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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Osservatorio / Qui Tokyo 2021, a voi Pechino 2022

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Lunedì 6 Settembre 2021

 

pechino-olimpiadi-2022


Si fa appena a tempo a rientrare dal Giappone, che già si deve pensare al nuovo viaggio verso la Cina. In vista di questo impegno imminente (tra appena cinque mesi …) proviamo a fare il punto su quello che è stato e soprattutto su quello che dovrà essere.


Luciano Barra

Gli esami non finiscono mai. Ad un mese dal termine dei Giochi di Tokyo già si avvicinano i Giochi Invernali di Pechino, previsti dal 4 al 20 febbraio, quindi fra cinque mesi esatti e sempre in Asia, con tutte le problematiche connesse al Covid-19, ancora aperte. Sono Giochi importanti per l’Italia, prima di tutto perché anche sulla neve e sul ghiaccio dobbiamo dimostrare il progresso del nostro movimento sportivo d’élite, e poi perché precedono i Giochi di Milano/Cortina, previsti per il 2026, e che a quattro anni di distanza devono fungere da volano promozionale e lanciarsi in avanti, nonostante le continue turbolenze politiche, esaltate dalle prossime elezioni locali.

I numeri di Pechino 2022 sono semplici: 109 gare in 7 sport e 15 discipline. La Tabella 1 che segue ci dice fondamentalmente che i Giochi Invernali negli ultimi 30 anni (da Albertville 1992) hanno raddoppiato le loro gare ed aumentato i Paesi partecipanti del 30 %. Questo il dettaglio delle gare in programma suddivisi per sport e specialità:


TABELLA 1

SPORT

Disciplina

Gare U

Gare D

Miste

Totali

BIATHLON

 

5

5

1

11

BOB & SKELETON

 

3

3

 

6

 

Bob

2

2

 

 

 

Skeleton

1

1

 

 

CURLING

 

1

1

1

3

HOCKEY GH.

 

1

1

 

2

SLITTINO

 

1

1

2

4

PATTINAGGIO

 

12

12

4

28

 

Pista lunga

7

7

 

 

 

Short Track

4

4

1

 

 

Figura

1

1

3

 

SCI

 

28

23

4

55

 

Sci Alpino

5

5

 

 

 

Sci di Fondo

6

6

1

 

 

Salto Trampolino

3

1

1

 

 

Comb. Nordica

3

 

 

 

 

Freestyle

6

6

1

 

 

Snowboard

5

5

1

 

TOTALI

 

51

46

12

109

                
La storia dell’Italia ai Giochi Invernali è riassunta dalla Tabella 2, dove le edizioni sono classificate a seconda delle nostre migliori performances (a parità di medaglie, prevalgono gli Ori). La tabella non dice anche altre cose essenziali che ci riguardano e che dovremmo ricordare:


a) Possiamo vantare momenti magici durante i Giochi Invernali grazie ad un totale di 124 medaglie (40 d’oro, 36 d’argento e 48 di bronzo.

b) Memorabili le nostre prestazioni globali a Grenoble 1968, a Lillehammer 1994 ed Albertville 1992.

c) Abbiamo grandi campioni che hanno fatto la storia dello sport italiano. Ai primi tre posti tre donne: Stefania Belmondo (10 medaglie), Arianna Fontana (8 medaglie), Manuela Di Centa (7 medaglie) e per gli uomini: Eugenio Monti (6 medaglie), Armin Zogler (6 medaglie) ed Alberto Tomba (5 medaglie) e tanti altri grandi campioni. Alcune prestazioni sono entrate nella leggenda dello sport. Su tutte il terzo posto di Eugenio Monti ad Innsbruck 1964 quando prestò un bullone all’inglese Nash che grazie a ciò riuscì a batterlo; o la vittoria della 4x10 km di Fondo a Lillehammer ed infine le volate di Tomba nel 1988, a Calgary che fecero interrompere il Festival di Sanremo e battere ogni record di ascolto televisivo.

d) Nelle ultime edizioni, anche a causa di un cambio generazionale, abbiamo sofferto un po', Vancouver 2010, Sochi 2014 e Pyeongchang non ci hanno visto fra i primi 10 Paesi del medagliere.

e) Lentamente il numero dei partecipanti italiani fra uomini e donne si sta livellando. Ma i momenti esaltanti ed i grandi campioni, di cui per brevità abbiamo citato sono alcuni nomi, devono essere ora utilizzati in maniera sistematica per il raggiungimento di risultati esaltanti anche nei Giochi Invernali. Ci tornerò più avanti.

TABELLA 2               

 

Anno

Sede

Medaglie

Italia

Naz

Gare/Sport/Discipline

Partec. Italia

 

 

 

 

 

 

 

ATLETI (U-D)

1.

1994

Lillehammer

20 (7/5/8)

4°

72

61 – 6 SP 12 DSC

104
(78 –26)

2.

1992

Albertville

14 (4/6/4)

6°

64

57 – 6 SP 12 DSC

107
(79 –28)

3.

2006

Torino

11 (5/0/6)

9°

80

84 – 7 SP 15 DSC

179 (106–73)

4.

2002

Salt Lake C.

13 (4/4/5)

7°

73

78 – 7 SP 15 DSC

112
(65 – 47)

5.

1968

Grenoble

4 (4/0/0)

3°

37

35 – 6 SP 10 DSC

47
(39 – 8)

6.

2018

Pyeongchang

10 (3/2/5)

12°

92

102 –7 SP 15 DSC

121
(73 – 48)

7.

1998

Nagano

10 (2/6/2)

10°

72

68 – 7 SP 14 DSC

113
(79 – 34)

8.

1972

Sapporo

5 (2/2/1)

8°

35

35 – 6 SP 10 DSC

44
(41 – 3)

9.

1988

Calgary

5 (2/1/2)

10°

57

46 – 6 SP 10 DSC

58
(42 – 16)

10.

1984

Sarajevo

2 (2/0/0)

10°

49

39 – 6 SP 10 DSC

74
(59 – 15)

11.

1976

Innsbruck

4 (1/2/1)

10°

37

37 – 6 SP 10 DSC

60
(49 – 11)

12.

1956

Cortina

3 (1/2/0)

8°

32

24 – 4 SP 8 DSC

65
(53 – 12)

13.

2010

Vancouver

5 (1/1/3)

16°

82

86 – 7 SP 15 DSC

109 (60 – 49)

14.

2014

Sochi

8 (0/2/6)

22°

88

98 – 7 SP 15 DSC

113
(69 – 44)

15.

1980

Lake Placid

2 (0/2/0)

13°

37

38 – 6 SP 10 DSC

46
(34 – 12)

 
Proiezioni Pechino 2022 – La stagione invernale 2020/2021 è stata anch’essa anomala causa il Covid-19. Ciò nonostante è stato possibile stilare delle proiezioni in vista di Pechino. Quelle qui riportate sono dei Canadesi di Own-the-Podium. La nostra situazione a livello delle medagli d’oro non è la migliore, mentre come totale di medaglie è sicuramente più tranquillizzante e ci permetterebbe di stare nei primi 10 paesi del mondo. Straordinaria la performance della Norvegia ma anche della Russia. I Paesi Bassi come era avvenuto a Tokyo confermano la loro crescita, dimostrata anche alle Paraolimpiadi, anche se qui la grande maggioranza delle medaglie viene dal Pattinaggio veloce su pista lunga.

TABELLA 3

Pos.

 

ORO

ARG

BRO

Totali

x Med.

1.

NORVEGIA

22

10

 

44

1.

2.

PAESI BASSI

12

7

7

26

4.

3.

COM. OL. RUSSIA

11

14

17

42

2.

4.

GERMANIA

10

15

8

33

3.

5.

AUSTRIA

8

5

6

19

7.

6.

CANADA

7

11

6

24

5.

7.

STATI UNITI

7

10

7

24

5.

8.

SVEZIA

7

7

4

18

7.

 

SVIZZERA

6

4

7

17

8.

8.

FRANCIA

3

6

7

16

9.

9.

UNGHERIA

2

2

0

4

13.

10.

AUSTRALIA

2

1

1

4

13.

 

CINA

2

1

1

4

13.

12.

NUOVA ZELANDA

2

1

0

3

16.

13.

FINLANDIA

0

2

4

6

12.

14.

GIAPPONE

1

1

5

7

11.

15.

REP. CECA

1

1

1

3

17.

 

GRAN BRETAGNA

2

1

1

4

13.

 

SLOVENIA

1

1

1

3

17.

18.

POLONIA

1

0

1

2

19.

19.

SPAGNA

1

0

1

2

19.

20.

ITALIA

0

6

6

1

10.



TABELLA 4

Sport

Gara

Atleta

Arg/Bro

Snowboard

Parallel Giant Slalom

Roland Fischnaller

Argento

Sci Alpino

Slalom Gigante

Luca De Aliprandini

Argento

Short Track

500 m.

Arianna Fontana

Argento

Snowboard

Team Cross

Moioli/Sommariva

Argento

Snowboard

Cross

Michela Moioli

Argento

Sci di Fondo

Sprint free style

Federico Pellegrino

Argento

Short Track

1000 m

Pietro Sighel

Bronzo

Short Track

500 m

Pietro Sighel

Bronzo

Short Track

Staffetta 5000 m

Squadra Maschile

Bronzo

Short Track

Staffetta 3000 m

Squadra Femminile

Bronzo

Biathlon

Staffetta Mista

Squadra Mista

Bronzo

Sci di Fondo

Team Sprint Classic

Pellegrino/De Fabiano

Bronzo

 
Credo che i risultati delle Olimpiadi Estive e quelli delle Paraolimpiadi appena terminate stiano dando la giusta motivazione agli atleti delle discipline invernali che si stanno preparando per le gare della imminente stagione. Dal punto di vista tecnico ormai c’è poco da suggerire per migliorare il nostro score. Molto invece dal punto di vista motivazionale. Tokyo ha dimostrato che, purché gli atleti siano allenati, al momento opportuno è la motivazione che fa la differenza. Ho sentito le interviste di tutti i nostri medagliati di Tokyo, anche quelli delle Paraolimpiadi, dove la RAI ha fatto un ottimo lavoro, ed ho avuto la conferma di qualcosa di cui sono stato sempre convinto. Sono quelli che stanno intorno agli atleti, famiglie ed amici soprattutto, che fanno la differenza e che fanno scattare la molla al momento opportuno.

In questi ultimi mesi la speranza – e qui CONI e Federazione devono fare i loro sforzi anche economici –, è che i media parlino degli sport invernali e dei nostri potenziali campioni. Se escludiamo Arianna Fontana e Federico Pellegrino molti di loro non sono noti all’opinione pubblica. E Dio sa quanto è importante questa visibilità. In vista di Milano/Cortina 2026 qualcosa in più dovrà essere fatto.

Anche qui come per gli sport estivi il CONI dovrebbe puntare più sulla qualità che nella quantità della partecipazione, anche perché in quanto organizzatori noi avremo la possibilità di iscrivere atleti e squadre (leggi Hockey su Ghiaccio) in tutti gli sport ed in tutte le discipline. Anche qui non sarebbe male affiancare al Dirigente Responsabile della Preparazione Olimpica due assistenti, uno per gli sport della neve ed uno per lo sport sul ghiaccio, non con compiti tecnici ma più organizzativi sulla preparazione.

Roma è fisicamente lontana dalle Federazioni Invernali e dalle piste di sci e di ghiaccio. Devo dire di più?

 

 

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