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Duribanchi / Il presente tra ipocrisia ed epica

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Martedì 5 Ottobre 2021


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Se c’è un’epica nello sport è quella che arriva dal ciclismo. Specie quando celebra gente che non si è mai fatta “sostenere” dalla chimica. Come insegna la maschera di fango di Sonny Colbrelli, 31.enne ex operaio metalmeccanico.

Andrea Bosco

Dalla fortezza di Alamut, in Iran, tra i feroci Assassini della Montagna (setta che plagiava gli adepti con la pratica psicopatica di mettere acqua in un orcio bucato) per cercare di comprendere l’ossessione islamista verso qualsiasi forma, per quanto artistica, di nudo. A Dubai l’astuto veneziano Davide Rampello, direttore artistico del Padiglione Italia nell’emirato, ha infilato la copia del David di Michelangelo in uno “scafandro” adatto a mimetizzarne i conosciuti (modesti) genitali della statua. Paraculata per non offendere il “comune senso del pudore” di quel paese. Che si è “aperto” a numerosi vizi “occidentali”. Ma che sull’ipocrisia del corpo (femminile o maschile) mantiene profili da basso medioevo.

Detto che a Dubai un’opera come “L’origine del mondo” di Gustave Courbet (provocatorio dipinto conservato a Parigi al Museo D’Orsay) non la vedranno mai, la cosa al netto delle spiegazioni farlocche dell’amico Rampello va definita con il suo nome: auto-censura. Una ipocrisia che mortifica la figura di Davide (tramandata da ebrei, cristiani ed islamici) e conferma la vocazione italica a flettere il ginocchio quando in ballo ci siano gli “affari”. Capita mentre governa Mario Draghi, ma era capitato anche quando governava Matteo Renzi durante il governo del quale (per non toccare la sensibilità del presidente iraniano Hassan Rohani) la visita dell’illustre ospite in Campidoglio venne contrassegnata dall’“imballaggio” di numerose antiche sculture con natiche e poppe en plein air. Censura idiota, stante il messaggio di bellezza e di purezza che quelle opere ispirano.

EPICA – Dalla fortezza sciita che sfornava terroristi, alla Parigi-Rubaix, corsa che ancora trasforma i partecipanti in maschere di fango, sulla bici di Sonny Colbrelli, ex operaio metalmeccanico che a 31 anni ha costruito un capolavoro: umano, prima che agonistico e tecnico. Oltre ogni pronostico, oltre la fatica, oltre la sofferenza. Se c’è un’epica nello sport è quella che arriva dal ciclismo. Specie quando celebra gente che non ha mai barato. Che non si è mai fatta “sostenere” dalla chimica.

Sonny Colbrelli, il bresciano che ha preso il testimone dallo sfortunatissimo Gianni Moscon, a lungo in fuga solitaria e penalizzato prima da una foratura e poi da una caduta. Era dal 1999 che un italiano non vinceva la “classica” più celebre del mondo, là dove il tempo, quello del ciclismo eroico, sembra essersi meravigliosamente cristallizzato. Non ho la penna di Gianni Mura, impareggiabile “pittore” dello sport dei manubri e dei pedali. Quindi accontentatevi dei miei “scarabocchi”.

Che anno, il 2021, per lo sport italiano. A Sofia, Sinner, vince per la seconda volta un torneo che lo proietta verso la vetta delle classifiche. E dopo i trionfi continentali di femmine e maschi nel volley ecco con anche i ragazzini dell’under 21 schiacciano sopra la rete i punti vincenti per il podio più alto ai mondiali di categoria. Sembra senza fine il serbatoio delle sorprese. Nel basket l’Armani esordisce in Europa piallando i temuti avversari del CSKA, mostrando solidità e un Melli raramente visto a certi livelli.

CALCIO – Non è più quello di un tempo. Accende assai meno. Il VAR che agisce “ad minchiam”, sta strozzando certezze ed emozioni. Ma tra “furti” perpetrati con destrezza (ai danni del Milan), delusioni non preventivabili (Napoli), sciatteria interpretativa (Inter), la performance della Juve contro i Campioni d’Europa del Chelsea, ha restituito (forse) alla malandata Signora, una credibilità svanita nelle paludi di un biennio male affrontato e gestito. A Firenze, durante Fiorentina-Napoli, ennesimo episodio di razzismo nei confronti di un giocatore partenopeo. Scuse da parte della dirigenza toscana. Ma servirà di più. Non la solita retorica “presa di coscienza”, ma provvedimenti severi nei confronti di chi non riesce a rispettare un suo simile.

Poiché vivo a Milano, una riflessione sulle elezioni comunali. Ha stravinto il sindaco uscente Beppe Sala nei confronti del pediatra Barnardo candidato del centrodestra. A Milano, il centrodestra non ha elaborato una proposta valida. Il centrosinistra ha puntato sul tema ecologista. Tema sensibile in città. Ha vinto Sala, non solo perché i milanesi hanno preferito l’usato sicuro ad un neofita della politica. Il centrodestra si è troppo concesso a certi ridicoli (e pericolosi) “anti” tutto. Spero che Sala, ora, freni le talebane pulsioni di un suo assessore. Oltre ai ciclisti e a quelli che circolano sui monopattini, oltre agli automobilisti e ai motociclisti, a Milano ci sono anche i pedoni. Specie abbandonata alla protervia a due e a quattro ruote. E a quella, più recente, ma non meno aggressiva, dei dehors: piovre che hanno invaso ogni porzione di marciapiede. “Indietro non si torna”, ha annunciato un altro assessore di Sala. Infatti: basterà pagare per continuare ad “occupare” quello che prima del Covid non era “occupato”. I pedoni? Facciano una immersione tra le opere di Chagall. “Il violinista sul tetto”, mi pare si chiami quella celebre opera. Ecco: sul tetto. Come Mary Poppins. Supercalifragi ... eccetera.

 

 

 

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