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Osservatorio / Salvare l'estate d'oro dello sport italiano

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Mercoledì 22 Settembre 2021

 

ganna-filippo 


Dopo le esaltanti affermazioni estive, diventa ancora piĂą urgente rimettere i piedi a terra e dedicare ogni energia alla programmazione dei prossimi tre anni e non solo in funzione del Giochi Olimpici del 2024.

Luciano Barra

Con il 21 settembre l’Estate è finita ma i ricordi dell’incredibile sequela di successi continua a fare notizia. Dopo la bellissima vittoria del Calcio, che vedo come comune denominatore motivazionale per i risultati successivi, si ricordano la prima finale a Wimbledon di un nostro tennista (Berrettini), le 40 medaglie di Tokyo con le perle di Jacobs & Tamberi, le 69 delle Paraolimpiadi con il filotto delle nostre nei 100 metri, all’oro di Ganna nella cronometro su strada, ed ora le due medaglie d’oro delle squadre azzurre della Pallavolo guidate da Paola Egonu e dall’accoppiata Giannelli/Micheletto.

Qualcuno ci ha voluto aggiungere la vittoria dei Maneskin all’Euro Song Contest, dimenticando che era avvenuto a maggio e quindi non in estate. C’è chi ne ha usufruito per scrivere libri, per pubblicazioni monografiche e speriamo presto un DVD commemorativo. Il CONI dovrebbe sfruttare questo momento e trovare la maniera per elevare l’Estate 2021 a “patrimonio sportivo”. Quasi fosse uno dei siti dell’UNESCO.

Ma puntualmente – ma ne avevate dubbi? – le domande che la stampa si sta dando è come sarà possibile ripetere l’Estate d’oro appena finita. Interessante al riguardo una domanda che si è posta Il Fatto Quotidiano a firma di Andrea Romano: “D’altra parte lo sport italiano è arrivato ad un bivio. O trova il modo di trasformare queste vittorie in un sistema oppure questa estate resterà soltanto un ricordo straordinario. E Irripetibile”.

Per come siamo fatti noi italiani non c’è dubbio che ora ogni impegno agonistico sarà visto e letto con la lente di ingrandimento. L’abbiamo già visto con i primi due pareggi della Nazionale di Calcio, Campione d’Europa. Ovviamente non tutti sanno e capiscono che nello sport la migliore performance si raggiunge poche volte e non è sempre ripetibile. Per questo ho condiviso la decisione di Jacobs di terminare la stagione agonistica con le due medaglie d’oro di Tokyo. Sarebbe stato facile per lui monetizzare il post Tokyo, ma avrebbe rischiato molto di più mettendo in gioco la sua reputazione di campione Olimpico.

Certo non è facile programmare un’altra estate come quest’ultima, anche perché i futuri calendari non prevedono appuntamenti importanti così ravvicinati. Si tratterà di commentare ed analizzare i risultati individuali di ogni disciplina sportiva, ma non è la stessa cosa. Io credo che invece l’attenzione e l’analisi dei media, ma anche di Federazioni e CONI, debba essere concentrata soprattutto su Parigi 2024, almeno per gli sport estivi, e quindi tutti i programmi dovranno avere come obbiettivo ultimo soprattutto i Giochi. Ogni altro avvenimento, mondiali ed europei che siano, devono essere propedeutici a quell’occasione.

Facile a dirsi. Siamo italiani e non sappiamo programmare a lunga scadenza. Qui il CONI dovrebbe calmierare bollori ed usare la sua influenza, e le sue risorse, in questo senso. Altrimenti l’estate 2024 non sarà la stessa. A me spiace che il CONI, così come è avvenuto per Tokyo, funga solo da organizzatore della trasferta, e meno come dominus della preparazione olimpica, abdicando a quella che dovrebbe essere la sua funzione principale: l’ufficio competente si chiama Preparazione Olimpica soprattutto e non solo partecipazione. Tra l’altro Parigi è ad un tiro di schioppo e quindi non pone grandi problemi organizzativi. (Per il 2024 va considerato che avremo 10 medaglie in meno per l'esclusione di Karate e Sollevamento Pesi e che difficilmente potremo ripetere i 5 ori dell'atletica, senza tener conto che la Francia giocherà in casa e la Germania vorrà riscattare la modesta prestazione di Tokyo).

Quali suggerimenti dare? Non sono così esperto di tutti gli sport per permettermi una analisi dettagliata. Bisognerebbe semplicemente fare per ogni disciplina un programma triennale avente come obbiettivo principale i Giochi. Ovviamente senza trascurare quanto altro, mondiali od europei, disseminati sul percorso. Esistono motivi organizzativi e politico elettorali da considerare.

Ci voglio provare con l’atletica, sostituendomi momentaneamente al DT Antonio La Torre e non ritenendo l’attuale Federazione in grado di ragionare su di un programma triennale. Ho letto, a 40 giorni dai Giochi, solo una lettera a firma del presidente Stefano Mei inviata ai Comitati Regionali in cui si chiedono loro suggerimenti “per lavorare sulle direttrici fondamentali che ci consentiranno di concretizzare al meglio i comuni obbiettivi per il futuro. Un impegno che voglio condividere con tutti i protagonisti della filiera ...”.

Quasi che la FIDAL fosse un’azienda che produce dentifrici e che si rivolge ai propri venditori per avere dei suggerimenti sui futuri programmi. Io sapevo che i Comitati Regionali erano delle unità operative a cui dare direttive operative. La politica federale, qualsiasi essa sia, spetta al Consiglio Federale ed alle Società. Ma il Consiglio Federale della FIDAL non si riunisce da qualche mese e non si capisce chi abbia partorito la campagna appena lanciata “Anche Io Atletica!”, rivolta tramite il sito federale (e alle Società) a chi l’atletica non l’ha mai fatta. Devo dire di più?

Torniamo a noi. Cosa è previsto nei prossimi tre anni dal calendario internazionale dell’atletica? Ecco il quadro riepilogativo con date e località:

2022
18/20 Marzo – Mondiali Indoor (Belgrado, SRB)
15/20 Luglio – Mondiali (Eugene, USA)
15/21 Agosto – *Europei (Monaco, GER)

2023
da definire – Europei Indoor (Istanbul, TUR)
18/27 Agosto – Mondiali (Budapest, HUN)

2024
da definire – Mondiali Indoor (non ancora assegnati)
2/11 Agosto – Giochi Olimpici (Parigi, FRA)
27 Agosto / 1 Settembre – Europei (Roma, ITA)

* Inseriti nei Campionati Europei Multisport come celebrazione del cinquantenario dei Giochi di Monaco 1972 (Beach Volley, Canoa Sprint, Ciclismo su strada, pista, Mountain Bike e BMX, Ginnastica Artistica, Canottaggio, Tennis Tavolo, Triathlon e Sport Climbing). Gli Europei di Nuoto sono previsti a Roma dall’11 al 22 Agosto.

Indoor a parte, dove la partecipazione è strettamente collegata a scelte tecniche specifiche, per le altre manifestazioni la FIDAL dovrà decidere per tempo quali criteri seguire. Proseguire con quanto fatto per Tokyo con partecipazione allargata a chiunque abbia fatto il minimo, (anche con gare farlocche dell’ultimo minuto) o oppure criteri differenziati per i Mondiali, allargati per gli Europei ed allargati per le Olimpiadi? Questo è il dilemma che dovrà sciogliere Antonio La Torre proprio in funzione di una programmazione triennale e di quanto espresso precedentemente. Non dovrà però essere una scelta politica.

L’atletica si trova indubbiamente davanti ad un paragone arduo da superare: quello delle cinque medaglie d’oro di Tokyo. Tra l’altro non va dimenticato, come visto per le medaglie europee della Pallavolo, che mediaticamente una medaglia europea ha un valore talvolta superiore a quella olimpica. E nel caso dei Campionati Europei di Monaco 2022 l’Italia attuale potrebbe tentare di superare i medaglieri di Stoccarda 1986 e Spalato 1990.

Sui prossimi Campionati del Mondo di Eugene merita fare alcune osservazioni. Sono 9 ore indietro rispetto all’Italia; Eugene si raggiunge grazie a tre scali aerei; il mese di luglio è famoso per essere il più caldo con punte di 40°. Le 9 ore di differenza significano che le eliminatorie del mattino saranno verso le 19 italiane e le finali (inizio alle 17 della costa occidentale USA) verso le 2 del mattino in Italia. Cosa significa questo? Che la copertura mediatica, a differenza di Tokyo che era 7 ore avanti, sarà molto difficile e l’impatto di eventuali medaglie o sconfitte estremamente ritardato.

World Athletics ed European Athletics hanno riempito 6 pagine per indicare i criteri di partecipazione a Eugene, che poi saranno simili a quelli di Parigi 2024. Ciò sta a significare che come accaduto a Tokyo alla fine sarà più facile che mai entrare nei “target number” della WA. Quindi o la FIDAL stabilisce dei criteri più ristrettivi o tutti quelli che conseguiranno i minimi dovranno andare.

Solo per curiositĂ  a questo momento gli atleti italiani che hanno giĂ  il minimo per Eugene e per Monaco sono numericamente quelli di seguito indicati (non sono considerate le gare su strada e le staffette):

1922
Mondiali (minimi: dal 27 Giugno 2021 al 26 Giugno 2022) – Atleti già col minimo: 17 (10 Uomini e 7 Donne)
Europei (minimi: dal 26 Luglio 2021 al 27 Luglio 2022) – Atleti già col minimo: 23 (17 Uomini e 7 Donne)

Buona programmazione a tutti.

               

 

               

               

 

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