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Osservatorio / Perche' non impariamo a fare la spesa?

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Martedì 9 Novembre 2021

 

       fidal3

 

Qualche riflessione in margine all’importante ordine del giorno del C.F. dell’atletica in calendario per il giorno di San Martino. Ad una prima occhiata un insieme di argomenti che sembra abbiano bisogno di un indice. O no?

Luciano Barra

Credo che ognuno di noi, giovane od anziano che sia, quando deve andare a fare la spesa, onde evitare di dimenticare qualcosa, prenda un appunto. E nel farlo suddividiamo la nota fra frutta, verdura, latticini, carne o pesce, bevande, prodotti per la casa, etc. Poi sotto ogni categoria indichiamo cosa ci manca e cosa ci serve. Credo che esistano dei block notes giĂ  predisposti per aiutare massaie e massai (ma si dice?) per fare la corretta spesa.

Questo m'è venuto in mente leggendo l’ultimo ordine del giorno del Consiglio Federale convocato per l’11 Novembre, il giorno di San Martino. L’ho riletto un paio di volte e mi sono perso.

Mi pare che negli anni Novanta il CONI suggerì alle Federazioni degli ordini del giorno standard e se così non fu, credo che la FIDAL lo adottò in maniera molto efficace già dai tempi della presidenza di Gianni Gola.

Si incominciava con le Comunicazioni del Presidente, sempre di carattere generale, poi con l’attività Internazionale, il Settore Tecnico (relazione sull’attività tecnica, criteri di partecipazione alle grandi manifestazioni, attività di formazione), poi con l’Organizzazione (manifestazioni e regolamenti), quindi con l’attività Amministrativa (e le relative delibere) e quanto altro.

Invito a scorrere, invece, l’ordine del giorno dell’11 Novembre facilmente rintracciabile sul sito federale: www.fidal.it.

Le mie impressioni? In Toscana la chiamano “ribollita”, altrove “minestrone”, un pentolone dove buttare dentro gli avanzi della settimana. Ogni paese ha il suo piatto fatto di avanzi senza che lo stesso abbia una ricetta fissa.

Verbali da approvare non sotto la dizione delibere, ma sotto la dizione “comunicazioni” (ci sarà un perché viste le voci che circolano sui verbali), relazioni del Settore Tecnico divise dai criteri di partecipazione alle grandi manifestazioni, Attività Internazionale, sparsa qua e là e via di seguito. Fossi un Consigliere che deve decidere, avrei difficoltà a raccapezzarci qualcosa. Più che uno slalom mi sembra un guazzabuglio che fotografa l’immagine della gestione federale. Tra l’altro la suddivisione fra Comunicazioni, Delibere ed Informative mi pare non segua alcun criterio di buona amministrazione.

Mi si dice che siano in corso di approvazione, ma avrà bisogno dell’imprimatur del Grande Consiglio (CF + Presidenti Regionali) cambi di regolamenti di manifestazioni che mi paiono abbastanza cervellotiche. Divisione dei Campionati Junior e Promesse, dimenticando quanto sia importante dal un punto di vista organizzativo offrire ad una città manifestazione che muovano, fra atleti ed accompagnati, circa 1500 persone, Campionati Italiani Assoluti ridotti al 50 % dei partecipanti, idem come sopra.

Ma senza rendersi conto che limitare la partecipazione di Società ed Atleti del 50% ai Campionati Italiani significa limitare motivazioni e ragione d’essere per dirigenti, tecnici, atleti, società. Chissà perché il Nuoto da anni ai Campionati Italiani, oltre ad innumerevoli batterie, fa anche le finali B. Sarà questa la spiegazione del successo di questo movimento? Il motivo dovrebbe essere quello di far diventare più spettacolari i Campionati Italiani? Basterebbe fare degli orari più intelligenti e soprattutto garantirsi che i migliori atleti nazionali vi partecipino davvero, cosa che non avviene sempre.

Chi vivrĂ  vedrĂ !

 

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