non cambi idea sulla scelta da fare in base a quello che i prescelti hanno dentro e non fuori dove battono il tamburo i piazzisti del sentimento. Le Olimpiadi di Parigi erano una scadenza giusta. A meno che …

La pallavolo purificata dai titoli europei, dopo il bagno infernale a Tokyo, può contare su una struttura dove si costruisce davvero, il basket aveva scelto la stessa strada, ma poi ha preferito allontanare Tanjevic per lasciare spazio a chi sa salire e scendere, inginocchiarsi, in viale Vitorchiano. Che coppia sarebbe stata con Trainotti. Pazienza. Tanto qui fa notizia se il presidente fa il broncio davanti a politici che fingono di sapere tutto dello sport soltanto perché possono dire che il mondo ci invidia, anche se loro, hanno fatto di tutto per mandare la biga oltre la staccionata. Parole, parole. Una crisi vera, affrontata senza coraggio e con poche idee e quando la coorte Bianchini dice che a qualcuno interessa soltanto la Nazionale non sbaglia.

Dicevamo del campionato di basket che è partito come Ulisse quando è tornato ad Itaca travestito da mendicante. Soltanto il nuovo sito della Lega Basket è capace di spiegare che si continua a confondere forma con sostanza. C’è confusione su tribune dove le mascherine si alzano e scendono, la stessa che si prova scoprendo, ma dai, che lo sport non esiste senza pubblico. Pazienza se poi questo popolo non rinuncia ai suoi riti e va troppo spesso oltre la decenza, perché la cultura sportiva nasce dove dovrebbero insegnare fin da piccoli a rispettare la convivenza, le regole, felici che ci si possa conoscere davvero, abbracciare davvero, senza differenza di censo, razza, religione.

Basket che fa passi di bimbo per avere almeno i risultati nella Domenica Sportiva che su Rai-due va ben oltre le 24, come se il giorno dopo tutti facessero colazione da Tiffany giustificando l’assenza dal lavoro, dalla scuola.

Nessuna sorpresa vera a parte il successo ai supplementari di Trieste su Brindisi, avendo scoperto l’acqua calda con il divertimento che offre la Virtus di Scariolo rispetto all’austerità dell’Armani di Messina che inizia l’eurolega davanti ai colossi del CSKA e potrà farsi conoscere davvero dai 4000 ammessi al Forum, anche da quelli che davanti ai 70 punti stiracchiati di Napoli si sono chiesti quanto durerà la costruzione se già in partenza gli italianuzzi giocano spiccioli, se gli stranieri sembrano sfuggire alle idee del maestro cantore Ettorre. Sensazioni. Pensavamo, ad esempio che Brindisi fosse squadra pericolosa anche per le favorite.

Eravamo sicuri che Tortona, dopo la splendida supercoppa, avrebbe fatto soffrire Treviso invece di farsi infilzare nella sua tana. Ci sono piaciuti i due esordienti Vertemati e Magro, anche se le loro squadre li manderanno presto alle terme dove si cura il fegato e anche altro. Un posto di quiete dove troveranno anche Repesa, se non si sentirà più al sicuro nel fiordo di Cattaro, che ha sentito il cuore fibrillare mentre nello spogliatoio aspettava la Fortitudo da cui congedarsi, un peccato di vanità questo ritorno nella casa dove era considerato re fatto senza vedere cammello. Sulla parola, nel ricordo. Un po’ alla Max Allegri, ma lui, il livornese, almeno resiste. Gelsomino, invece, anche senza vedere i due errori finali di Gudmundsson, tiri liberi e tiro corto, ha detto arrivederci. Ora vedremo chi sarà la prossima vittima. Sarebbe bello se Antimo Martino potesse riprendere da dove aveva lasciato, ma sappiamo tutti che squadra è stata fatta, per cui buona fortuna a chi tenterà anche se la nuova sponsorizzazione turca dovrebbe aver dato una nuova prospettiva.

Saluti a Repesa, con rispetto e nostalgia, ma almeno se ne andato prendendo il secondo tecnico da Silvia Marziali, una donna in serie A 32 anni dopo la Frabetti, un tocco gentile, purificatore, liberatorio.

Brindando al giovane Brienza, ingiustamente allontanato dalla serie A1 (?), per la vittoria con Pistoia nella supercoppa di A2 (?), gli interrogativi per farvi sapere che forse ragionano meglio dove hanno più difficoltà ad esistere, eccoci alle prime pagelle sul campionato.

10 A CIANI e a TRIESTE per aver intrappolato una Brindisi che in supercoppa ci aveva davvero lasciato buone sensazioni.

9 A Romeo SACCHETTI se farà finta di niente davanti al rinnovo federale a metà strada con Parigi, se dirà forte e chiaro che il contratto ancora in essere con la Fortitudo che lo cacciò è soltanto un promemoria per chi sbaglia spesso, non certo un vincolo per tornare a farsi prendere in giro.

8 All’italoargentino REDIVO che gioca a gettone per Brindisi in attesa che guarisca lo straniero scelto in estate. A parte il talento ci ha colpito il suo modo di andare nell’arena. Questo genere di uomini, tipo Forray o il primo Filloy, dovrebbero suggerire ai padroni del mercato riflessioni che vadano oltre la brochure patinata.

7 Alle 500 panchine di DE RAFFAELE con la REYER, al suo modo di proporci basket, di stare in una società che crede in quello che fa e non cambia ogni anno come quelli che fingono di non avere colpe se alla fine sono costretti a nuove mutande salvagente.

6 Al professor LOGAN che è tornato a far felice Sassari, lasciando un buon ricordo nella TREVISO che Menetti ha già portato in Europa e che al PalaVerde dipinto di blu avrà modo di far soffrire tanti.

5 Ai TURISTI del basket, arbitri, allenatori, dirigenti che sono partiti con mappe sgualcite, biglietti in scadenza e valige di cartone, così diversi dai veri viaggiatori per un anno difficile che hanno soltanto un sogno nello zaino.

4 Ad Alessandro GENTILE dopo la bella prova contro BRESCIA se non saprà leggere bene nelle sue cifre, nelle esagerazioni di chi ama adulare il campione, senza mai aiutarlo a leggersi davvero dentro. Comunque un bel ritorno.

3 Alla RAI che continua ad insistere sulla partita della sera alle 20,45. Ora nella battaglia fra BULBARELLI e DE STEFSNO per guidare la testata noi speriamo che vinca chi per aiutare davvero uno sport lo propone senza mandarlo contro l’iceberg delle prime serate.

2 Ai GIOCATORI di BRESCIA per quell’inizio agghiacciante a Varese (27-8) che, per fortuna non ha fatto perdere il controllo ad un esordiente come MAGRO che ci ha davvero stupito per la calma mostrata tornando in partita.

1 Al DIRETTORE degli arbitri, che applaudiamo per aver fatto esordire Silvia Marziali, che apprezziamo per il largo ai giovani, per la capacità di adattarsi a Petrucci, se non dovesse riguardare bene le partite della prima giornata correndo riaprendo subito il dibattito fra narcisismo del VAR e cronometri agitati.

0 A TEODOSIC se non troverà il modo di allungare la sua carriera oltre i quarant’anni. Anche se SCARIOLO lo centellina, anche se in difesa non è un mastino, lui, come RODRIGUEZ, hanno il diritto, ma speriamo sentano pure il dovere di deliziarci anche quando si sentono stanchi.

 

 

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