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Giochi Olimpici Estivi - 2008

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2008 Pechino


Giochi della XXIX Olimpiade




(gfc) Con una imponente cerimonia che ha coinvolto 14.000 figuranti, ospitata nell’avveniristico “Nido d’uccello”, i Giochi della XXIX Olimpiade si sono aperti alle ore 8 di sera di venerdì 8 agosto ’08. In omaggio al numero fortunato del popolo cinese, otto sono state anche le medaglie d’oro vinte dagli italiani. Pechino, per i tanti motivi che l’hanno interessata (non escluso il doping), potrà ricordarsi anche per le peripezie della torcia. Accesa ad Olimpia il 24 marzo, era rientrata in Cina dopo aver percorso 137.000 attraverso i cinque continenti, toccando l’Everest e raggiungendo – scortata dai militari – il martoriato e blindatissimo Tibet che ha pagato con centinaia di vittime la sua voglia di indipendenza e il “sogno” olimpico cinese.

La scelta era caduta su Pechino nel corso della 112ª Sessione del CIO del 13 Luglio 2001. Alla votazione decisiva, la capitale cinese aveva ottenuto la maggioranza assoluta con 56 preferenze nei confronti di Toronto (22), Parigi (18) e Istanbul (9). L’opportunità olimpica era vista dal governo cinese come irripetibile occasione per mostrare al mondo i grandi progressi economici e tecnologici compiuti dall’ultimo regime comunista. La città era stata completamente ricostruita in base ad una architettura in aperta competizione con i modelli occidentali. Uno sforzo enorme e riuscito, i cui costi non saranno mai noti, ma che hanno consegnato a Pechino il record mondiale dell’inquinamento.

L’arte tradizionale cinese ha pesantemente influito sulla simbologia di contorno. L’emblema è stato un sigillo ispirato al simbolo calligrafico “Jing” (Pechino). Le medaglie sono state modellate con il ricorso, per la prima volta, alla giada della tradizione artistica locale. La voglia di stupire ha travolto anche la mascotte, moltiplicata in cinque immagini di animali, le cui sillabe iniziali andavano a comporre la frase “Beijing Huanying Ni”, come dire “Benvenuti a Pechino”. Anche l’ordine nella sfilata d’apertura, in assenza di un sistema alfabetico, è stato dettato da un criterio di logica tipicamente cinese, con la squadra italiana al 191° posto sulle 204 rappresentative.

Gli azzurri. Presenti in 29 discipline, il 23 luglio il CONI aveva comunicato i 347 nomi dei prescelti. Al termine saranno in 334 ad aver partecipato, vale a dire 204 uomini e 130 donne. E una prima volta nel Badminton, sia pure con una sola atleta presente. Portabandiera è risultato il canoista Antonio Rossi, alla sua quinta presenza olimpica.


Il bilancio finale (in linea con le aspettative) parla di 27 medaglie – 8 d’oro, 9 d’argento e altrettante di bronzo –, pari al 2,9% di quelle distribuite, bottino ridimensionato per un caso di doping che ha coinvolto il ciclista Davide Rebellin, secondo nella corsa su strada ma che s’è visto appiedare dal CIO che nell’aprile del 2009 ha preteso indietro la medaglia (e il CONI, dettaglio penoso, ha richiesto il premio in denaro). Anche quella, una prima volta per lo sport olimpico italiano.

In testa, come sempre e per fortuna, la scherma con sette medaglie seguita da tiro a volo e pugilato con tre. Le medaglie dei maschi sono state 16, quelle delle femmine 11. Le discipline arrivate sul podio sono state complessivamente 14: per la prima volta tra di loro ha figurato il Taekwondo. Al primo posto tra gli atleti? Senz’altro Maria Valentina Vezzali vincitrice della terza medaglia d’oro consecutiva nel fioretto individuale dopo l’argento di Atlanta. La signora e mamma del fioretto italiano, lanciata all’inseguimento di Edo Mangiarotti, ha arricchito ancora la sua personale bacheca a Londra, ma non è riuscita ad andare a Rio (obiettivo cercato con forza dopo il rientro alle gare dell’aprile 2014, alla fine della seconda maternità). Nel frattempo, per lei, uscita dalle pedane, una nuova esperienza come parlamentare della Repubblica.

Ma Pechino ha avuto una coda velenosa intinta nel doping. I suoi risultati sono stati infatti falcidiati dal CIO che, nel biennio 2016-17, ha sottoposto a controlli più sofisticati centinaia di campioni biologici conservati per un decennio e inizialmente passati indenni. In questa seconda rete – stesa per 1053 nominativi – sono incappati in molti, almeno un’ottantina, in maggioranza russi e dei paesi dell’est europeo. Tra gli sport più penalizzati sollevamento pesi ed atletica: non per nulla il caso più clamoroso è stato, per la positività del primo frazionista Nesta Carter, la cancellazione della 4x100 giamaicana che s’era imposta col record mondiale (37”10) e con l’abisso di 96/100 sul quartetto di Trinidad. Una sanzione, giunta dopo i Giochi di Rio, costata a Usain Bolt una delle sue nove medaglie d’oro.

Più nel dettaglio, come risultava a maggio 2017, sono stati retroattivamente esclusi dalle classifiche di Pechino 40 atleti saliti sul podio e ritirate 7 medaglie d’oro, 17 d’argento e 16 di bronzo. Un’ecatombe tecnica, ma soprattutto un colpo alla credibilità del sistema sportivo internazionale, che ha innescato una completa rielaborazione del medagliere, dalle complesse procedure e peraltro ancora in corso.

Per maggior informazione, questa è la tabella, divisa per nazioni, delle medaglie consegnate a Pechino e ora ufficialmente ritirate dal CIO:



                                                       ORO   ARG   BRO        Tot.
Fed. Russia                                        -            6          7               13  
Bielorussia                                         1            2          2                5  
Ucraina                                               -            2          3                5  
Kazakistan                                         -            2          2                4   
Rep. Pop. Cina                                  3           -           -                 3   
Uzbekistan                                         1           1           -                 2   
Bahrein                                               1           -           -                 1    
Giamaica                                            1           -           -                 1    
Cuba                                                    -           1           -                 1    
Azerbaijan                                          -           1           -                 1    
Italia                                                    -           1           -                 1    
Armenia                                              -           -           1                 1    
Grecia                                                  -           -           1                 1    
Turchia                                               -           -            1                 1    
                                                          7         17        16              40


La scheda di Pechino 2008

Date: 8/24 Agosto 2008.
Nazioni presenti: 204 (vincitori di medaglie: 87).
Atleti partecipanti: 10.942 (6305 uomini, 4637 donne).
Apertura dei Giochi: Hu Jintao, presidente della Repubblica Popolare Cinese.
Accensione del tripode: Li Ning (Ginnastica).
Giuramento degli atleti: Zhang Yining (Tennistavolo).
Giuramento dei giudici: Huang Liping.
Programma tecnico: 34 sport, 302 gare (165 uomini, 127 donne, 10 miste).
Medaglie assegnate: 958 (Oro 302, Argento 303, Bronzo 353)

Membri italiani del CIO: Franco Carraro (dal 1982), Mario Pescante (dal 1994), Ottavio Cinquanta (dal 1996), Manuela Di Centa (dal 1999), Francesco Ricci Bitti (dal 2006).
Presidente del CONI: Giovanni Petrucci.
Sede della delegazione: Villaggio Olimpico.
Alfiere della squadra: Antonio Rossi (Canoa).

Atleti italiani in gara: 334 (205 uomini, 131 donne).
Riserve o non entrati: 9 (7 uomini, 2 donne).
Medaglie vinte: 27 (Oro 8, Argento 9, Bronzo 10).
Atleti italiani vincitori di medaglie: 39 (27 uomini e 12 donne).






 

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