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Giochi Olimpici Estivi -1952

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Giochi Olimpici Estivi

1952 Helsinki


1952

(gfc) Per il 1952 la gioventù del mondo si era data appuntamento nel paese dei mille laghi. Ai Giochi – cui la Finlandia aveva già dovuto rinunciare nel 1940 – fecero la loro prima apparizione i sovietici, atleti sconosciuti, chiusi nel loro isolamento ideologico. Il mondo era diviso in due, c’era la guerra in Corea e tra i popoli era scesa una pesante cortina di ferro. Paventando attriti tra americani e russi, si provvide ad isolarli, i sovietici ad Otaniemi, gli statunitensi a Käpylä, come dire ai due poli della città.

Anche lo sport italiano era cresciuto nei quattro anni precedenti. La generazione sopravvissuta alla guerra, e che aveva retto a Londra, si era fatta da parte. Bisognava sostituirla. Si iniziava a parlare di “modello italiano”, un sistema basato sulla certezza del finanziamento (proveniente dal gettito dei pronostici sullo sport piĂą popolare, il calcio) e su una maggiore autonomia. Si pensava alla nuova candidatura olimpica di Roma, s'era affacciato, prorompente, lo “sport nella scuola”.

La spedizione italiana ad Helsinki fu la più imponente registrata fino a quel momento. Si mossero complessivamente 383 elementi tra i quali figuravano 256 atleti, impegnati in tutte le 20 discipline del programma. Il grosso della squadra raggiunse la Finlandia in treno. I materiali furono affidati a una nave della marina militare, il “Proteo”. Le divise, compreso un impermeabile, molto utile per la pioggia che cadde quasi ininterrotta, vennero offerte da aziende dell’abbigliamento. Una curiosità: gli atleti avevano in dotazione due paia di pantaloni: per i dirigenti – chissà perché – ne era previsto uno solo.

La squadra venne alloggiata al villaggio di Käpylä, quattro atleti per stanza. Le donne in una scuola per infermiere a Naistenkyla. Per loro fu però necessario sostituire i materassi riempiti con … alghe disseccate e acquistare in tutta fretta materassi in gommapiuma. Anche in quegli anni di cinghie strette, si era deciso di rafforzare la dieta con una buona quantità di viveri inviata dall’Italia: i chili di pasta salirono a 1500, le bevande si integrarono con 500 fiaschi di chianti, ma anche con 750 scatole di idrolitina, la novità che furoreggiava sulle mense estive degli italiani. Per ciascun atleta il CONI sostenne la spesa di un milione e trecentomila lire. La nota gentile fu la scelta di una ragazza poco meno che sedicenne cui affidare il tricolore durante la sfilata: era la prima volta che quell’onore toccava ad una donna.

Il bilancio conclusivo? Non di molto inferiore a Londra, ma con la perdita di alcune posizioni, sia per la presenza dei russi che per la crescita dei paesi del blocco orientale. La battaglia all’ultimo podio tra americani e sovietici si risolse a favore dei primi che prevalsero per 76 a 71. Poi, in fila, ungheresi (45), svedesi (35) e tedeschi (24), anche questi ultimi riammessi ai Giochi (ma solo quelli dell’ovest). Seguivano i padroni di casa con le loro 22 medaglie, una sola in più degli azzurri.


La scheda di Helsinki 1952


Date: 19 Luglio / 3 Agosto 1952.
Nazioni presenti: 69 (vincitrici di medaglie: 43).
Atleti partecipanti: 4927 (4409 uomini, 518 donne).
Apertura dei Giochi: Juho Kusti Paasikivi, presidente della Repubblica.
Accensione del tripode: Hannes Kolahmeinen.
Giuramento degli atleti: Heikki Sovolainen (Ginnastica).
Programma tecnico: 20 sport, 149 gare.
Medaglie assegnate: 459 (149 Oro, 152 Argento, 158 Bronzo).

Membri italiani del CIO: conte Alberto Bonacossa (dal 1925), conte Paolo Thaon di Revel (dal 1932), Giorgio de’ Stefani (dal 1951).
Presidente del CONI: Giulio Onesti.
Capo delegazione: Bruno Zauli
Sede della delegazione: Villaggio Olimpico (donne a Naistenkyla).
Attaché: Domenico Grenci.
Alfiere della squadra: Miranda Cicognani (Ginnastica).

Atleti italiani in gara: 228 (205 uomini, 23 donne).
Riserve o non entrati: 34 (31 uomini, 3 donne).
Medaglie vinte: 21 (8 Oro, 9 Argento, 4 Bronzo).
Atleti italiani vincitori di medaglie: 45 (44 uomini e 1 donna).

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