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Giochi Olimpici Estivi - 1924 Parigi

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1924 Parigi

Giochi della VIII Olimpiade

 

1924


(gfc)
Quelle ospitate a Colombes sono state le Olimpiadi narrate dal sognante Chariots of Fire di Hugh Hudson, musicato da Vangelis. Per gli italiani si trattò di un banco di prova. Dopo la costituzione del governo Mussolini, nell’aprile 1923 l’incarico di presiedere il CONI era passato nelle mani dell’onorevole Aldo Finzi, giovane sottosegretario alla Presidenza del Consiglio destinato a perire alle Fosse Ardeatine. La sua presidenza sarebbe stata di breve durata: travolto dalle conseguenze del delitto Matteotti, Finzi fu costretto alle dimissioni, lasciando il CONI nel giugno 1924, quando cioè a Parigi i Giochi erano in corso da alcune settimane.

Con tali premesse la trasferta in terra di Francia poteva apparire compromessa. Non fu così grazie agli sforzi congiunti dei vecchi dirigenti (in prima fila il vice-presidente Alberto Masprone e il conte Alberto Bonacossa) e dell’altro vice-presidente, Italo Capanni, un deputato entrato in Parlamento con il PNF. Malgrado lo scetticismo che lo circondava, Capanni riuscì a procurarsi i fondi necessari. Ci furono altri interventi pubblici: il Ministero della Guerra concesse l’esenzione dal servizio militare per tutti gli atleti; il Ministero dei Trasporti operò una riduzione del 30% sui biglietti. Cose da poco, ma che all’epoca erano contributi notevoli.

Per alloggiare la squadra si fecero le cose per bene, pur senza lussi o sprechi. Rifiutando le disadorne baracche in legno allestite nei pressi di Colombes, fu affittata una confortevole villa a Neuilly-sur-Seine, la “Casa degli Italiani” come fu ribattezzata. Sul tetto sventolava un enorme tricolore affiancato al vessillo olimpico. Ma l’edificio era privo di mobilio tanto che per arredare le camerate, e allestire il ristorante, fu giocoforza far appello alla nostra Croce Rossa che mandò quello di cui disponeva, cioè suppellettili da ospedale e malridotte brandine militari. Una sistemazione tanto precaria che i calciatori, giunti per primi a Neilly, dinanzi a quei lettini da campo scapparono a gambe levate verso un più accogliente albergo. Una reazione che convinse i responsabili a sostituire le brandine con più comodi letti acquistati sul posto.

Non va poi dimenticato che i Giochi di Parigi costituivano il primo esame per una rappresentativa italiana all’estero dopo la salita al potere del fascismo. E per di più in Francia, dove si andavano riunendo tutti quei dissidenti che preferivano le incertezze dell’esilio alle certezze del nuovo corso in camicia nera. A Parigi – dove i Giochi si aprirono a metà maggio per concludersi a fine luglio – vennero inviati a vari scaglioni 233 atleti tra i quali figuravano 3 tenniste, tutte del “TC Milano” del conte Bonacossa, anche se poi in gara se ne videro solo 200. Nel medagliere, dominato dagli atleti statunitensi, gli azzurri figurarono dignitosamente in ottava posizione con 16 medaglie, otto delle quali d’oro.


La scheda di Parigi 1924


Date: 4 Maggio / 27 Luglio 1924.
Nazioni presenti: 44 (vincitori di medaglie: 27).
Atleti partecipanti: 3089 (2954 uomini, 135 donne).
Apertura dei Giochi (5 Luglio): Gaston Doumergue, presidente della Repubblica.
Giuramento degli atleti: Géo André (Atletica).
Programma tecnico: 20 sport, 126 gare.
Medaglie assegnate: 378 (126 Oro, 127 Argento, 125 Bronzo).

Membri italiani del CIO: Carlo MontĂą (dal 1913), marchese Giorgio Guglielmi (dal 1919).
Presidente del CONI: on. Aldo Finzi (fino al 17 giugno 1924).
Capo delegazione: Alberto Masprone, vice-presidente reggente del CONI.
Sede della delegazione: “Casa degli Italiani” (una villa a Neuilly-sur-Seine).
Alfiere della squadra: Ugo Frigerio (Atletica).
Attaché: Fabio Orlandini.

Atleti italiani in gara: 200 (197 uomini, 3 donne).
Riserve o non entrati: 33.
Medaglie vinte: 16 (8 Oro, 3 Argento, 5 Bronzo).
Atleti italiani vincitori di medaglie: 45.
Responsabile Ufficio stampa: Fabio Orlandini (con Aldo Borella).
Giornalisti italiani presenti: 26.


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