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Giochi Olimpici Estivi - 1960

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1960 Roma

Giochi della XVII Olimpiade


1960 roma



(gfc) I Giochi di Roma sono ricordati, e non senza ragione, come l’ultima celebrazione olimpica a “misura d’uomo”. Molta semplicità, grande coinvolgimento popolare, straordinario ambiente architettonico, partecipazione sportiva globale, risultati tecnici di pregio, condizioni atmosferiche eccellenti. Nell’Italia del tempo presidente della Repubblica era Giovanni Gronchi, sul soglio di Pietro sedeva papa Giovanni XXIII (santificato da papa Francesco il 27 aprile 2014). Il CONI, da quindici anni, era guidato da Giulio Onesti.

Al successo di quell’edizione voluta dal CONI – che non fu solo della città di Roma, ma di tutta l’Italia – concorsero molti fattori, ma il principale andava rintracciato nel fascino che la città seppe esercitare, aprendosi con disponibilità e amicizia alle migliaia di visitatori. Il legame che si venne a creare tra ospiti e cittadinanza, trovò la sua espressione più genuina nella fiaccolata spontanea che, nella notte di chiusura, accese di commozione le scalee dello Stadio Olimpico. Per quindici giorni Roma era stata, in assoluto, la capitale del mondo, e non solo per lo sport.

A Roma i Giochi erano stati assegnati il 15 giugno 1955 nel corso della 50ª Sessione del CIO tenuta a Parigi. Il maggior artefice di quel successo diplomatico fu Bruno Zauli, sin dal 1946 segretario generale del CONI. Il progetto ricalcava nelle linee generali quello da lui stesso messo a punto per i Giochi del 1944, quando a Roma il CIO aveva preferito Londra. Agli inizi il comitato organizzatore si installò in un villino alle spalle di Castel Sant’Angelo, già di proprietà di Francesca Bertini. Da lì emigrò a Ponte Milvio, nella sede del Totocalcio, e infine si trasferì nel moderno Palazzo delle Federazioni, in viale Tiziano, a ridosso del Villaggio Olimpico. A presiederlo fu chiamato Giulio Andreotti, all’epoca ministro della Difesa, mentre Onesti restava a capo dell’esecutivo. La sintonia tra quelle due personalità, ha garantito allo sport italiano decenni di serena autonomia. La gran parte della forza-lavoro venne attinta dalla struttura stessa del CONI. A nessuno venne corrisposto uno stipendio, ma a Giochi conclusi tutti ricevettero una stretta di mano e la medaglia ricordo.

La squadra italiana superava le 300 unitĂ , anche se poi gareggiarono non piĂą di 279 atleti. Le affermazioni piĂą numerose furono quelle dei ciclisti e dei pugili. Poco al di sotto gli schermidori, costretti a cedere il primato causa una lacerante crisi federale. Le vittorie destinate a restare piĂą a lungo radicate nella memoria collettiva furono la volata di Livio Berruti sui 200 metri e la vittoria che la squadra di pallanuoto colse, sotto le stelle, nella piscina scoperta del Foro Italico.

Quale è stata l’eredità di Roma ’60 per lo sport italiano e per il CONI? Si può cedere la parola a Giulio Onesti che, quattro anni più tardi, scriveva: “Dopo i Giochi di Roma, l’ente, anziché trovare riconoscenza, incoraggiamento ed aiuto, ha dovuto iniziare una nuova lotta per difendere addirittura la propria sopravvivenza. Siffatti premi sono tipici del nostro paese e bisogna quindi accettarli come caratteristici del nostro paesaggio e della nostra nomenclatura.”


La scheda di Roma 1960

Date: 25 Agosto / 11 Settembre 1960.
Nazioni presenti: 83 (vincitori di medaglie: 41).
Atleti partecipanti: 5348 (4738 uomini, 610 donne).
Apertura: Giovanni Gronchi, presidente della Repubblica.
Accensione del tripode: Giancarlo Peris (Atletica).
Giuramento degli atleti: Adolfo Consolini (Atletica).
Programma tecnico: 20 sport, 150 gare.
Medaglie assegnate: 461 (152 Oro, 149 Argento, 160 Bronzo).

Membri italiani del CIO: conte Paolo Thaon di Revel (dal 1932), Giorgio de' Stefani (dal 1951).
Presidente del CONI: Giulio Onesti
Capo della delegazione: Giordano Bruno Fabjan.
Sede della delegazione: Villaggio Olimpico (Palazzine 20 e 21). Vela a Napoli.
Alfiere della squadra: Edoardo Mangiarotti (Scherma).
Attaché: non previsto.

Atleti in gara: 279 (245 uomini, 34 donne).
Riserve o non entrati: 24 (20 uomini, 4 donne).
Medaglie vinte: 36 (13 Oro, 10 Argento, 13 Bronzo).
Atleti italiani vincitori di medaglie: 78 (72 uomini, 6 donne).

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