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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
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Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
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Piste&Pedane / Verso una nuova repubblica presidenziale?

Lunedì 1° Luglio 2024

 

mei-laspezia 


Malgrado le conclamate assenze, l’edizione pre-olimpica degli Assoluti ha retto e fornito più che accettabili riscontri tecnici, tra conferme e recuperi. Semmai, le vere novità sono altre, e riguardano gli aspetti procedurali. Tutto lecito?

Daniele Perboni

Schiacciati come un hamburger fra Europei e Trials statunitensi e giamaicani, i Campionati tricolori di La Spezia hanno offerto una più che degna rappresentanza del movimento atletico che attualmente si muove sul territorio italico. Quattro righe di presentazione per annunciare che sì, si attendevano forse maggiori prestazioni dal punto di vista tecnico ma ci si può accontentare, viste anche le importanti caselle lasciate vuote da alcuni big.

In anni passati abbiamo assistito a manifestazioni di tal fatta quasi a livello regionale. Tempi in cui l’atletica nostrana veleggiava spinta fra le secche da una bonaccia tutt’altro che tranquillizzante. Questi due giorni in riva al golfo ligure, seppur visti davanti allo schermo, non sono risultati così noiosi come si era portati a credere. Medagliati e finalisti europei sugli scudi con risultati se non eccellenti, sicuramente confortanti in chiave parigina.

Su tutti l’ottavo lancio oltre i 22 (22.11) di Fabbri nel peso, o il ritorno di Sottile nell’alto (2.30), ottavo al mondo quest’anno. Da non dimenticare poi Simonelli (13”18/-1,3) nei 110H, Melluzzo (con “regolare” 10”12/+1,0 sui 100 con il ritorno di Ceccarelli 10”21), Giada Carmassi (12”87/+1,4 negli ostacoli), Dosso (11”20/+0,8), Desalu (20”30/+1.8, quarto crono in carriera nei 200), e ancora: Battocletti (15’24”69) e Arese (13’35”97) nei 5000, Derkach (14.19/+1,0) nel triplo. Nessuna stella Michelin o miracoli da far piangere qualche madonna, ma pur sempre tanta e buona carne al fuoco.

Potremmo anche chiuderla qui se non avvertire la gentile e paziente schiera di lettori che l’atletica italiana ha trovato un nuovo primo attore, la stella cometa che mancava, la ciliegina sulla torta, la crema chantilly sul dolce di compleanno, il ritornello che rende una canzone immediatamente riconoscibile. L’uomo che, in quanto ad apparizioni televisive non ha fatto rimpiangere la mancanza, forzata, del Cavaliere di Arcore.

Sempre lì, sul pezzo, sul podio, abbracciato con questa o quello, pronto a cogliere ogni attimo pur di apparire. Che importa se in quel momento la scena spettava a chi si era appena vestito di tricolore? Aveva portato a termine un piccolo capolavoro vincendo una gara a cui agognava magari da dieci anni? Non è forse lui il padrone di casa? E allora beccatevelo in ogni salsa. È il presidente, è Stefano Mei.

8 SETTEMBRE – Il secondo personaggio (per il primo studiatevi la storia patria, la corvetta Baionetta, la fuga a Bari, ecc. …), che verrà ricordato per una data, bene augurante o infausta fate voi, è sempre lui, il Presidente. Per assicurarsi il successo nella prossima assemblea elettiva, e regnare così per altri quattro anni, il “nostro”, nel Consiglio Federale tenutosi alla vigilia dei Campionati, ha messo in scena un vero e proprio coup de théâtre: indire il congresso domenica 8 settembre (come preannunciato su Piste&Pedane del 26 giugno).

Probabilmente i regolamenti lo concedono, pur essendo una data in cui il calendario nazionale è pieno zeppo di appuntamenti (Campionati minori e tutta la fiumana di Campionati di Società) con le società impegnate a pieno servizio, quindi non proprio attrezzate per affrontare una campagna elettorale. Non dimentichiamo, infatti, che si tratta pur sempre di volontari, … Quindi mancanza totale di sensibilità verso la tanto sbandierata attività di base.

Ma, sostiene il conducador, così facendo si avrà tempo sufficiente per pianificare con calma la prossima stagione invernale e quella estiva 2025. Tutto vero, certo. Si dimentica, il Mei, che tutto ciò può avvenire comunque con il vecchio Consiglio Federale pienamente attivo, funzionante e con tutte le carte in regola per questo genere di attività. È sempre stato fatto negli anni e nei secoli passati. Sarà poi l’eventuale nuovo governo ad accettare o meno la nuova programmazione. 

La verità? Il ragazzo non vuole vincere (come indicano la maggior parte dei sondaggi), ma stravincere. Annullare l’opposizione, annichilire chi sta dall’altra parte, forse anche umiliare la minoranza. Il personaggio, stante i larghi sorrisi elargiti in pubblico, ne è capace. E, quel che più conta, ne avrà anche la forza concessagli dai numeri. Una piccola speranza per gli eventuali avversari (Giacomo Leone, Sabrina Fraccaroli, altri?) è proprio la data scelta che potrebbe rivelarsi controproducente anche per lui.

Nel Consiglio del 28 giugno, sono state approvate, a maggioranza, modifiche allo statuto trasmesse dal commissario ad acta, che recepiscono i principi fondamentali degli statuti delle FSN. Un nutrito nugolo di correzioni, variazioni e aggiunte, più o meno attese, su cui la minoranza ha promesso di dare battaglia “rivolgendosi anche al Consiglio di Garanzia del CONI, e se servirà al TAR ed al Consiglio di Stato, fino alla Corte Europea per evitare questo scempio della democrazia”.

Ma la vera farsa sta in uno dei punti portati all’ordine del giorno dove si legge: “I provvedimenti sulle materie di esplicita competenza del Presidente Federale e nell’esercizio delle deleghe a lui assegnate con precedenti provvedimenti del Consiglio Federale, non sono sottoposti a ratifica del Consiglio Federale”. Un vero esproprio che andrebbero a cancellare buona parte delle funzioni attribuite al Consiglio Federale. Insomma, una Repubblica Presidenziale. Tutti i poteri all’uomo forte, con pochi controlli, in virtù di un ricercato “potere” in spregio alla democrazia di base, alle società, agli atleti e ai tecnici. Prosit.

 

Nella foto d'apertura, il presidente Stefano Mei durante una premiazione (Foto di Grana / FIDAL)

 

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