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Duribanchi / Sorpresa: nel calcio il futuro e' donna?

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Mercoledì 30 Luglio 2025

 

calcio-donne25 

Dopo lo sfortunato europeo, il football delle ragazze ha trovato nuovo interesse, come può testimoniare il pieno di ascolti televisivi. E’ un movimento sano che potrebbe avere sviluppi impensabili. Vedremo se sapranno aiutarlo a crederci.


Andrea Bosco

Hanno perso contro le campionesse britanniche in carica nel modo più surreale e crudele, le azzurre del calcio: beccando il pareggio che ha portato ai supplementari a un minuto dalla fine nel corso del recupero. E poi subendo un rigore (dubbio) a un minuto dal termine dei supplementari, parato dalla portiera Giuliani, tiro ribattuto in rete dall'inglese avversaria. Mi ha scritto Cola: “Lacrime e rimmel”. Con la sintesi e l'arguzia giornalistica che lo contraddistingue.

Non erano tra le favorite le ragazze di Soncin, Hanno perso in semifinale. Ma nessuno mi toglie dalla testa che senza l'infortunio a Girelli, il Gigi Riva della nazionale femminile, forse le cose sarebbero andate diversamente. Nella gara precedente ne aveva fatto un paio, compresa la rete vincente all'ultimo secondo.

A molti il calcio femminile non piace. Ma le azzurre hanno fatto sulla RAI il pieno di ascolti. E' un calcio ancora sui generis. A volte stoppano male la palla. A volte fanno errori in disimpegno da scapoli contro ammogliati. Ma hanno grinta e passione. E hanno rispetto per le avversarie e per gli arbitri. Non fanno sceneggiate, non si buttano a terra come colpite da un meteorite salvo poi rialzarsi in un nano secondo come fanno i maschi. Raramente si mandano a quel paese tra di loro per un errore. Anzi se una sbaglia vanno a sostenerla. Mai visto uscire una dal campo sostituita dall'allenatore e mandarlo a fan con gesto plateale.

A me piacciono. A qualcuna di loro notoriamente non piacciono gli uomini. Ma è una leggenda che siano tutte omosessuali. L'ossatura della Nazionale è fatta dalle calciatrici della Juventus (ennesimo scudetto a fine stagione) Bonansea, Girelli, Salvai, Boattin, perché una squadra femminile la volle Andrea Agnelli quando era presidente. La Juventus ha dato una grande spinta al movimento. Oggi Roma, Inter, Milan, Fiorentina, Napoli, Sassuolo, sono realtà importanti. A livello continentale il calcio femminile italiano è ancora indietro: iberiche e inglesi sono al momento inavvicinabili. Anche perché in quei paesi il professionismo consente una leva “impensabile” per l'Italia. Ma la strada intrapresa è quella giusta. Molte bambine chiedono di andare a giocare al calcio. Bonansea e Girelli lo facevano da ragazzine con i maschi, spesso nascondendo loro la palla.

E' un movimento sano che ha avuto e ha in Sara Gama – ex capitana della Juventus e della Nazionale, giuliana dalla pelle “abbronzata” – un punto di riferimento anche dopo che la calciatrice ha appeso le scarpette al chiodo. Anche a lei hanno gridato: “Un nero non può essere italiano”. Ma ha sempre ribattuto all'ignoranza becera con grande classe. Ha lavorato e lavora sul piano dei diritti umani e per l'emancipazione delle donne nel calcio e nello sport. Per la loro tutela nella vita.

Finalmente una legge ha deciso di comminare l'ergastolo a chi si macchia di femminicidio. Negli USA le cestiste della WNBA hanno iniziato una battaglia per vedere equiparate le loro retribuzioni a quelle dei colleghi maschi. Quasi nessuna riesce ancora a “schiacciare”, ma Catlin Clark tira da tre come Curry. E per vederla si riempiono palazzi da 20.000 persone.

Il calcio femminile ha ancora tanta strada da fare. E ci vorranno anni per vedere elevata la qualità del gioco. Ma il futuro – almeno per come la penso io – è “donna”. Specie nello sport dove in ogni disciplina le ragazze stupiscono come raramente ormai sanno fare i maschi. Chiedere a mister Velasco e alle sue “invincibili” del volley.

 

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