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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
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Gianfranco Colasante
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I sentieri di Cimbricus / "L'ho fatto per mamma"

Lunedì 18 Aprile 2022

 

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Le prime uscite nella stagione mondiale di Christine Mboma – che dopo l’esclusione dai Giochi ne fanno la più accreditata pretendente al record dei 200 – ripropongono il tema mai risolto del diverso sviluppo sessuale.

Giorgio Cimbrico

Christine Mboma è andata ad assaggiare la stagione primaverile americana: 11”03 e 22”12 in Alabama, a Birmingham, città natale di Carl Lewis; 10”90 ventoso in Arkansas. Dai 400 ai 200, per motivi di “forza maggiore”, e ora visite sempre più frequenti sui 100. La partenza è difficoltosa, la fase lanciata è una corrente elettrica. Il 18 maggio Christine festeggerà il 19° compleanno.

Qualcuno azzarda: i regni cronometrici di quella buonanima di Florence Griffith hanno trovato una seria pretendente che porta addosso l’etichetta di DSD, “different sexual development”. La ricerca su nascita e origini di Christine porta in quella strisciolina di Namibia che si insinua nel Botswana, la provincia del Kavango, non lontano da dove un fiume va a morire nella savana creando un habitat unico, non ancora minacciato dal predatore più feroce. Il padre abbandona la famiglia, la madre muore dando alla luce un bambino che luce non vedrà. Miseria e isolamento: in Africa spesso gli orfani sono visti come portatori di sfortuna.


Christine inizia a correre a 14 anni e curiosamente tre anni dopo raccoglie i primi risultati negli 800 e nei 1500 ai campionati giovanili dell’Africa australe a Mauritius, lo stesso luogo dove tredici anni fa venne allo scoperto lo strapotere di Caster Semenya.

A Henk Botha, un passato nella nazionale di rugby di quella che fu l’Africa del Sudovest (prima tedesca, poi a lungo sotto amministrazione sudafricana), basta un’occhiata per capire di che stoffa è fatta Christine. La migliore. La coetanea Beatrice Masilingi, che viene dalla provincia dello Zambezi e che con Christine vive e si allena alla Scuola di Agricoltura di Grootfontein, prova a tenerla a bada ma deve presto rassegnarsi.

Alla fine del 2020 Christine prova i 400: 51”81 in un’escursione a Pretoria e 51”57 qualche giorno dopo sulla pista di casa a Windhoek. Entrambe le località sono in quota: 1271 s.l.m. la capitale del Sudafrica, 1650 quella della Namibia. E’ in alto, 1300 metri, anche Lusaka, capitale dello Zambia: è dove Christine calza le scarpe delle sette leghe e da 50”97 passa a 49”24. Il record mondiale under 20, il 49”42 della DDR Grit Breuer, vecchio trent’anni, cambia padrona. Masilingi non arriva lontana: 49”53. Di ritorno a Windhoek, Christine si ritocca: 49”22.

A 18 anni inizia la sua prima “campagna” europea: 22”67 a Praga e soprattutto 48”54 a Bydgoszcz, nel Memorial che ricorda chi segnò la rivoluzione nel giro di pista, Irena Szewinska. Christine diventa la settima di tutti i tempi e, in chiave olimpica, anche l’avversaria più temibile per l’elegantissima bahamense Shaunae Miller, ma quel tempo viene “congelato”.

Controlli rivelano che sia Christine che Beatrice fanno parte della categoria delle atlete con diverso sviluppo sessuale e con livello di testosterone superiore ai 5 nanomoli per litro di sangue. “Non ne sapevo nulla”, commenta lei. Il territorio che va dai 400 al Miglio è proibito per chi versa in quella condizione ormonale. Ma i 200 non sono un ripiego, un modo per dire di aver partecipato ai Giochi. Seconda, alle spalle di Elaine Thompson, davanti alla bella Gabby Thomas che aveva dominato i Trials in 21”61. Christine corre in 21”84, record mondiale under 20, record africano assoluto, prima medaglia olimpica femminile per la Namibia, a 25 anni dall’argento, stessa distanza, di Frankie Fredericks.

Al ritorno, gigantesco e commosso omaggio (anche per Beatrice, sesta) che si snoda dall’aeroporto al centro di Windhoek. “L’ho fatto per mamma”, dice tra le lacrime. Chiude vincendo a Bruxelles e a Zurigo con un altro progresso, 21”78, portandosi a ridosso delle prime dieci. Di gran lunga la più giovane di sempre: 18 anni e 4 mesi.

In questo inizio di stagione, prime prove sui 100: 11”15, 11”03, 10”90 con 2,8 a favore. Attesi altri sviluppi. Che arriveranno.

 

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