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Fatti&Misfatti / In viaggio per la luna del basket

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Venerdì 17 Settembre 2021


basket-20 


Cara gente, vi diciamo che sarĂ  un sabato dei misteri a canestro dalle dodici a mezzanotte, con il presidente federale e quello di Lega a promettere che fra qualche giorno ci sarĂ  il permesso di avere le tribune piene al 100 per cento.

Oscar Eleni

Alla ricerca di un passaggio per il turismo spaziale che al momento sembra l’unica salvezza dai dispetti della natura, della vita, dei dentisti, del basket fremebondo. Dimenticando il siero dello stupro tenuto in casa per lucidare l’argento, il prete e le sue orge, la cloaca della loggia Ungheria, i soliti femminicidi e le morti sul lavoro che sembrano naturali a chi lascia la gente in mezzo alla strada, entriamo nei vostri sogni da incubo un giorno diverso dal solito perché nell’orgia pallonara si è infilato questo basket dispettoso che ieri si è alzato in piedi, commosso davvero, per salutare Dusan Ivkovic, maistore di massimo livello della meravigliosa scuola cestistica jugoslava.

Uno che amavi anche quando era lui a vincere, a battere le squadre per cui fremevi. Geniale, diabolico, simpatico anche quando voleva essere ruvido. Ha vinto tanto, ha fatto cose importanti in molte squadre, ha viaggiato, insegnato, creato. Il massimo. Era nato alla fine di ottobre nel 1943. Un gigante che anche gli americani hanno voluto nella loro arca della gloria.

Basket turbolento dopo l’anatema di Marco Bonamico il marine che ad Ettore Messina le ha dette in stile porelliano, ricordandogli che arrivare in una semifinale non è vincere, dimenticando le coppe italiane conquistate, alla vigilia della supercoppa diabolica che comincia a Bologna nel segno dell’ingiustizia: eh sì, perché la favoritissima Armani affronterà Treviso che in settimana si è sbucciata più delle ginocchia per trovare un posto nella champions della FIBA. Affrontando Minsk a 24 ore dai quarti di finale contro l’armada messiniana. A Treviso hanno respinto l’idea di mandare la under 18, andranno a Bologna con le poche energie rimaste e non avranno niente da dire se Milano infierirà oltre il lecito.

Il basket del Petrucci itinerante che ha visitato la chiesa di Bologna, Fortitudo e le angosce di un precampionato senza sorrisi, Virtus mentre abbracciava il neoacquisto Alexander che si è presentato giurando di essere il Nash afroamericano. La modestia non manca nei viaggiatori per sport. Devono pur lasciare un marchio almeno al via, molti, poi, se ne vanno e si fa fatica a ricordarli come il Mike James che sembrava una perdita grave per la Milano purificata, che all’inizio aveva fatto sognare Mosca prima che Itoudis lo mettesse alla porta, gettonato nella NBA, che non lo ha riconfermato, ora alla ricerca di un contratto degno di lui, magari non come quello del Ronaldo che a Manchester ha lasciato la villa da 7 milioni di euro perché le pecore belanti gli disturbavano il sonno dopo l’incubo svizzero della sconfitta con gli Young Boys.

Cara gente che arrivata alle penultime pagine dei giornali cercate notizie sulla supercoppa del basket vi diciamo che sarà un sabato dei misteri a canestro dalle dodici a mezzanotte, con il presidente federale e quello di lega a promettere che fra qualche giorno ci sarà il permesso di avere le tribune piene al 100 per cento, un po’ come il calcio, in modo che arrivino lattine sul campo tipo quelle lanciate dai civilissimi inglesi sui giocatori del Fenerbaçhe. Certo che bisogna evitare fallimenti, ma si pensava che dirigenti di qualità trovassero strade per aiutare a crescere in un Paese che passata la beatificazioni dei santi di Tokyo, ora gabberà lo sventurato con aureola olimpica tornando a mangiarsi le unghiette, felice che davanti alle scuole, ai campetti, naturalmente gli oratori, ci siano manifesti che offrono sport e danze a pagamento per la gioventù che non deve portarsi mai lo zaino, come vedete bene seguendo genitori ansanti all’inseguimento della prole in monopattino e senza casco.

Per questo fine settimana cestistico, prolungato fino alla conclusione di martedì, rigorosamente alle ore 21, nessuna previsione. Tutti pensano, predicono, sono sicuri che all’ultimo atto si troveranno di fronte Armani, col dentone avvelenato, e la Virtus Segafredo che l’anno scorso la tramortì con un 4-0 finale spiegato dai fisiologi della casa, dai critici col piumino e la maschera, in tante maniere, senza avere domande da fare anche perché, come avviene spesso in questo stivale con tacco e punta, non ci sarebbero state risposte. Ehi, ragazzi, lasciateci lavorare, noi siamo noi e voi chiedete a casa del marchese.

Ebbene se Venezia, Sassari o Brindisi non hanno nulla da eccepire anche noi pensiamo che alle 21 di un martedì magro la finale della supercoppa sarà fra le ricche strafavorite. Godetevele in televisione, anche questa cambiata per trovare qualche copeco in più. Sui giornali se ne parlerà in ribattuta, magari andando oltre la breve perché se vuoi spazio te lo devi pagare più che conquistare nei giornaloni che intanto sfoltiscono le redazioni con i “famosi esuberi” che angosciano i finti editori.

A risentirci mercoledì.

 

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