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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
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Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
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(le oltre 400 testate dimenticate)





Piste&Pedane / Ogni medaglia ha il suo rovescio

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Domenica 4 Maggio 2025

 

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“Nel pieno dell’attività agonistica, con decine di manifestazioni su tutto il territorio, ecco che si convocano le società per modifiche allo statuto, una sorta di Costituzione per gli affiliati alla Federazione. Il gioco è fatto.”

Daniele Perboni

Dopo l’ennesimo record italiano e, questa volta, anche continentale di super Nadia (Battocletti) rieccoci al vostro cospetto, pochi ma fedeli lettori di questa rubrica che, detto per inciso, non è che vi stia facendo molta compagnia negli ultimi tempi. Comunque, bando ai piagnistei e cerchiamo di rifarci. Come già scritto su altre pubblicazioni l’atletica italiana sta viaggiando in prima classe.

Vediamo sempre più atleti presenti in competizioni internazionali e, perché no, anche primeggiare. Segno di una ritrovata età dell’oro e di una Federazione che sembra abbia trovato la chiave giusta per innestare marce sempre più competitive. Almeno a livello continentale, lo stivale si vanta di essere una potenza. A buon diritto diremmo. Il mondo è un poco più avanti, a poche lunghezze, per usare un termine ippico. Ma si sta lavorando per raggiungerlo. Difficile ma non impossibile. Effetto Tokyo, emulazione, più attenzione alla base e maggiori finanziamenti per tecnici, società e di conseguenza aumento di tesserati, specialmente fra i giovani.

Tutto merito della nuova dirigenza targata Stefano Mei, insediato ai vertici federali dal gennaio 2021? Certamente buona parte di questa rinascita la si deve allo spezzino che ha rivoltato come un calzino la FIDAL, specialmente dopo il secondo mandato, iniziato nel settembre 2024. Nessuna opposizione interna, un Consiglio Federale che si rispecchia in quella filosofia, un Direttore Tecnico che ha guidato magistralmente la Nazionale e è preso d’esempio anche in altri sport (a tal proposito lasciateci dire che alcune sue affermazioni ultimamente ci hanno lasciati un poco perplessi) e, per finire, guanto di ferro verso chi osa alzare un poco la voce. L’uso di squalifiche sta assumendo proporzioni notevoli. Non siamo ancora all’assolutismo ma …

A tutto questo aggiungeteci anche una manciata di fortuna, come il sale nell’acqua della polenta, e il gioco è fatto. Che cosa centra la fortuna? Quella centra sempre, a prescindere. Un campione non si costruisce nell’arco di una, due o tre stagioni. Fermiamoci qui per non continuare a ripeterci.

Dicevamo di una Federazione, e del suo presidente, che stanno costruendo una splendida realtà. Tutto vero, non lo nascondiamo. Bravi, bravi, bravi, anche se non tutto è oro quel che luccica. Qualche palata di sterco continua a cadere qua e là. Meglio coprire che correggere, specialmente se non perfettamente in linea con la filosofia imperante. Anche questa situazione è da mettere nel conto. Accontentare tutti non è mai possibile, si corre il rischio di contrariarne altre.

Restare in sella non è facile, occorrono abilità che pochi possiedono. Oppure… oppure molta ma molta “faccia di palta”. Non ammettere mai la sconfitta, scaricare su altri colpe o inadempienze varie, promettere l’impossibile e mantenere sempre il controllo. Almeno in pubblico. In privato pare l’opposto. Non basta: metterci sempre la “faccia”, essere continuamente in prima linea, apparire insomma. Incessantemente. Altro ingrediente indispensabile è il tempo. Otto anni, due cicli olimpici, non possono bastare per attuare il programma di governo. Meglio tre. Anzi quattro, cinque …

Eccoci così all’oggi, alla lampadina accesa improvvisa: un’assemblea straordinaria dove cancellare la parte di statuto che impone non più di due mandati. Quando avevamo scritto che probabilmente stavano pensando a questa eventualità, siamo stati raggiunti da una cortese telefonata in cui ci manifestavano contrarietà sulla pubblicazione di notizie non confermate (?).

Non è finita. Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’azione. La convocazione viene puntualmente confermata il 29 aprile tramite il sito federale. Sabato 31 maggio tutti a Salerno (sede, come noto, facilmente raggiungibile…) con inizio in prima convocazione alle ore 10,00 e in seconda alle 11,00, con la presenza di almeno il 30% degli affiliati … Maggioranze oceaniche!

Stupefacente la celerità. Le agenzie di scommesse puntavano su settembre. Invece tutti presi in contropiede. Nel pieno dell’attività agonistica, con decine di manifestazioni su tutto il territorio, ecco che si convocano le società per modifiche allo statuto, una sorta di Costituzione per gli affiliati alla Federazione. Signori e signori il gioco è fatto. Tutti zitti e votate se vi pare.

Votare cosa? A parte diverse correzioni più che dovute, desideriamo puntare l’attenzione su due articoli. Il 15 e il 47. Al punto 5 dell’articolo 15 leggiamo: “Chi ha ricoperto la carica di Presidente Federale può svolgere più mandati (il neretto lo abbiamo aggiunto noi…) ed è soggetto ai limiti di eleggibilità previsti dall’art. 36. Ma guarda un po’. Che strana coincidenza!

All’Articolo 47 (gestione amministrativa), punto 10, che non esisteva, sta scritto testualmente: “Le cariche federali sono svolte a titolo gratuito. Il Consiglio Federale può prevedere indennità a favore del Presidente federale e di altri componenti di organi direttivi nazionali e territoriali investiti di particolari cariche. L’entità delle indennità sarà determinata dal Consiglio federale”. Veramente non abbiamo notizia di funzioni svolte gratuitamente. Il Consiglio federale, infatti, ha portato gli emolumenti del presidente a 150.000 euro (lordi) l’anno.

I mormorii del volgo, di quelli che trovi sempre, a tutte le stagioni sulle piste e nei campi di cross, la plebe insomma che non ha contatti con le élite, mormora con paura e angoscia (ricordate le squalifiche di cui sopra?) che anche i Consiglieri federali stanno brigando per qualche aumento salariale. Ma dai! Già percepiscono il gettone di presenza (150 euro. Nell’era Giomi la presenza ne “valeva” 80), perché mai dovrebbero pretendere aumenti?

 

 


 

 

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