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Fatti&Misfatti / Allegri e Messina: uniti nella euro beatificazione

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Venerdì 1° Ottobre 2021

 

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“Intendiamoci, le beatificazioni nello sport possono durare tre giorni, un mese, un anno. Poi capita che si sveglia qualcuno e vi dice che è tutto fumo intorno a quelle aureole.”

Oscar Eleni

Fra i fiori dell’oblio, negando, più di tre volte, di aver pensato male quando Allegri è tornato alla Juventus, quando Ettore Messina, anche prima di festeggiare i suoi 62 anni, cercava di convincerci che la nuova Armani era stata ricostruita bene. Fra i penitenti che vanno verso Santiago abbiamo respinto chi ci voleva far inginocchiare ad ogni stazione. Soprattutto perché la nuova euro beatificazione di due allenatori super vincenti veniva proposta dagli stessi che si affollavano davanti al rogo. Certo le beatificazioni nello sport possono durare tre giorni, un mese, un anno. Poi si sveglia qualcuno e vi dice che è tutto fumo intorno a quelle aureole.

Comunque sia Allegri ha sistemato nella sua Chiesa i campioni del Chelsea, mentre Messina, senza vantarsi troppo, sapendo che l’infortunio a Milutinov dopo 2 minuti e 4 secondi ha cambiato tante cose, lo ha certo aiutato, ha fatto scoprire ai 4000 del Forum, a Giorgio Armani e al presidente Dell’Orco, una squadra con una faccia nuova, penitenti quasi tutti davvero pentiti, magari meno divertenti della Virtus che propone Scariolo, ma gente tosta. Cominciando da Ettorre per finire al matematico Pippo Ricci che come il suo allenatore non ha sentito gli insulti bolognesi che hanno invece indignato Villalta, berci dell’ignoranza non verbalizzati da arbitri che solitamente appioppano multe per molto meno, e non soltanto per docce gelate.

Ci voleva per Milano una Europa meno crudele che con l’Inter e il Milan tanto amato da Messina. Ci voleva per il basket che SKY, lasciata in braghe di tela dalla Lega calcio per qualche dollaro in più, a farsi fottere la qualità del prodotto, tornasse sul grande basket europeo con gli stessi menestrelli che con grande qualità ci hanno rimesso a posto il quadro si una parete che stava perdendo colore. Bravi a raccontare, pallosi il giusto, non sappiamo quanto sinceri nel riconoscere che l’eurolega ha dentro qualcosa di più della devozione che si deve ad una bella manifestazione. Ora, è chiaro, non li avremo mai davvero sintonizzati suoi nostri orologi, faremo finta di non aver sentito il discorso fra le 34 partite della stagione euro e le 82 della NBA, perché in questo modo siamo sicuri di aver perduto l’avviso ai naviganti: qui ogni partita ha un senso, di là molte sono spettacoli da fiera nel villaggio dei superricchi.

Comunque sia bravi loro a ridarci l’atmosfera che merita questa eurolega che piacerebbe tanto anche al calcio sconvolto da troppi debiti per sentirsi al sicuro anche se i suoi stadi avranno il pieno molto prima dei palazzetti, anche se a Tel Aviv, ad esempio, hanno inaugurato la stagione con oltre 11mila in tribuna. Tutti vaccinati come Ellen Mirren. Tutti felici dopo la battaglia vinta contro Trinchieri che alla vigilia parlava di un Bayern a pezzi, ma poi in battaglia è stato avanti per molto tempo, perdendo di un punto la cappa dell’esordio.

Esordio anche per Mike James, rimandato in Europa dalla NBA dove lui pensava di meritare spazio e palloni, ma con 800mila euro, magari esentasse, a Montecarlo gli hanno trovato un posto: 30 minuti in campo 11 punti, uno su 6 nel tiro da 3, 5 rimbalzi. SarĂ  pronto per le sue vendette quando incrocerĂ  CSKA e Armani? Vedremo. Certo Itoudis ha problemi se i suoi diventano mollicci dopo una partenza da draghi nel tiro che vale 3 punti.

Vi abbiamo rubato anche troppo tempo in una giornata d’inizio ottobre dove le interviste del Corriere e della Gazzetta alla Egonu e a Jacobs ci hanno detto che intorno a questi campioni c’è gente giusta.

Le pagelle di eurolega non soltanto per l’Armani.

• 10 A SKY che ripropone il grande basket europeo come merita: mezzi, competenza, bella squadra di commentatori. Noi che li abbiamo mandati al diavolo tante volte fingiamo anche di pentirci.

• 9 A MESSINA per come ha diretto l’esordio, per aver spiegato utilizzando così tanto Ricci cosa serve per stare in campo nelle sue squadre. Per averci confermato che sa essere anche spiritoso quando, per ringraziare i giocatori della torta di compleanno, ha detto chesarebbe stato buono con loro almeno per 25 minuti.

• 8 A Giorgio Armani che nella settimana della moda che ha avuto un grande successo ha trovato il tempo per essere al Forum, agitandosi il giusto, come tutti quelli che amano davvero.

• 7 A Pippo RICCI per come ha vissuto il suo esordio in eurolega. Ci ha messo tutto, il cuore, prima di tutto. Il nuovo Gallinari (padre si capisce) è pronto.

• 6 A SHIELDS che in certi momenti sembra allontanarsi dalla sua corazza per raccogliere margherite, ma, poi, all’improvviso, riprende la spada e guai e chi lo incontra.

• 5 All’EFES strapazzato di un bellissimo Real Madrid, perché, come l’anno scorso quando ha vinto la coppa, Ataman cerca di far credere che a Istanbul sarà anno di transizione anche se è arrivato Djordjevic in casa Fener.

• 4 Alla LEGA se non capisce che il suo basket di campionato resterà nei misteri catodici se non lo affidi a chi sa davvero presentarlo e servirlo.

• 3 Alla nuova regola sulla chiamata del VAR concessa agli allenatori e agli arbitri. Da noi, già afflitti dal narcisismo di molti che allungano brodi insipidi, queste chiamate ruberanno più tempo di chi sbaglia spesso a controllarlo il cronometro.

• 2 Al grande basket, al grande calcio, se non capiranno il messaggio degli Sceriffi che arrivano dalla Transistria moldava dopo averli visti cucinare il Real. Il mondo nuovo tollera 24 stranieri, se si battono davvero.

• 1 Al mondo basket che sembra non avere voce per salvare società, bilanci, per far credere che oltre al pubblico in tribuna si occuperà anche della base dissanguata.

• 0 A RODRIGUZ, 300ª super partita in eurolega, e HINES se soltanto si fanno venire l’idea di voler smettere per via dell’età. Si guardino intorno e più belli e giovani di loro ci sono soltanto i ragazzini che ancora non possono entrare nei palazzi.

 

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