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Giochi Olimpici Estivi - 2004

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2004 Atene


Giochi della XXVIII Olimpiade




(gfc) L’assegnazione dei Giochi 2004 ad Atene – avvenuta il 5 settembre 1997, a Losanna, nel corso della 106ª Sessione del CIO – ha avuto un duplice responso: la riparazione del torto perpetrato nel 1996 quando i Giochi del Centenario vennero dirottati ad Atlanta, e la sconfitta di Roma. La sfida tra le due capitali storiche del Mediterraneo – con Città del Capo come terzo incomodo – si presentava densa di suggestioni e di richiami classici. Ma le quattro successive votazioni dimostrarono che Atene contava su una più salda base di consensi: sempre in testa in tutti i turni, nel voto decisivo raggiunse 66 preferenze contro le 41 di Roma.

Quella sconfitta – che restò orfana, mentre la candidatura aveva avuto molti padri – costò molto al CONI e al suo presidente Mario Pescante, costretto alle dimissioni. Il CONI fu obbligato a cambiare la sua struttura e la sua organizzazione, una imposizione favorita anche dalla crisi dei giochi a pronostici (Totocalcio e affini) che lo avevano sostenuto finanziariamente fin dal primo dopoguerra. Il governo di centro-sinistra retto da Romano Prodi (suo vice era Walter Veltroni che si sentì vittima sacrificale di quello smacco) impose infatti al Comitato una profonda revisione in senso populista, i cui effetti, in negativo, pesano ancora oggi sull’intero sport italiano. Non era mai accaduto prima, se non durante il Fascismo, che un governo imponesse allo Sport i suoi orientamenti. Le cose peggiorano di lì a poco, quando il ministro delle finanze del nuovo governo di centro-destra, Giulio Tremonti, impose la creazione della società CONI Servizi il cui solo azionista restava il ministero delle Finanze da cui oggi finanziariamente dipende il nostro Comitato Olimpico.

Questo, per la storia, l’esito di quelle quattro votazioni che decretarono la sconfitta di Roma: Atene IV-66/III-52/II-38/I-32, Roma IV-41/III-35/II-28/I-23, Città del Capo III-20/II-22/I-16 (62), Stoccolma II-19/I-20, Buenos Aires I-16 (44). In precedenza, marzo 1997, erano state escluse Istanbul, Lille, Rio de Janeiro, San Juan di Portorico, San Pietroburgo e Siviglia. Undici città candidate: per il CIO rimarranno in seguito un lontano miraggio.

“Welcome Home”, il motto scelto dai greci. Dopo 108 anni i Giochi Olimpici tornavano a casa accolti da quello slogan. “Dream Games” li avrebbe definiti il presidente del CIO Jacques Rogge, non andando lontano dalla verità. Quella di Atene resta infatti una straordinaria Olimpiade che – al di là dei grandi riscontri sportivi, di buona soddisfazione anche per l’Italia – aveva restituito al mondo l’immagine di una Grecia moderna e dinamica, proiettata verso il futuro, capace di sposare tradizione e cultura con efficienza e tecnologia. Come stavano a dimostrare gli splendidi impianti allestiti dal comitato organizzatore presieduto con mano ferrea dalla miliardaria Gianna Angelopoulos (impianti oggi abbandonati al degrado). Ma, secondo alcuni, innescando quella miccia che di lì a poco ne brucerà l’economia facendone la inguaribile malata d’Europa.

Una Olimpiade dei record, si è detto. Sia per il numero dei comitati olimpici presenti (201) che per le gare in programma (301). Ma anche per gli atleti, quasi 11.000, oltre che per l’enorme seguito televisivo, con 3,9 miliardi di spettatori rispetto ai 3,6 di Sydney. Per la prima volta la torcia olimpica aveva toccato i cinque continenti. E per la prima volta – dopo 1611 anni – atleti moderni erano tornati a gareggiare ad Olimpia (dove anche le donne avevano potuto esibirsi infrangendo un divieto millenario, anche se saranno proprio loro a profanare il “recinto sacro” con due imbarazzanti casi di doping).

Numeri da record anche per gli azzurri. Ad Atene i partecipanti sono stati 365 (quattro più che a Sydney), 102 quelli che hanno conquistato una medaglia. Le medaglie vinte sono state 32 e hanno interessato 17 discipline, poco più di un quarto sono arrivate dalla Scherma. Le percentuali tra maschi e femmine sono state rispettivamente del 71,9% e del 28,1%. Gli atleti piazzati tra il 1° e l’8° posto sono risultati 77 (48 uomini e 29 donne).

Con una grande Aldo Montano che ha rinverdito gli allori di famiglia, sugli scudi la finale di fioretto che ha opposto Valentina Vezzali a Giovanni Trillini, un derby olimpico dal sapore paesano e in salsa jesina. Circostanza che ha reso ancora più deprecabile l’esclusione dal programma della gara a squadra delle ragazze. Ricordata l’esplosione di una giovanissima Federica Pellegrini, è doverosa la citazione per i ginnasti, con uno stellare Igor Cassina e un inchino per il “Signore degli anni” Chechi tornato in pedana a 35 anni, non pago del solo ruolo di portabandiera.

Infine le belle prove nei tornei a squadre, con ben otto rappresentative diverse in campo. Su tutte da ricordare le vittoriose “tigri” della Pallanuoto, senza dimenticare per i maschi i secondi posti di Basket e Volley e il terzo della “olimpica” del Calcio che sul podio mancava dal 1936. Ma la vittoria più luminosa, anche per il significato emblematico, resta quella di Stefano Baldini nella Maratona nell’irripetibile scenario dello Stadio Panatinaico, sugello ad una edizione monstre per l’Italia con ben 102 atleti sul podio (sui 365 presenti, come dire poco meno di uno su tre è tornato con una medaglia al collo).

Si può infine ricordare che due anni più tardi, martedì 17 gennaio 2006, l’ambasciatore greco a Roma, Anastassis Mitziannis, consegnò il diploma con la cittadinanza ateniese ai 24 azzurri vincitori della medaglia d’oro. Non un dettaglio trascurabile.

 
La scheda di Atene 2004

Date: 13/29 Agosto 2004.
Nazioni presenti: 201 (vincitori di medaglie: 74).
Atleti partecipanti: 10.625 (6296 uomini, 4329 donne).
Apertura dei Giochi: Konstantinos Stephanopoulos, presidente della Repubblica.
Accensione del tripode: Nikos Galis, Dimitrios Domazos, Paraskevi Patoulidou, Akakios Kachiasvilis, Ioannis Melissanidis, Nikolaos Kaklamanakis (Vela).
Giuramento degli atleti: ZoĂŻ Dimoschaki (Nuoto).
Giuramento dei giudici: Lazaros Voreadis (arbitro di basket).
Programma tecnico: 28 sport, 301 (164 uomini, 125 donne, 12 open).
Medaglie assegnate: 929 (Oro 301, Argento 301, Bronzo 337).
 
Membri italiani del CIO: Franco Carraro (dal 1982), Mario Pescante (dal 1994), Ottavio Cinquanta (dal 1996), Manuela Di Centa (dal 1999), Bruno Grandi (dal 2000).
Presidente del CONI: Giovanni Petrucci.
Sede della delegazione: Villaggio Olimpico.
Alfiere della squadra: Jury Chechi (Ginnastica).

Atleti italiani in gara: 365 (230 uomini, 135 donne).
Riserve o non entrati: 9 (8 uomini, 1 donna).
Medaglie vinte: 32 (Oro 10, Argento 11, Bronzo 11).
Atleti italiani vincitori di medaglie: 102 (76 uomini e 26 donne).

 

 

 

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