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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
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Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
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Osservatorio / Prospettive della figura del Tecnico

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Mercoledì 18 Maggio 2022


tecnici 

Per la rinascita post-bellica della FIDAL, Bruno Zauli fece del settore tecnico l’asse portante della nuova Federazione, istituendo categorie e corsi di formazione. E non poteva essere diversamente per la Federazione tecnica per eccellenza.

Luciano Barra


Che la Federazione di atletica sia prevalentemente una Federazione tecnica è un assioma. Come ho già raccontato in un precedente intervento su SportOlimpico questo assioma mi fu inculcato da Giulio Onesti quando – “auscultandomi” in vista della mia nomina a Segretario Generale della FIDAL –, mi disse “ricordati che la FIDAL è una Federazione Tecnica”. Forse aveva paura che dopo la cruenta battaglia del “Rinnovamento” prevalessero logiche politiche. Così comunque non fu.


Torno su questo argomento perché, a margine della visita fatta ad Ascoli per celebrare Carlo Vittori, ho scritto della mancanza all’interno della FIDAL della Commissione Tecnica Nazionale ed ho fatto un rilievo sull’esistenza ed il ruolo dell’ASSITAL. Debbo dire che SportOlimpico ha registrato al riguardo un intervento molto civile della stessa ASSITAL per mano del suo attuale presidente, Roberto Mazzantini.

Lo stesso, nel rivendicare quanto di buono ha fatto l’Associazione nei suoi 32 anni d’esistenza, ha scritto: “Quello che ci chiedi di perseguire è impossibile, non possiamo prendere posizione perché non abbiamo la forza per farlo; al massimo possiamo esprimere una opinione condivisibile o meno. Personalmente, e credo che tutto il direttivo, sono assolutamente favorevoli all’istituzione di una Commissione Tecnica Nazionale. Non ne ho potuto valutare l’operato in passato perché ho fatto la mia prima esperienza da dirigente nel 2004 entrando nel consiglio regionale, ma sono sicuramente convinto di una commissione super-partes.”

Personalmente credo che, indipendentemente dalle elevate professionalità di alcuni dei tecnici dei nostri migliori atleti (sempre non dimenticando che è l’atleta a fare, e a migliorare, il tecnico) dal 2004 in poi la figura del tecnico come tale, e di tutto quello che gli ruota intorno, è “evaporata”. Colpa delle vecchie gestioni passate a cui di recente si è aggiunta da parte della FIDAL la mazzata finale: quella di aver chiuso la pubblicazione di Atletica Studi, che esisteva da oltre mezzo secolo e che è stato il fiore all’occhiello del Centro Studi e del Settore Tecnico Federale.

Senza voler risalire troppo lontano e senza arrivare a citare Boyd Comstock (Mazzantini una ripassata al passato dovrebbe farla), ricordo che negli anni Sessanta, quando avevo ancora i calzoncini corti e sgambavo apprendendo il verbo da Alfredo Berra e Mario Pescante, la FIDAL organizzava un summit tecnico/dirigenziale a Formia nel primo weekend di Novembre. Era comunemente chiamato il “Convegno del Carciofo”, ma lì si programmava la stagione tecnico ed organizzativa dell’annata a venire.

Poi negli anni Settanta, dietro la spinta di tutta una serie di personaggi di quel tempo (Gianmario Benzi, Gianfranco Carabelli, Danilo Pacchini, Piero Massai, Dante Merlo, Carlo Venini, Fernando Ponzoni, il Prof. Boni ed il Dott. Cojana ed ovviamente Enzo Rossi e Sandro Giovannelli e di una serie di eccellenti maestri dello sport come Massimo Cozzi, Tiziano Petracca, Michele De Lauretis, Pino Gianfreda, Carlo Arrighi, Nicola Candeloro, ecc.) venne istituzionalizzata la Commissione Tecnica Nazionale. Essa trova riscontro nello Statuto della FIDAL di quegli anni all’art. 4 (comma 1/h) ed è citato allo stesso comma in cui sono elencati Consiglio Federale e gli altri Organi Federali.

Più specificatamente, il Regolamento Organico all’art 5 comma 1/h sancisce: “La Commissione Tecnica Nazionale è l’organo collegiale che, in attuazione degli indirizzi programmatici deliberati dal Consiglio Federale, promuove tutta l’attività tecnica della Federazione. La presiede il Presidente Federale o un da un suo delegato. L’organico e la costituzione della Commissione Tecnica Nazionali sono previsti dal Regolamento per i Tecnici di Atletica allegato al R.O.”

Ricordo che sia lo Statuto che il R.O. prevedevano anche, fra gli Organi Periferici, la figura dei Fiduciari Regionali del Settore Tecnico! Dizione oggi scomparsa. Tralascio di dilungarmi sull’articolazione che nel tempo ebbe la Commissione Tecnica Nazionale, da ufficio di Programmazione Tecnica con la presenza dei “programmatori” dei vari settori, ai vari Fiduciari delle diverse attività, giovanili, femminili, regionali, mediche dove fu stabilita la differenza fra gli aspetti sanitari generali e quelli medici propri delle quadre nazionali.

Tutto questo è lentamente scomparso. Ogni anno un pezzetto di meno, fino, come detto, anche alla cancellazione della pubblicazione di Atletica Studi da parte della presente dirigenza.

Ma torniamo all’ASSITAL. Io non sono d’accordo – come sostiene Mazzantini – che la loro organizzazione “non ha la forza per farlo”. La forza delle idee non ha bisogno di risorse finanziare e neanche di quelle politiche. Io credo che sia un dovere dell’ASSITAL spronare la Federazione, provocare idee ed anche sostituirsi ad essa. È come se l’Associazione Nazionale Magistrati non facesse le sue pressioni sul Consiglio Superiore della Magistratura o sul Governo. Capisco che è un argomento scottante, quindi sarò perdonato per il paragone un po’ azzardato, ma non improprio.

Esiste tutta una serie di argomenti che dovrebbero essere perseguiti, e l’ASSITAL può e deve farlo. Ricordo che un tempo – per volontà di Zauli che proprio attorno alla componente tecnica aveva ricostruito la Federazione nei tragici anni post-bellici – l’Annuario Federale pubblicava – sia a livello nazionale che regionale – i nomi dei tecnici delle diverse categorie (che sono 5 secondo le normative europee), È vero che oggi l’Annuario Federale è un oggetto un po’ misterioso, ma una richiesta perché si riprenda quella tradizione è propria un’utopia? E chi segue i meccanismi nella classificazione dei vari ruoli e categorie?

L’ASSITAL non dovrebbe essere un pungolo per l’organizzazione a livello nazionale e regionale di corsi per la formazione dei tecnici nelle varie qualifiche e per i corsi di specializzazione? Ma molti altri sono gli argomenti importanti per la categoria dei tecnici, indipendentemente dai seminari di approfondimento, persino quello per i tecnici dei 35.enni. Io ci aggiungerei anche le proposte per le insegne delle Querce o per i titoli che annualmente assegna lo Stato. Credo che solo Luciano Gigliotti (due medaglie d’oro olimpiche) abbia avuto per due volte, fino a quella di Commendatore, tale onore.

Ho cercato di essere breve. Ma se l’atletica italiana non riprende questa strada il rischio è di trovarsi asfittica tecnicamente nel futuro. Non dimentichiamo che molti dei nostri tecnici e delle nostre pubblicazioni sono servite ad altre discipline sportive per crescere ed hanno fatto dell’atletica il principale sport di riferimento. Ed ora?

Non mi scandalizzerei affatto se un giorno una qualsiasi Associazione dei Tecnici di Atletica proponesse un contratto tipo con un “minimo salariale” per tutti i suoi tecnici, anche quelli societari!

 

 

 

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