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Fatti&Misfatti / Farfalle nello stomaco

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Lunedì 1° Novembre 2021

 

        farfalle-21

“ … per aiutarci a credere che lo sport italiano, i suoi campioni, i suoi dirigenti, molti sono anche bravi, sinceri, non saranno soltanto ricevuti quando vincono, ma anche quando hanno vero bisogno di aiuto”.

Oscar Eleni

Fra i mormoni di Cavallo Morto per raccontare delle farfalle che nella ginnastica conquistano il mondo, per spiegare che la nazionale di football in maglia azzurra ha vinto l’europeo in un paese dove sono quasi missionari. Quei dolci poligami dello Utah ci guardano sbalorditi. Non ci credono, insomma vorrebbero che licenziassimo, dopo il disgusto per il pestaggio di Fiesole, calcio giovanile per gente di merda, il nostro psicologo della mutua giornalistica in rosso, che ci aveva ordinato di fare in modo che i brividi non fossero generati dalla paura, con questa menata dello sport fuori dalla scuola e tutto il resto delle plusvalenze farlocche, ma soltanto da bellissimi ricordi mozzafiato.

Beh, ne abbiamo avuti tanti in questo 2021, ma, come direbbe il salvatore italiano delle tartarughe aliene protette sul lago Trasimeno, per assicurarci un futuro dignitoso dovremmo avere a disposizione molti robot Xavier, quelli che a Singapore scoprono chi posteggia in seconda fila, i fumatori, quelli che se ne fottono del Covid, poliziotto che in Italia sarebbe inascoltato e preso a sassate come hanno fatto in quel rave dell’assurdo.

Ci vogliono farfalle nello stomaco per giuste emozioni e in pedana per sentirsi vivi, ma servirebbero anche dei gel all’ozono per aiutarci a credere che lo sport italiano, i suoi campioni, i suoi dirigenti, molti sono anche bravi, sinceri, non saranno soltanto ricevuti quando vincono, ma anche quando hanno vero bisogno di aiuto. Certe scuole, le Farfalle a Desio, quella di Formia, quella di Patti nel tennis, la forza straordinaria del movimento nuoto, la pista nel ciclismo, le lotte, i canottieri, la pallavolo, le meraviglie della ginnastica, meritino più del ricevimento al Quirinale. Sì, lo hanno meritato per i risultati, fatica vera, competenza come quella dei tanti che La Torre sa valorizzare nell’atletica, quella è fatica vera, ma soprattutto per la fatica che fanno per non farsi rubare i loro talenti, trovando un sorriso sapendo che i tuoi campioni vedranno anche meno soldi dei magazzinieri appena licenziati dall’Inter.

A proposito, mentre Donnarumma ed altri ci chiedono aiuti per opere sicuramente meritorie, siamo in attesa intanto dei versamenti che fanno i ricchi dello sport ai miseri della terra, ma anche del filmato in cui i giocatori neroazzurri, sì la maglia sarebbe quella anche in periodo dove ne sfornano di ogni tipo guadagno non conforto o storia, si tassano per mantenere al lavoro quelli che l’azienda ha deciso di lasciare su un prato.

Capirete che in questa girandola tricolore, nella festa senza fine, non abbiamo trovato la serenità giusta, né per rispondere in maniera adeguata a chi ci domanda perché si parla più di Sinner che di Jacobs, evitando il banale.

Figurarsi se potevamo prestare attenzione ad un campionato di basket dove chi ha lo scudetto viene battuto nettamente da due neopromosse, dove in fondo alla classifica si fanno triste compagnia tre societĂ  che hanno vinto titoli, fatto grande storia, due di loro addirittura con un nuovo allenatore, grandi professionisti caduti nella stessa trappola sentimentale dei loro predecessori.

Sì, è vero, l’Armani che va a mille in Eurolega e comanda il campionato sembra nata per farsi amare, ma attenti ai miraggi nella lunga stagione. Già la sfida in settimana con il Barcellona, appena caduto a Tel Aviv, ci dirà come stanno davvero le cose, anche se non puoi giudicare ancora le squadre incomplete e Milano è in questa fase, con infortunati importanti, problemi seri al centro e in regia, oltre alla magagna Moraschini messo fuori da un controllo antidoping a sorpresa che dimostrerebbe come gli agenti dell’antidoping nazionale non guardano in faccia nessun professionista, sicuri che nel calcio non abbiano mai trovato niente, voi chiedete se ci sono andati?, beh, perché no, se lo hanno fatto per il basket, puntando diritti sulla squadra più famosa.

Ci rifiutiamo anche di commentare le regole spietate che mandano in campo squadre come Reggio Emilia e Varese colpite dalla pandemia, facciamo fatica a capire i giocatori di Sassari e quelli della Fortitudo, per non parlare dei ribelli pesaresi dopo il loro secondo quarto da brivido sul pattino contro Trento. PiĂą facile fermarsi a meditare sulla Reyer Venezia che assomiglia tanto alla Juventus per il posto che occupa in classifica, 2 punti sopra la retrocessione, anche se al momento in Europa il livornese della Nobil Casa torinese va meglio del livornese della dogaressa veneziana.

Pagelle per togliersi subito dalla noia dei predicatori che si eccitano per i gemelli che aspetta Ronaldo, che vanno in fibrillazione cercando i Tiresia, ex grandi più lucidi del Cassano stangato da Zeman in giù, che possano dirci chi vincerà il campionato del folber, nutrimento di ben tre giornali e di non so quante reti fintamente libere, anche se in troppi casi il vaticinio porta anche un po’ di sfortuna perché Calipso odia chi va in copertina.

• 10 Al RAMONDINO della bella Tortona, al suo capitano Tavernelli, che arriva veramente dalla A2, la Lega delle idee che non merita neppure la classifica in rosa, al Mascolo guardato con stupore dalla finta difesa virtussina, al duro Macura, all’elegante Daum.

• 10 bis a Lorenzo SANI per il suo Step Back che ci restituisce il basket come lo amavamo, a Don ZANINELLI, MEDA compagno di tante vite professionali, GIUNTINI per i 100 di Basket in Lombardia. La tribù non si arrende ed è felice se trova chi la sa raccontare.

• 9 A SPAGNOLO prestato dal Real a Cremona che migliora in un bell’ambiente senza far venire rimorsi ai geni italiani che lo hanno lasciato partire per Madrid. Del resto questo è il paese dove i fanfaroni sono spesso al comando.

• 8 A BRESCIA per il secondo successo consecutivo, alla società che come Tortona anima davvero il movimento, per il settore giovanile curato come si deve, per aver creduto in Magro che a sua volta benedice l’incontro con Mitrou Long oltre alla grandine nel tiro da tre che ci sta allontanando dalla passione per il basket come lo abbiamo amato.

• 7 A Lele MOLIN per come riesce a pilotare la sua Trento fra gli scogli esagerati dell’Europa, nelle isole insidiose di un campionato dove i ricchi sono tutti altrove.

• 6 A TREVISO e TRIESTE che sembrano vivere bene in mezzo alla riccanza. Felici per due piazze dove la passione è vera, al di là di certe esagerazioni.

• 5 A NAPOLI se dovessero pagare gli errori finali a Trieste, se non verranno appoggiati davvero adesso che con il veterano Jeremy Pargo, NBA, tanta bella Europa dal Maccabi al CSKA, hanno riequilibrato la squadra abbandonata da Mayo.

• 4 Alla VIRTUS Bologna che si è fatta mettere in castigo e non soltanto per solidarietà con altri bianconeri che a Torino sperano di cavarsela soltanto incolpando allenatore e società.

• 3 Agli stranieri di SASSARI che a Milano sembravano davvero sperduti. Le cose non stanno andando bene dove per anni la forza era il gruppo, la squadra, non vorremmo che l’annuncio di Sardara sull’ultima stagione nel porto facesse ballare troppi topolini.

• 2 Alla REYER perché spera sempre in rimonte tardive, ma Brindisi non era Pesaro. Fa bene il presidente Casarin a credere in chi ha pilotato così bene una barca non sempre in linea di galleggiamento, però purificare l’aria potrebbe servire se si fossero accorti che sui duri banchi c’è soltanto chi finge di remare.

• 1 Alla LEGA, agli ALLENATORI, agli ARBITRI se non si troveranno per definire cosa si intende per fallo intenzionale, per toglierci le passerelle dei narcisi da VAR, per chi fa durare le partite più di 2 ore, questo succede anche in Eurolega. Parlatevi, insultatevi, ma poi mandate via chi non merita.

• 0 Alla non difesa della Fortitudo che assomiglia molto a quella della Virtus. Sarà un virus in città? Certo Scariolo ha più armi e mezzi del Martino che ha troppe campane crepate nella sua squadra sempre in attesa del Godot che la faccia tronare in vita.

 

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