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I sentieri di Cimbricus / "La Bibbia ha detto il vero"

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Martedì 23 Novembre 2021

eliot


Quand’ero ragazzo ebbe un certo successo un libro di archeologia divulgativa: “La Bibbia ha detto il vero”. L’arca, la prima ciucca di Noè, le piaghe d’Egitto, il Mar Rosso che si apre, le mura di Gerico che cadono e via andare.


Giorgio Cimbrico

Di sicuro chi ha detto il vero è la letteratura di fantascienza, soprattutto il filone catastrofico, molto presente tra gli scrittori britannici, in tema di contagio, di distruzione ambientale, di radicali mutazioni climatiche, di sovvertimenti sociali e di prese autoritarie di potere, di lavaggio del cervello imposto alla massa e dalla massa accettato, di crisi improvvise, determinate da banali fattori (un black out, un ingorgo) che finiscono per agire come un effetto domino senza ritorno. Come una valanga: in questo senso un caposaldo è “Morte di Megalopoli” dell’italiano Roberto Vacca.

Oligarchie sempre più potenti (il primo a proporre un cocktail tra comunismo sovietico e fascismo fu, influenzato dal suo tempo, George Orwell), ora sostituite da corporazioni finanziarie e tecnologiche dominanti; un processo di obbedienza conformistica imposto alla gente attraverso strumenti e canali di sempre più largo utilizzo e di una televisione che ricalca i modelli persuasivi proposti da Fahrenheit 451, da Rollerball; una diffusione non più subliminale di messaggi, di parole d’ordine; una graduale e continua sostituzione della tecnologia digitale che priva la gente di posti di lavoro proponendone di nuovi che non più d trent’anni fa sarebbero stati bollati come schiavistici o improntati al più bieco sfruttamento, alla negazione dei più elementari diritti; la sempre più evidente accelerazione nel degrado ambientale, climatico e delle risorse.

E ora, a due anni dall’ingresso in scena del virus, una rete di controllo sempre più vasta e, parallelamente, la nascita di una riottosa “jacquerie” in cui confluiscono mistici, reazionari, complottisti o, semplicemente, persone facilmente plasmabili. Covid a parte, avreste pensato di assistere all’assalto al Campidoglio di Washington?

E’ lo scenario che, tema per tema, avevamo esaminato molti anni or sono, subendo stupori, fascinazioni a volte perverse, convincendoci che non poteva finire così e che il rischio dell’apocalisse, del mondo spogliato e barbaro narrato da Cormac McCarthy in “La Strada” non era che un tuffo, attraverso uno specchio incrinato, nel paese degli orrori.

Invece sta andando proprio così, e quel che spaventa è osservare, tutto attorno, un’umanitĂ  molto connessa, molto simile a quella ridotta a grossi baccelli dell’Invasione degli Ultracorpi, o a quella livida degli Hollow Men, gli uomini vuoti, di T.S Eliot. C’è stato un tempo in cui qualcuno – profeta? rapsodo? – ha saputo creare un mondo castrato della creativitĂ . Il nostro.  

PS – A tinte meno cupe, dedicato a quelli che amano le lunghe distanze e le prestazioni che ci attendono, se saremo ancora in vita: il giovane ugandese Jacob Kiplimo (14 novembre 2000) ha migliorato di un secondo il record mondiale di mezza maratona: 57’31”, e soprattutto 27’05” di passaggio ai 10.000, vale a dire un paio di secondi sotto il record mondiale della distanza firmato da Richard Chelimo in un ’93 non troppo lontano. Il 21enne ha fatto seguire un segmento coperto in 13’22”. Ce n’è abbastanza per prevedere una maratona in 2h01’, forse meno.

 

 

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