Duribanchi / Nessuno e' meno sopportabile di un ipocrita
Martedì 5 Agosto 2025
“Apri un qualsiasi tg, vedi Gaza, vedi l'orrore, la fame, la morte, vedi bambini ridotti a scheletri, vedi le macerie, la desolazione e ti chiedi perché il mondo 'civile' non faccia di più. Ti chiedi cosa puoi fare tu tra questa impotenza che ti umilia.”
Andrea Bosco
E allora ti dici che l'unica cosa che puoi fare è quella di provare a dire la verità. Due popoli e due Stati? Israele e Palestina: meraviglioso. Fine dell'orrore? Ma uno stato palestinese esiste? Non se ne hanno notizie. Eventualmente con quali confini? Gaza? La Cisgiordania? E sempre, eventualmente, governata da chi? Abu Mazen è un vecchio arnese privo di autorità.
I palestinesi votarono (spesso costretti) Hamas: vale a dire il terrore. Quale è il numero di Hamas? Centomila persone? Il doppio? Il triplo? Possibile che non si sia mai sviluppata in una popolazione di oltre due milioni di persone una resistenza contro Hamas? Schiavi o complici? Hamas si nutre del sangue della sua gente. Lo hanno ripetutamente detto: “più bambini, più donne, più anziani uccisi: più martiri, più sangue per eliminare i giudei”. Palestina “dal fiume al mare” urlano i pro-pal in Europa e gli universitari statunitensi di Harvard. E' con Hamas che si pretende che Israrele faccia la pace? Se hai un ovile, ti metteresti accanto un branco di lupi? E' una Palestina governata da Hamas quella che si vuole? Che Macron (alla disperata ricerca di consensi in Francia rispetto agli immigrati islamici di seconda e terza generazione) ha deciso a settembre di riconoscere. Seguito dal premier britannico Starmer (idem, idem).
E' quel tipo di Palestina governata dai tagliagole stupratori di Hamas che invocano decine di ex-ambasciatori? E' una Palestina calpestata da Hamas quella ipotizzata dal cardinale Parolin? E ancora una domanda: cosa ha fatto finora di concreto l'Occidente per debellare Hamas e i suoi assassini? Nulla. Solo generiche condanne. Si vuole portare Israele all'esasperazione? Se accadrà sarà una catastrofe per il pianeta. Mai più una shoah dicono in Israele dai tempi di Golda Meyer. Converrebbe prendere gli israeliani sul serio. Misurando le parole: tutti. Intellettuali, politici, propagandisti, preti.Fa impressione che in questi ultimi mesi i più moderati e più sensati appaiano alcuni paesi islamici. Forse perché rammentano Arafat e i suoi. La Giordania di sicuro li rammenta. E quindi Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Giordania e Egitto hanno firmato un documento che dopo aver condannato il 7 ottobre chiede il controllo di Gaza all'ANP, e la consegna delle armi da parte di Hamas.
Hanno firmato anche Francia e Italia indossando un cappello con la piuma: costa niente firmare. I più accaniti, feroci contro Israele si sono rivelati gli occidentali. L'antisemitismo è reale, neppure velato dall'ipocrisia di chi ti spiega di “non essere contro gli ebrei, ma contro il governo di Israele e le sue criminali azioni a Gaza”. Radio Rai-3 è andata oltre grazie al contributo del professore di diritti umani (?) Marcello Flores distinguendo tra “l'antisemita che ce l'ha con l'etnia o la religione del portatore sano di kippah e l'antisemita che lo maltratta e lo percuote perché indignato con il governo di Netanyahu”. Una simile schifezza il popolo italiano, grazie al canone, la paga pure.
L'antisemitismo è ormai dilagante: tollerato e persino invocato. E' un antisemitismo che cova da secoli. Non decenni, non anni: secoli. A destra come a sinistra. I fascisti, i nazisti ma anche i russi sovietici. Ma prima di loro i cristiani, la Chiesa di Roma. Chi ha inventato i ghetti? Ancora prima gli arabi. E prima ancora i romani. E prima dei romani ...: non si finirebbe più. Studiare la storia non usa, ormai. Ma oggi più che mai sarebbe utile. Bibi vuole annettersi la Cisgiordania? Vuole farlo, a mio avviso. Vuole spianare Gaza? Reputo lo voglia. E' male? Naturalmente: è un orrore. Ma provate voi a vivere (fin dalla nascita di Israele) sotto la minaccia dei razzi palestinesi. Provate a voi ad avere accanto alla cucina un bunker come rifugio. Provate a vivere con il mitra accanto al letto. Provate voi ad essere presi a sassate da chi vuole privarti della possibilità di pregare. Perché quella spianata “è loro”. E da una di quelle pietre il Profeta è asceso (sostengono) al cielo.
Provate. Poi mi direte se davvero la vorreste la pace con Hamas. Se vorreste uno stato ostile accanto al vostro. Ho alcuni amici ebrei. Un paio hanno patito gli orrori del pogrom del 7 ottobre: quelle donne stuprate e poi sventrate. Quei bambini maciullati. Quegli ostaggi rapiti e mai (neppure cadaveri) restituiti. Come si può trattare con gente che usa i cadaveri come merce di scambio? Me lo chiedo e lo chiedo. Gaza è una tragicità della Storia che resterà nei libri per sempre. E certamente l'eccidio va fermato. Hamas si arrenda e la strage si arresterà. Sono davvero 60.000 le vittime civili? I dati li forniscono (anche al Washington Post) Hamas e le associazioni umanitarie che operano a Gaza. Sono veri? Sono taroccati? Fossero anche “solo” 10.000 le vittime, sarebbe comunque una ferita insopportabile.
Ma Hamas la vuole veramente la pace? Per ora ogni volta che si è seduta al tavolo delle negoziazioni ha alzato la posta. Ora vuole (capito Macron e soci?) il riconoscimento di uno stato palestinese per liberare gli ostaggi. Come stanno gli ostaggi? Come li ha fatti vedere Hamas. Come Evyatar David, 24 anni, ridotto ad uno scheletro dopo mesi di prigionia nei tunnel, come quelli degli ebrei che russi e americani trovarono nei campi di concentramento nazisti. Per colmo dello sfregio, i carnefici mangiano mentre esibiscono lo sventurato Evyatar David. E cosa mangiano? Quello che ogni giorno rapinano alla propria gente: gli aiuti alimentari. Dal mese di maggio, di 2100 camion ben 1753 sono stati depredati da Hamas. Di 27.434 tonnellate di cibo, Hamas ne ha rubate (sparando anche sui palestinesi) 23.353. Dati forniti dall'ONU, per chiarire.
Hamas, si sostiene, è una “idea” e le idee non possono essere cancellate. E' vero: specie se idee mostruose come quella di Hamas vengono alimentate dalla becera e idiota propaganda occidentale. Sentita persino questa in un talk-show nazionale: uno che per arrivare alla pace, ha ipotizzato uno stato “arcobaleno”: metà israeliano, metà palestinese. Tutti assieme in un meticciato senza senso e senza una sola possibilità, una, di essere realizzato. Questo produce l'Occidente.
L'Occidente, purtroppo, ha la tendenza a non credere a Bibi. Che dopo il 7 ottobre lo aveva detto: “Siete morti che camminano”. Può disgustare il cinismo del premier israeliano, ma non si può dire che non sia di parola. Lo sanno i palestinesi, lo sanno quelli di Hezbollah, lo sanno i siriani, lo sanno gli Houti, lo sa l'Iran: Hamas deponga le armi. Non chiedere salvacondotti per i macellai del 7 ottobre ancora in vita. Se vuoi veramente la pace non puoi chiedere la liberazione di 2000 assassini in cambio di quella di dieci dei venti ostaggi che ancora (secondo Hamas) respirerebbero. Gli altri trenta sono cadaveri. Si può chiamare trattativa una cosa del genere? Ha risposto Bibi: “Troveremo altri sistemi per liberare gli ostaggi”. Tradotto: Mossad. Ovvero altri morti.
Se ne renda conto l'ONU che chiede il cessate il fuoco immediato, senza mai pretendere la resa di Hamas. Quell'ONU e quel Gutierrez che hanno avuto la spudoratezza di affidare la commissione “per i diritti umani” ad uno stato canaglia come l'Iran. Dove solo nelle ultime settimane ne sono stati impiccati 90 per presunte complicità con Israele. L'Iran dei preti col turbante che vessa, imprigiona, tortura le donne che male indossano il velo. Che odia e persegue gli omosessuali. Che nel suo atto costitutivo di Repubblica (ossimoro) Islamica ha – nero su bianco – la totale distruzione di Israele. E' l'Iran che ha guidato (dopo averli finanziati) i macellai di Hamas che hanno seminato il terrore in Israele.
Macron, gli ex-ambasciatori, l'ONU, certi prelati, i Pro Pal del mondo stanno scherzando con il fuoco. Perché l'antisemitismo, millenario e mai estinto, ha ripreso vigore. Alimentato anche dalle dichiarazioni irresponsabili di politici e intellettuali che speculano sulle atrocità di Gaza. In un autogrill della Milano-Laghi un ebreo e il suo bambino di sei anni che indossavano la kippah e si erano recati al bagno, sono stati aggrediti e percossi da una ventina di vermi al grido di “Palestina libera”. La Digos sta indagando e alcuni figuri sono stati individuati. Il loro avvocato ha denunciato l'uomo (un ebreo cittadino francese) lamentando essere stati i bruti “picchiati” dal giudeo intollerante che aveva osato filmare l'aggressione, rifiutandosi di cancellarla. Non si contano più i locali pubblici dove sono esposti cartelli del tono: “Qui gli ebrei non sono graditi”. Ogni mese in Italia ci sono settanta episodi di antisemitismo. Nel mondo non saprei. Di questo tipo di razzismo in pochi parlano. Pochi lo denunciano. Meglio chiedere una Norimberga per Bibi che affama i palestinesi. Peccato che gli aiuti umanitari vengano sequestrati da Hamas e i disperati che cercano di impadronirsene uccisi. Non dai soldati della Stella di Davide. Ma da Hamas che ne fa un fiorente mercato nero.
Ma il vero problema è un altro. Israele può essere infamato, biasimato, sputacchiato, tacciato di “genocidio”, isolato, si possono far scendere da un aereo 47 bambini che cantano in ebraico, si possono cancellare le prenotazioni dei turisti “perché ebrei”. Si possono indire manifestazioni studentesche che pretenderebbero di far rompere i rapporti commerciali con Israele. Si può boicottare il cibo ebraico, marcare con la vernice le loro abitazioni, impedire agli autori ebrei di parlare ai convegni letterari, insultare una sopravvissuta dal campo di sterminio come la senatrice Liliana Segre. Si può, come il Consiglio Comunale di Milano guidato dal sindaco progressista Beppe Sala, istituire una commissione contro il razzismo, senza mai convocarla quando il razzismo viene esercitato contro gli ebrei. Si può paragonare (delirando) il sionismo al nazismo. Si possono organizzare settimanali manifestazioni per ricordare la tragedia di Gaza (peccato non se ne rammenti una per ricordare il 7 ottobre). Si possono firmare (28 paesi) documenti di condanna per la mattanza a Gaza.
Ma non si è mai riusciti a chiarire se Israele abbia o meno l'arma nucleare. Questo è il quesito. Due popoli e due stati? Non si può che concordare. Ma quali garanzie sarebbe in grado di ottenere e presidiare il mondo occidentale che una volta ottenuto uno stato (peraltro tutto da costruire) i palestinesi non lo usassero (anche solo a livello politico) contro Israele? L'odio è millenario e ci vorranno generazioni per mitigarlo. Temo che cancellarlo sarà impossibile. Nel frattempo l'evidenza di un mondo occidentale condizionato da ideologie e mode ha fatto precipitare la situazione. Oggi è impossibile stare nel mezzo. Chi si esercita in questo equilibrismo arrischia di sfracellarsi. Hamas ha dimostrato di saper colpire anche lontano da Gaza. Ma gli ebrei hanno la memoria lunga. L'antisemitismo può portare solo alla rappresaglia.
Reputo che solo l'impegno e la mediazione del Papa possano portare se non alla pace, almeno ad una tregua. Non necessariamente a due stati: almeno a un cessate il fuoco. Leone non è Bergoglio. Come dimostrano le prudenti esternazioni sulla chiesa colpita a Gerusalemme. Episodio sul quale Bibi ha mentito per la gola dicendo essersi trattato di un “errore di mira”. Non è stato un errore: è stato un avvertimento. Per il sostegno dato clandestinamente da quella chiesa ad Hamas. La Chiesa di Roma è millenaria e ha trattato con tutti. Leone è un abile politico che incontra l'inviato di Kirill per cercare una soluzione in Ucraina.
Il mondo deve fare il tifo per il Papa americano. Che gioca a tennis ma conosce il lavoro nelle missioni. Che è “oraziano” nella sua “misura”. E che può fare molto di più degli strepitanti pro Hamas che ammorbano il tubo catodico. Lo sa anche Bibi che non si piegherà ai ricatti di Hamas, ma al quale conviene raggiungere una pace che porti a nuovi trattati di Abramo. Lo sa lui e lo sanno gli arabi attenti al loro petrolio e alle loro economie. Ha detto provocatoriamente il mediatore israeliano a quello qatariota sul panfilo ormeggiato davanti alla Costa Smeralda: “Visto a cosa sono serviti i 30 milioni di dollari che ogni anno avete inviato ad Hamas?”. Non a sviluppare Gaza, non a migliorare le condizioni di vita della popolazione. Sono serviti a comprare armi e a fabbricare tunnel. Ma il Qatar lo sapeva anche prima che il mediatore israeliano lo prendesse (metaforicamente) per il bavero.
Chiudo segnalando un prezioso articolo di Matteo Matzuzzi sul Foglio circa le persecuzioni che nel mondo stanno subendo i cristiani: “Bruciati vivi, finiti a colpi di machete, cacciati e incarcerati. Storie che non toccano la comfort zone occidentale dove si scende in piazza per Gaza e ci si dimentica sempre dei 365 milioni di cristiani oppressi a causa della loro fede”.
Ultima domanda di un giornalista agnostico: “Ma un Pro Christ, uno – tra i marciatori urlanti del sabato pomeriggio – si potrà mai trovare?” Per indicazioni NON citofonare a Francesca Albanese (consultare Wikipedia, io ho difficoltà a scriverne). Quel citofono risulta guasto. Per possibili contatti con la signora rivolgersi al Parlamento italiano. Il suo show antisemita, Albanese (espulsa dagli States) lo ha fatto in una delle sale deputate agli incontri con i media. Officiante la Sinistra italiana. Che ovviamente non ce l'ha con gli ebrei ma con il governo “criminale” di Israele. Spiega “Trinità” Terence Hill che “Nessuno è meno sopportabile di un ipocrita”. Dopo di che la parola passa (nel film) alla “pacificatrice”. Quella inventata dal colonnello Samuel Colt.
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