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Piste&Pedane / Cinque su cinque, come ci si attendeva

Lunedì 3 Maggio 2021

 

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A Chorzow gli azzurri approfittano di situazioni irripetibili e completano la ”manita” (alla pari di USA, Gran Bretagna e Olanda) per di più prenotando i Mondiali di Eugene.

Daniele Perboni

Ok, è finita come doveva finire: cinque staffette presenti, cinque staffette promosse. Si va, tutti belli pimpanti, a Tokyo e, il prossimo anno, 15/24 luglio, a Eugene, Oregon, per i Campionati Mondiali. Ciliegina sulla torta? Beh sì. Donne veloci (Irene Siracusa, Gloria Hooper, Anna Bongiorni, Vittoria Fontana, con l’apporto di Johanelis Herrera Abreu in batteria) e la “mixed” del miglio (Edo Scotti, Giancarla Trevisan, Alice Mangione, Davide Re) si son messi al collo il titolo di Worl Athletics Relays. Le altre e gli altri? Secondi gli uomini jet, ma non tanto in questa occasione, quarti e quinte i resistenti alla velocità.

Applausi, baci, abbracci e arrivederci in un’altra occasione. Sempre più rara. Si corrono poche staffette … Forse non sono appetibili per lo spettacolo. Sapete com’è. Vedi mai che ora qualcosa cambierà? Non ne siamo poi così sicuri. Comunque sia. Bravi. Punto e a capo.

Prestazioni peggiorate in finale. Per il freddo eccessivo. Si dice. E in effetti a vederli (noi al caldo delle nostre stanzette non ne avevamo proprio sentore) sbracciarsi e battersi braccia e gambe non sembrava il caso. Manco al Campaccio di metà marzo si “barbellava” così. E scusate per il lombardismo ma così pare più efficace. In effetti, a scrutar i fogli ufficiali 4/5 gradi in meno rispetto alle batterie c’erano tutti. 10/11 gradi il sabato, 7 domenica. Condizioni ideali forse per maratoneti. Insomma, tutto un florilegio di complimenti, pacche sulle spalle, congratulazioni.

Anche dal neo eletto (ma ormai son passati tre mesi) Mei che tanto ha sbraitato contro il settore tecnico. Ora come la mettiamo caro presidente? La Torre, Di Mulo, Frinolli, solo per nominare il settore velocitĂ , li cacciamo in nome di un rinnovamento che azzera tutto e riparte dal principio? 

Insomma, tempi e modi ormai sono sulla bocca di tutti, anche lo stratosferico 8”91 lanciato di Jacobs e il 45”38 finale di Wladimir Aceti. Ma come la mettiamo con i modesti, per lui, 46”38 e 46”81 di Davide Re? Sì, certo, si è limitato a “controllare” il vantaggio accumulato dai compagni, ma spremersi un ciccinin in più faceva male? Puntuale la frecciatina del giovane e irriverente Scotti nelle interviste di rito: “La prossima volta ti mettiamo in prima così corri …”.

Da rivedere i cambi, tanto sbandierati e considerati perfetti. Probabilmente ha ragione Stefano Tilli, quando afferma che sì, va bene provare e riprovare. In allenamento son tutti fenomeni ma poi in gara con gli avversari nelle corsie a fianco e tutt’altra faccenda.  

CURIOSITÀ – La Repubblica Dominicana è arrivata in Slesia solo alle 4 del mattino di sabato 1° maggio, dopo essere volata a Varsavia invece che a Cracovia. Hanno poi dovuto completare i test Covid e restare in isolamento prima dei risultati. Nonostante questo la loro 4x400 mista ha stabilito il record nazionale (3’16”67) ed il terzo tempo più veloce della giornata, approdando così in finale dove è salita sul podio. Terza.

Pure la 4x100 femminile dell’Ecuador ha stabilito il primato nazionale (43”86). Con l’accesso alla finale sarà anche la prima staffetta equadoregna a prendere parte ad una rassegna olimpica.


 

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